Ci sono giochi che segnano nel profondo, quasi intimamente, chi li vive. Fallout 3 è uno di questi. Eletto gioco dell’anno 2008 questa vera e propria opera d’arte dei ragazzi della Bethesda Softworks è sicuramente un titolo che tutti gli amanti dei GDR, o dell’action-adventure-sparatutto, dovrebbero almeno provare. Probabilmente non piacerà a tutti, visto che Fallout 3 si potrebbe definire un gioco atipico, non rientrante in nessuna precisa categoria. Certo, ritroviamo elementi da classico gioco di ruolo (salire di esperienza, potenziare le proprie abilità, le proprie doti fisiche, un vasto mondo esplorabile, sub-quest ecc) ma è anche vero che in molti altri aspetti Fallout 3 appare un sparatutto-action in tutto e per tutto: nessun combattimento a turni e scontri a fuoco in tempo reale come nei migliori FPS. Se avete fatto l’errore di non comprarlo a suo tempo e ora ne siete incuriositi, smettete immediatamente di leggere la recensione e correte subito ad acquistarlo; se però credete che non possa essere un gioco adatto a voi (magari odiate i GDR), vi consiglio comunque di continuare nella lettura… potreste persino ricredervi.
Anno 2277. L’umanità è ridotta ad un cumulo di macerie. La vita è letteralmente stata distrutta dalle continue guerre nucleari. I pochi sopravissuti si aggrappano a qualsiasi cosa pur di non impazzire. Cibo, acqua, anche le cose più semplici sono importanti a tal punto che vale la pena uccidere pur di possederle, pur di… vivere. Noi però siamo al sicuro, lontani dall’orrore, dalla distruzione, dal dolore e dalla morte che colpisce gli abitanti della zona contaminata di DC. Noi viviamo! Sottoterra, ma non ci manca nulla. Abbiamo un letto, abbiamo cibo, abbiamo degli amici… abbiamo un padre. Il paradiso per qualunque sopravvissuto: il Vault 101. Ecco dove siamo. Rinchiusi in un bunker da cui è impossibile uscire (almeno così dicono), al riparo da ogni pericolo, mentre qualche metro sopra di noi, la desolazione e la morte regnano sovrani. E quando il nostro unico genitore, nostro padre riesce con grande sorpresa di tutti a fuggire dal Vault, noi non possiamo far altro che seguirlo, perché per lui affronteremmo qualsiasi avversità. Ma perché se né andato? Perché non mi ha detto niente? Perché? … Mentre pensiamo a queste domande, non senza fatica, varchiamo la massiccia porta del Vault, una forte luce ci acceca, una luce mai vista prima, la luce del Sole! Ed ecco poco dopo apparire ai nostri occhi una prateria immensa, che si perde oltre l’orizzonte. È “grigia”, sporca, piena di macerie e rottami, ma è bellissima, uno spettacolo mai visto. Lo stupore del giovane ragazzo, partito alla ricerca di suo padre, è il nostro stupore. L’avventura è cominciata, sopravvivere non sarà facile…
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La zona contaminata della capitale
Ormai avrete intuito pienamente quanto lo scenario apocalittico di Fallout 3 sia evocativo. I primi minuti di gioco sono fondamentali per creare nel giocatore quell’attesa di vedere il mondo esterno, e riescono ad immergere pienamente nel personaggio. Cosa non difficile se considerate che appena inserito il disco ci sarà chiesto, tramite un semplice menù, di creare il protagonista. Dettagli come occhi, naso, capelli, sono tutti personalizzabili. Potremmo addirittura scegliere il sesso! Finita questa breve introduzione in cui assisteremo alla nostra nascita, finalmente inizia il gioco vero e proprio… si vabbè, inizia il tutorial. Guardando dagli occhi di un bambino impareremo a muovere i primi passi e a familiarizzare con un sistema di controllo che potrebbe richiedere un po’ di pratica prima di essere appreso appieno. Mentre maneggiamo con il controller gli anni passano ed ecco che arriva il giorno del nostro decimo compleanno, giorno decisamente importante visto che a dieci anni si riceve il Pip Boy 3000, oggetto utilissimo per sopravvivere nelle lande di DC e che vi permetterà di visualizzare le missioni, le abilità e tutto quello che è importante sapere. Sarà solo quando diventeremo adolescenti che finalmente potremmo abbandonare i freddi e bui corridoi del Vault 101 ed osservare il cielo. Siamo fuori!
