Come dimenticare la prima volta? ... La prima volta che Rapture ci è apparsa davanti agli occhi? Fascino, mistero, stupore! E perché no, anche un pizzico di inquietudine. Sono queste le primissime sensazioni che la città sottomarina di Andrew Ryan (il creatore di Rapture) offriva a noi giocatori, ignari dell’avventura maestosa e visionaria che ci attendeva. Un’avventura di nome BioShock. Non un semplice gioco, ma una vera e propria opera d’arte in grado di trasformare un genere rigido come quello degli FPS in qualcosa di più profondo del semplice sparare a qualcosa o a qualcuno senza porsi delle domande. Un titolo che basava la sua forza sulla trama (magnifica e sorprendente), senza però tralasciare l’aspetto ludico, anch’esso decisamente curato e divertente. Con la speranza di un nuovo successo, a distanza di tre anni i 2K Marin tentano di riportare in superficie questa magia, regalandoci BioShock 2.
Ci saranno riusciti? Lo scoprirete solo leggendo…
Un papà davvero speciale
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Prima di accingerci a descrivere nel dettaglio ogni elemento del gameplay di BioShock 2, è quantomeno d’obbligo una piccola descrizione dell’incipt narrativo. La storia prende il via anni dopo gli eventi accaduti nel primo capitolo. Il filmato iniziale è realizzato magistralmente e riesce sin da subito a coinvolgere il giocatore: questa volta noi siamo un Big Daddy…camminiamo mano nella mano con una sorellina (bambine esposte a terribili esperimenti ndr), quando ad un tratto quest’ultima si allontana da noi e inizia a correre. La seguiamo, la ritroviamo poco più avanti; sta raccogliendo dell’Adam (sostanza che ha fatto impazzire la popolazione di Rapture) da un cadavere. Si alza, lo beve, e ridacchiando sotto voce riprende la sua corsa, sparendo dalla nostra vista. Pesanti a causa del nostro equipaggiamento, procediamo lentamente. Ad un tratto un grido riecheggia nel silenzio. È lei, è la sorellina. La dobbiamo proteggere ad ogni costo! Dopo una breve e affannosa corsa la vediamo, è circondata da ricombinanti. Li uccidiamo uno ad uno, all’improvviso però qualcuno ci immobilizza grazie ad un plasmide e davanti a noi appare una donna. Ci dice che quella sorellina è sua figlia. La donna ha una pistola in mano; ci dice di prenderla, noi lo facciamo. Ci ordina di portarcela alla nuca e di…sparare… Il rumore è assordante; tutto diventa nero. Una scritta appare sullo schermo: BioShock 2, seguita dalla criptica frase “dieci anni dopo”…
Un’altra grande avventura è cominciata, pensiamo mentre l’acqua scivola giù dal nome che compare su schermo.
Già sicuri di aver catturato il vostro interesse, preferiamo interrompere il racconto degli avvenimenti proprio nel momento in cui il giocatore avrà il controllo sul personaggio, in modo da lasciare a voi il gusto di scoprire come si dipanerà il plot. Quello che possiamo affermare senza paura di rovinarvi la sorpresa è che anche questa volta ci troviamo di fronte ad una trama nutrita da un buon numero di colpi di scena e, anche se non al pari dell’originale, in grado di emozionare notevolmente, grazie anche a finali multipli e ha una struttura generale molto buona. Una storia, insomma, davvero coinvolgente.
