Introduzione
Il film di James Cameron è uscito in Italia nel gennaio 2010, riscuotendo enorme successo e consenso tra critici e grande pubblico. La realizzazione tecnica del FILM ha lasciato tutti a bocca aperta, un po’ meno invece la storia, tutt’altro che originale e a tratti decisamente scontata.
Ci siamo cimentati nell’omonimo videogame, particolarmente curiosi di scoprire come lo avremmo trovato rispetto alla sua realizzazione cinematografica: sfide di questo tipo in passato hanno portato a risultati altalenanti, sia nel caso di prodotti tratti da pellicole di successo (in un mutuo traino commerciale e di marketing), che nel caso inverso di film tratti da videogame (vedi “Tomb Raider” o “Prince of Persia”).
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Storia e gameplay
Come il film, anche il videogame è ambientato nel fantastico mondo di Pandora, abitato dagli indigeni Na’Vi. L’ambientazione è estremamente realistica e somigliante a quella mirabilmente gustata nel film. Vestirete i panni di Ryder, un umano giunto sul pianeta per aiutare i suoi simili nella politica di controllo e sfruttamento del pianeta. Inizierete con degli incarichi piuttosto semplici che vi saranno assegnati dai più potenti rappresentanti umani, nell’assolvere i quali verrete a contatto con la selvaggia ed aggressiva flora e soprattutto fauna di Pandora. Anche in questo caso, scopriamo con piacere che la somiglianza con l’analogo mondo della pellicola cinematografica è notevole.
Particolarmente azzeccata l’idea di mettere di fronte il videogiocatore alla scelta di schierarsi con gli umani o con i Na’Vi, cosa che sostanzialmente raddoppia la longevità del prodotto: avendo già avuto modo di vedere nelle precedenti missioni la rovina prodotta dall’intervento umano, probabilmente vorrete schierarvi con gli indigeni … in questo caso tenderete ad utilizzare armi più rudimentali (arco e freccia, lame e bastoni) e l’attacco corpo a corpo, con il gioco che alternerà missioni da sparatutto in soggettiva, a parti più tranquille e che richiedono una certa strategia o esplorazione del pianeta. Schierarvi con gli umani invece vi porterà a molti più scontri con la natura circostante e i Na’Vi, in una sostanziale prevalenza di azione e di scene sparatutto.
Utilizzerete mezzi di locomozione su terra (una specie di “buggy”), su acqua (imbarcazione simil-motoscafo), e potrete apprezzare le cavalcate sui “cavalli” indigeni, o volare analogamente a quanto avete visto fare al protagonista della pellicola cinematografica.
Le missioni non sono mai particolarmente ardue, vi capiterà di “morire” ma potrete spesso ri-vitalizzare il vostro avatar con delle pozioni (grazie all’abilità di cura, che acquisirete completando le missioni ed acquisendo punti-esperienza), ed in ogni caso ripartirete esattamente da dove eravate arrivati, con un numero di vite infinito. Apprezzabile la varietà di armi e di mosse speciali (in particolare l’invisibilità stile “Predator”), anche se in definitiva le userete poco o per nulla. La monotonia viene spezzata e mitigata dall’alternarsi tra missioni d’azione ed altre di esplorazione, spesso in stile piattaforma.
Grafica
Sicuramente uno degli aspetti migliori di questo videogame, che riproduce con grande fedeltà i paesaggi di pandora, gli alberi protesi verso il cielo e che sembrano non avere fine, le rocce e le “isole” sospese nell’aria con giochi d’acqua e cascate dall’una all’altra, la flora e la fauna spettacolari del pianeta. Rimarrete senza dubbio ammaliati da ciò che vi circonda, mentre completerete le missioni che dovrete affrontare.
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Effetti sonori
Il gioco è tutto in italiano, il che è apprezzabile anche se le scene parlate non sono molte, quindi non ci saremmo aspettati qualcosa di diverso. Le musiche sono coinvolgenti ed evocative, gli effetti sonori in genere si adattano perfettamente all’ambiente.
Longevità
Notevole, considerando l’idea piuttosto originale della biforcazione della modalità storia, nonché la presenza del multi-player, che vi consentirà di affrontare altri giocatori on-line (anche se le sfide sono le “solite”, nulla di nuovo nel genere … prendi la bandiera, tutti contro tutti e cosi via). Un ulteriore “spinta” è la possibile conquista di aree del pianeta, con il compito di portare la zona sotto il dominio e il controllo della fazione di appartenenza, utilizzando 3 tipi diversi di truppe con differenti caratteristiche: un tocco di strategia alla Risiko in un gioco sostanzialmente d’azione.
Conclusioni
“James Cameron’s Avatar: The Game” non è un capolavoro, forse a causa di una ambientazione che è perfetta considerando che parliamo della trasposizione del film, ma in assoluto risulta meno accattivante di altri videogame come “Assassin’s Creed 2” o “Red Dead Redemption” (valutazione peraltro assolutamente soggettiva). In ogni caso, se avete apprezzato il film rimarrete soddisfatti anche da questo prodotto, e vi godrete assolutamente le ore di gioco, anche considerando gli aspetti della biforcazione della storia e del multiplayer. Se il genere “fantascienza” non fa per voi, potreste invece rimanere parzialmente delusi.
Purtroppo uno degli aspetti particolarmente innovativi avrebbe potuto essere il 3D, offerto dal film al cinema, cosi come dal videogame: sfortunatamente non abbiamo potuto provarlo in questa modalità, quindi non possiamo darvi alcun feedback a riguardo.
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Pregi
- Originale l'idea della biforcazione della storia
- Varietà mezzi a motore e animali con i quali interagire
Difetti
- Missioni fin troppo semplici e banali
- Gioco piuttosto breve
Voto
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