L’atmosfera è la vera protagonista. Il mondo è spaventosamente vivo, reale; ogni personaggio di Fallout 3 ha un suo preciso carattere, una sua storia da raccontare. Oltre alla grande trama principale, nutrita da un buon numero di colpi di scena e decisamente appassionante, vi è infatti spazio per moltissime altre storie, che diventano quasi più importanti dello stesso filone principale. Difatti, finire il gioco senza dedicarsi almeno in parte alle missioni secondarie rende l’esperienza forse un po’ debole, povera di valore. Perché è solo interagendo con gli altri sopravvissuti, ascoltando i loro problemi, aiutandoli come meglio crediamo che il gioco diviene decisamente qualcosa di più di un semplice giocattolo elettronico. Fallout 3 è un’esperienza di vita, non c’è una linea ben precisa da seguire, ma solo noi, che con le nostre azioni andiamo a creare quella che è la nostra storia. Ok, dobbiamo trovare nostro padre, ma possiamo farlo quando vogliamo, andare a cercare indizi su di lui, o dimenticarcene completamente e curarci di altre faccende. Esplorando in lungo e in largo ciò che rimane di Washington DC presto incontrerete i primi sopravvissuti e le loro città. Essere pacifici e non creare problemi? O estrarre il fucile per impadronirsi delle loro risorse? Tutto dipende da voi. Altamente sconsigliato l’approccio –ammazzo tutti e prendo quello che voglio- visto che difficilmente riuscirete a sopravvivere all’attacco dei cittadini. Nel caso riusciste a fuggire, poi, non crediate che saranno ben disposti a farvi tornare, perché nel caso causaste problemi in uno dei pochi baluardi di civiltà rimasti (appunto le “città”), dovranno passare diversi giorni prima che gli abitanti vi lascino nuovamente scorrazzare nel loro territorio liberamente. Insomma in ogni caso avremmo totale libertà di scelta, persino nei dialoghi. Vogliamo rispondere male a qualcuno o essere gentili? Aiutarlo o guardare solo ai nostri interessi? Addirittura cercare di convincerlo (abilità “potenziabile”), magari, a darci la password di un computer? La decisione è solo nostra. Potremmo anche uccidere chiunque (o quasi…) vogliamo. Attenzione però, perché proprio come nella vita reale, il personaggio ucciso non ritornerà magicamente in vita e quindi sarà impossibile interagirci. Sappiate, perciò, che ogni azione avrà una conseguenza e il finale del gioco dipenderà da come vi comportate. Ogni missione si può concludere in moltissimi modi, tutto sta in come si procede, se in modo crudele, neutrale o buono. A seconda dell’andazzo che adotterete avrete a vostro favore o sfavore diversi “classi sociali”. Siete brutali e spietati? Allora i predatori (gruppi di persone poco raccomandabili che razziano la zona contaminata) non vi daranno fastidio. Al contrario siete buoni, aiutate sempre il prossimo? In questo caso i predatori vi spareranno a vista, ma sarete ben accetti dalla maggioranza della comunità. Persino alla radio (in un mondo catastrofico c’è ancora chi divulga speranza con trasmissioni, ognuno dando acqua al proprio mulino…) commenteranno le vostre azioni! Infine stringere alleanze con determinati personaggi potrà essere possibile solo con il giusto karma (cattivo-neutrale-buono). Le sfaccettature sono molte e la libertà e quasi assoluta. Pur proseguendo infatti inesorabilmente verso una storia ben delineata, il poter agire in maniere spesso molto diverse tra loro contribuisce radicalmente a far sentire il giocatore un sopravvissuto che decide autonomamente ciò che vuole fare, senza essere limitato dagli sviluppatori.
Ad ogni modo in molte circostanze la nostra unica scelta sarà quella di combattere. Il nostro arsenale, inizialmente povero, diverrà con il giusto tempo perfetto per sopravvivere anche alla peggior situazione. Da mazze da baseball a coltelli o dal lanciamissili al più terrificante dei fucili al plasma. Ciò nonostante non si potranno tenere nell’inventario un numero illimitato di oggetti(vestiti, cibo, acqua ecc), perché ognuno di essi avrà un proprio peso e superando il peso limite muoversi diventerà faticoso e correre sarà impossibile. Occorre quindi cercare solo gli oggetti necessari ai fini della sopravvivenza.