Colpito e affondato
Decisamente coinvolgente anche il gameplay del titolo. Ciò nonostante va messa subito in chiaro una cosa: scordatevi l’innovazione e l’originalità portata dal primo BioShock, perché questo secondo capitolo ne prende di pari peso tutti gli elementi, limitandosi a perfezionarne ogni aspetto senza portare alcuna reale innovazione. Non che sia un male, ma molti potrebbero storcere il naso nel riscontrare la netta somiglianza con il suo predecessore. In ogni caso strutturalmente la giocabilità può essere divisa in due parti principali: le fasi di combattimento ed esplorazione e quelle di raccolta dell’Adam. Come nell’episodio precedente il giocatore avrà il compito di visitare le ambientazioni disponibili uccidendo ogni possibile minaccia. Per fare ciò si potrà contare su un buon numero di armi e plasmidi. Nonostante inizieremo l’avventura armati soltanto della nostra fida trivella, utile per gli scontri ravvicinati, ben presto il nostro arsenale diventerà molto più ampio. Dalla mitragliatrice al fucile a pompa, avremo a disposizione tutto ciò che ci serve per sopravvivere nella decadente città. Saper utilizzare la giusta arma nella giusta situazione, inoltre, ci permetterà di sprecare meno munizioni possibili ed infliggere maggiori danni. Per di più, ogni arma conta ben tre tipi di munizioni, tutte molto diverse tra loro. Ciò innalza non di poco la varietà dei combattimenti. Inutile dire che ogni arma, così come ogni plasmide, può essere potenziata grazie ad apposite stazioni. Per quanto riguarda i plasmidi, come in passato, potremmo incendiare i nemici, elettrizzarli, congelarli e molto altro. Una novità di BioShock 2 risiede nella possibilità di usare plasmidi e armi contemporaneamente. Infatti con la mano sinistra potremmo dar sfogo alla nostra fantasia combinando i “poteri”, mentre con la destra potremmo tranquillamente scaricare una pioggia di piombo sugli avversari. Come avrete intuito, quindi, i combattimenti appaiono coinvolgenti e sufficientemente vari a divertire, nonchè un pizzico tattici.
In ogni caso i nostri antagonisti possono vantare su un I.A. tutto sommato buona, ma difficilmente riusciranno a crearvi problemi ai livelli di difficoltà più bassi. Persino selezionando la difficoltà più elevata, comunque, si riesce quasi sempre a predominare facilmente, se si utilizza la giusta strategia. Nelle lunghe passeggiate per Rapture, poi, non sarà difficile imbattersi in sistemi quali torrette o telecamere (ma anche distributori di munizioni o di oggetti come kit medici) che potremo volgere dalla nostra parte aggirandoli sia manualmente (tramite un minigioco) sia automaticamente, grazie ad un’”arma” inedita. Insomma, tutti coloro che hanno già assaporato il precedente capitolo, si staranno ormai rassegnando all’idea che BioShock 2 non porti nessuna consistente novità. In realtà, come i più attenti avranno già intuito all'inizio del paragrafo, una piccola novità è presente. Ora che siamo dei Big Daddy, infatti, potremmo occuparci delle sorelline; ciò offre maggiori possibilità di gioco e va anche a costituire la seconda parte del gameplay, parte tra l’altro, del tutto opzionale. Infatti, la raccolta dell’Adam non è obbligatoria, nonostante quest’ultimo sia indispensabile per comprare i plasmidi, che vi faciliteranno le cose non di poco. Comunque sia, in ogni livello saranno presenti diverse sorelline che si potranno adottare. Prima di fare questo, però, occorrerà sbarazzarsi del loro Big Daddy. Una volta messo fuori gioco, le sorelline potranno essere scortate a specifici cadaveri da cui estrarranno l’Adam. Tuttavia la raccolta non è sempre un fatto semplice, dato che richiamerà decine e decine di ricombinanti che non esiteranno ad infastidire la ragazzina e ad uccidere il suo protettore, ovvero noi! Come durante la nostra prima visita a Rapture, anche stavolta il giocatore ha davanti a sé una scelta: prosciugare e quindi uccidere la sorellina o decidere di salvarla. Inutile dire che prosciugandola otterrete più Adam, ma attenzione, perché le vostre scelte influenzeranno il finale. Concludendo c’è da far notare la presenza delle Big Sister, che al contrario dei Big Daddy, sono “creature” snelle, agili e molto più temibili. Nonostante tutto questo, se inizialmente vorrete evitarle ad ogni costo perché avrete paura delle conseguenze, proseguendo nelle vicende invece il loro modus operandi diventerà troppo prevedibile e gli scontri con esse si faranno perciò un tantino noiosi. Prima di dimenticarcene, infine, vale la pena di segnalare particolari sessioni in cui il giocatore si muoverà nell’oceano. Pur apparendo un ottimo modo per spezzare il ritmo di gioco, queste ultime appaiono fondamentalmente inutili, dato che ci si dovrà semplicemente muovere su percorsi lineari senza poter fare altro. Oltre a queste aggiunte, come già premesso, quindi si può tranquillamente affermare che il gameplay del titolo è rimasto pressoché invariato rispetto all’antecedente, limandone i difetti, presentando qualche gradita aggiunta ed eliminando almeno in parte l’eccessivo backtracking caratteristico del predecessore.
