Prison Break
Deep Silver si immerge in un videogioco su licenza che forse molti fan della serie aspettavano da tempo. Non siamo nuovi nel campo delle licenze, sappiamo bene che oggi la maggior parte dei videogiochi è tratto da libri, ma soprattutto da film e serie TV.
Stiamo parlando Prison Break, la serie TV Creata e co-prodotta da Paul Scheuring in collaborazione la 20th Century Fox Television.
Il gioco denominato Prison Break: The Conspiracy ci catapulterà in un’atmosfera che raramente viene proposta da altri videogiochi, la vita giornaliera in un carcere di massima sicurezza. Il gioco vanta i nomi e le fattezze originali degli attori della serie come Dominic Purcell, Wentworth Miller nei panni dei protagonisti Burrows e Scofield.
| | | |
Benvenuti a Fox River
il nostro alter-ego virtuale sarà Tom Paxton un agente sotto copertura, non un agente qualsiasi ovvio ma di una misteriosa organizzazione. Viene mandato al penitenziario di massima sicurezza a Fox River dal suo superiore di nome Mannix per scoprire da vicino le motivazioni che hanno spinto Michael Scofield a commettere un’assurda rapina e finire a Fox River.
Ma andiamo con ordine, per chi non ha seguito la serie televisiva all’inizio è normale sentirsi spaesati anche nel gioco. Partiamo con un omicidio, diciamo uno qualsiasi, quello del fratello del Vice Presidente, un uomo Lincoln Burrows che era sul posto viene incolpato dell’omicidio e viene spedito dritto a Fox River con la massima pena, la sedia elettrica. Qualche tempo dopo Michael Scofield il fratello di Burrows compie una rapina, gli vengono dati 5 anni e finisce per sua scelta a Fox River. La domanda che muove l’organizzazione è il motivo dell’improvvisa rapina e il trasferimento proprio a Fox River dove è detenuto il fratello maggiore di Scofield.
Vita da penitenziario
Il punto in cui parte il gioco è proprio questo, Scofield arriva a Fox River seguito da Paxton con lo scopo di far finire Burrows sulla sedia come previsto, senza intoppi.
Il filmato iniziale mostra una panoramica del penitenziario e da lì si capisce che non sarà facile compiere la missione, Paxton non avrà nessun tipo di privilegio, è allo stesso livello degli altri carcerati, anzi, forse meno. Prison Break: The Conspiracy da come suggerisce il titolo è un titolo quasi del tutto stealth ed in parte action, quindi per chi si aspettava un action puro è meglio che cambi gioco, questo non fa per lui.
Graficamente parlando il gioco si mantiene a livelli quasi sufficienti. i personaggi principali sono ben caratterizzati solo per via dei volti familiari, alcuni movimenti risultano infatti legnosi e meccanici, per non parlare delle espressioni facciali di dolore, rabbia e ogni altro tipo di sentimento in quanto inesistenti, anche se irrilevanti a livello di gameplay. Non aspettatevi ferite,tagli o abrasioni provocate in combattimento, il sangue si vedrà raramente anche perché siamo pur sempre di fronte ad un PEGI 16 . L’ambiente esterno ed interno del penitenziario è riprodotto fedelmente da come visto in TV anche se di per sé non è un parco giochi da ammirare un carcere in quanto realmente scarno di colori e luci.
Arrivato a Fox River Paxton si troverà di fronte i più grandi rifiuti della società tra cui uno psicopatico ed il capo mafia John Abruzzi e il capo secondino Bellick, ma come si dice “tieniti stretti gli amici e ancora più stretti i nemici”, seguendo le orme di Scofield sarete costretti a guadagnarvi il rispetto di questa gente in cambio di favori di ogni genere per arrivare al vostro scopo.
Partiamo dai nostri “strumenti” di base o meglio uno solo, la mappa. In alto a sinistra troveremo la minimappa che ci indica la nostra posizione, i secondini con un cerchio verde con una punta che indica la direzione in cui stanno guardando, con un cerchio azzurro troveremo i carcerati con cui è possibile fare a botte e con una X gialla la zona da raggiungere.