Nelle prime battute i violenti scontri con gli abitanti, gli animali o i robot (la lista è davvero lunga) di questo mondo post-apocalittico si mostreranno difficili e impegnativi. Sarà solo con il tempo che imparerete al meglio ad utilizzare il personaggio e a conoscere i vostri nemici. Le possibilità offerte sono anche in questo caso molte. Si possono effettuare attacchi corpo a corpo o scaricare un considerevole numero di munizioni sugli avversari. Fin qui non sembra esserci nessuna novità rispetto a molti sparatutto in soggettiva presenti sul mercato. In verità esiste una modalità di fuoco chiamata S.P.A.V. Grazie ad essa potremmo bloccare letteralmente l’azione e dar sfogo alla nostra voglia di strategia. Selezionando i nemici attorno a noi potremo decidere quale parte del corpo colpire: gambe, testa, braccia o corpo. A seconda della nostra posizione e della nostra distanza ogni zona del corpo sarà contrassegnata da una percentuale che indica quante possibilità abbiamo di mettere a segno un buon colpo. Una soluzione davvero divertente, per nulla obbligatoria, capace di dar vita a momenti spettacolari e cinematografici e utilissima nelle situazioni più ardue. Un po’ di tatticismo non guasta mai! Per di più, ciò vale anche per noi. Se ci feriamo ad una gamba saremo più lenti, se ci colpiscono alle braccia saremo meno precisi e la vista ci si offuscherà se subiremo danni alla testa. Utilizzando medicinali sui punti del corpo critici potremmo guarire, ma anche andare da un medico e spendendo un bel po’ di tappi (la valuta di Fallout 3) torneremo in sesto. Per aumentare poi la nostra resistenza, velocità, salute ecc, potremo anche acquistare e assumere droghe, che forniranno effetti immediati, ma non permanenti; utile se ci troviamo in una situazione difficile. Fate molta attenzione, però, perché potreste diventare assuefatti dalle droghe, in questo caso le vostre abilità peggioreranno invece di migliorare!
Grafica catastrofica
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Ormai avrete capito più o meno ciò che è Fallout 3: una sorta di simulatore di vita, una vita apocalittica. Adiamo, quindi, adesso ad analizzare l’aspetto tecnico del titolo. C’è da premettere sin da subito che il mondo di gioco offerto è sufficientemente vasto e che le situazioni che il motore deve gestire sono parecchie. Graficamente, infatti, ci troviamo a livelli buoni, ma nulla di eccezionale. La line dell’orizzonte è impressionante, le ambientazioni sono realizzate in modo splendido. Inoltre dettagli come il veder zoppicare un nemico dopo avergli colpito una gamba riescono a sorprendere. L’atmosfera che si respira è incredibile. I difetti vanno ricercati in alcune textures scarne, poco dettagliate, in animazioni legnose, in un motore di gioco non sempre stabile e in alcuni spiacevoli effetti grafici, come il tearing e il pop up. Nel complesso comunque nulla di particolarmente frustante, salvo alcune occasioni. Diciamo, una grafica buona, ma che poteva essere curata meglio.
Molto buono il comparto audio. Musiche orecchiabili, ben adatte al contesto. Effetti sonori realistici e quasi sempre puliti. Un po’ sottotono il doppiaggio in italiano in svariate circostanze, ma nulla di tragico. Decisamente soddisfacente anche la longevità. Portare a termine la storia principale, bisogna ammetterlo, non è un’impresa lunghissima. In una decina di ore (anche meno) potreste tranquillamente giungere all’epilogo. Tuttavia se a ciò uniamo le missioni secondarie (tutte ben fatte e longeve), i segreti da scoprire, perché la zona contaminata è ricca di misteri, l’esplorazione di ogni angolo del mondo di gioco, e perché no anche qualche DLC, raggiungere un quantitativo di ore vicino alle centinaia non sarà difficile. Cosa volete di meglio?
Una vita da sopravvissuto
Non ci sono parole per descrivere l’universo di Fallout 3. Vita. Questa è l’unica parola possibile. Assurdo se pensate alla distruzione e alla morte che caratterizzano il titolo, però è così: Fallout 3 è una vita parallela. Dai personaggi, agli animali, alle ambientazioni; tutto è caratterizzato magnificamente, tutto possiede una personalità ben distinta. Impossibile perdersi un titolo di tale qualità. Essere letteralmente catapultati in un mondo apocalittico, essere liberi di esplorare, di scegliere, di vivere questo mondo non è una cosa che capita spesso nel mondo videoludico. Parlare di gameplay, di giocabilità sarebbe riduttivo, vista la complessità raggiunta in questo campo da Fallout 3. Emozione è la definizione giusta, questo è il gameplay di Fallout 3. Un'esperienza indimenticabile!
E voi, sopravviverete?
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Pregi
Difetti
Voto
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