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In fondo al mar…
Spostiamoci ora a trattare dell’aspetto tecnico del titolo. Purtroppo graficamente BioShock 2 appare datato. Non fraintendetemi: artisticamente è tutt’oggi eccezionale, Rapture ha ancora il suo fascino. Tuttavia il senso di deja vu è spesso presente e a livello meramente tecnico non si raggiungono che standar poco più che mediocri. Alcune textures sono poco definite e i personaggi son modellati e animati in maniera buona, ma sono imparagonabili a confronto con le maggiori produzioni odierne. Diciamo che non si notano evidenti passi in avanti rispetto al primo BioShock. Vorrei comunque tranquillizzarvi nel dire che il comparto grafico rimane tutt’ora piacevole da vedere e che non rovina in nessun modo l’esperienza generale.
Molo buono, invece, il sonoro: musiche un po’ caotiche, ma che enfatizzano bene le situazioni effetti ottimi e realistici, ma soprattutto un doppiaggio di qualità elevatissima. Difficilmente troverete un gioco con una recitazione così perfetta, e il coinvolgimento ringrazia.
Infine, la longevità. Per raggiungere i titoli di coda saranno sufficienti quelle 7-8 ore di gioco (già ottime per uno sparatutto in prima persona); molte di più però se vorrete esplorare ogni angolo di Rapture alla ricerca dei diari (registrazioni audio lasciate dagli abitanti ndr). Inoltre l’avventura è decisamente rigiocabile, a causa di diversi finali raggiungibili a seconda delle scelte morali effettuate. La ciliegina sulla torta? Una divertente modalità multiplayer online, che saprà garantire intere giornate di svago, nonostante una ripetitività di fondo piuttosto alta dato le poche modalità di gioco presenti.
Una vacanza a Rapture
In definitiva BioShock 2 si dimostra un prodotto di ottima qualità sotto tutti gli aspetti. Il gameplay è più che mai solido e divertente. L’eccessiva somiglianza con il predecessore è dispensata da alcune migliorie e perfezioni che rendono ancora più godibile ogni elemento di gioco. I combattimenti sono più vari, adrenalinici e appaganti di prima e la possibilità di adottare una sorellina è un buon diversivo tra una sparatoria e l’altra. Di notevole importanza, inoltre, anche la trama: appassionante e ben scritta. A contornare degnamente il tutto, infine, troviamo una grafica non all’avanguardia, ma comunque apprezzabile per le sue scelte artistiche, e un comparto audio di indubbia qualità. BioShock 2 è quindi un titolo meritevole di attenzione; poetico, emozionante e dalla propria personalità. Il lavoro svolto dai 2K Marin è quindi molto buono. Tutti coloro che amarono il primo episodio non possono lasciarselo sfuggire. Probabilmente non riuscirà a sorprendervi come l’originale, ma tuffarsi ancora una volta nelle profondità dell’Oceano non potrà che farvi piacere.
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Pregi
Difetti
Voto
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