L’azione del gioco è divisa in due parti: la prima è quella in cui potrete girare liberamente correndo senza problemi ovviamente nell’area ristretta all’ora d’aria dei prigionieri. Le azioni da compiere in questo caso sono semplice, potrete parlare, allenarvi, ma di questo parleremo dopo più a fondo. La seconda parte è la vera e propria natura del gioco cioè la parte furtiva o stealth se proprio vogliamo chiamarla tale, entrati in una zona “off limit” come può essere una stanza o una recinzione scavalcata ed entrerete nella modalità furtiva, i bordi dello schermo si restringeranno di grigio e i colori diventeranno spenti.
| | | |
Take cover!
Le missioni assegnatevi saranno molteplici ma tutte accomunate da una cosa cioè raggiungere le zone off limit. In modalità furtiva dovrete raggiungere determinati posti, rubare oggetti, prendere informazioni, scassinare porte, staccare le cassette elettriche, aprire grate ecc. il tutto ai fini della trama che si rivelerà più chiara con lo andare avanti nell’avventura. Le azioni da compiere non sono nuove del genere, vanno dal sbirciare da una porta prima di aprirla, nascondersi in un armadietto al salire scale, aggrapparsi a tubi sul soffitto ecc. Tutto questo ovviamente senzafarvi sentire dalle guardie vicine impegnate in giri di perlustrazione e controllo delle stanze e dei corridoi. Una volta scoperti è game over, non aspettatevi di scappare, fare a pugni con i secondini o nascondervi dopo la scoperta, non è un Metal Gear Solid dopotutto. La scelta adottata è veritiera in quanto un detenuto scoperto non ha che tornarsene in cella ma qualche alternativa sarebbe stata gradita. Il livello di sospetto delle guardie è diviso in 3 frecce rosse verso l’alto che compaiono lentamente dal basso verso l’alto, il tutto è indicato attorno a Paxton a seconda della direzione della guardia. Arrivati a 3 frecce dovrete ripetere la scena, se invece riuscite a nascondervi o allontanarvi dalla vista del secondino le frecce scenderanno.
L’intelligenza artificiale delle guardie è convincente fino ad un certo punto in quanto passando anche silenziosamente dietro di loro il sospetto aumenterà pian piano oppure dopo una piccola corsetta anche a pochi metri di distanza da loro può farle insospettire ed investigare a proposito. Come ogni gioco stealth che si rispetti l’ambiente circostante è la vostra arma più potente, potrete nascondervi dietro a colonne, muri, scatole e tutto ciò che vi potrà essere utile come riparo, importante sarà infatti anche il girare un angolo rimanendo spalle al muro o eseguire una capriola per passare da un riparo ad un altro come uno sparatutto. La parte forse più interessante del gioco è quella di aprire condotti dell’aria o i pannelli elettrici togliendo le loro viti tutto in rigoroso silenzio, infatti, più velocemente sviterete la vita o con più pressione premerete il tasto più farete rumore attirando gli addetti o le guardie vicine. Vi saranno occasioni in cui dovrete staccare la corrente aprendo la console dei fusibili per disorientare le guardie e passare oltre. Per quanto riguarda lo scassinare le porte il discorso del rumore è uguale tranne il fatto che bisogna alzare i perni della serratura con un grimaldello per aprirle. Per quanto riguarda quest’ultima azione la scelta degli sviluppatori è stata quella di mettere ad ogni serratura (quasi tutte) da sbloccare una guardia che arriva nella stanza, accende la luce del corridoio o magicamente si avvicina alla vostra posizione semplicemente avendo fatto partire lo scasso, questo porta il giocatore ad allontanarsi dalla porta o aprirla in più fretta possibile per non farsi scoprire, aumentando così il senso di tensione ma anche di frustrazione se il tentativo fallisce più volte. Oltre alle guardie troverete delle telecamere ad aspettarvi(quasi inutili c’è da dire), ma sarà facile superarle avendo un punto cieco sotto di loro, altrimenti potrete sempre far compiere un salto a Paxton per sollevarle e renderle innocue per una manciata di secondi.
Anche se l’I.A delle guardie sembra “decente” difetta di alcuni problemi, infatti, anche essendo in coppia i secondini non comunicano tra loro tranne nelle scene volute, se fate rumore vedrete semplicemente una delle guardie che si allontana dall’altra ed investigare senza esclamare una parola né da sola né con il compagno affianco rendendo meno prevedibile le loro mosse.
Fatti sotto
Come abbiamo anticipato Prison Break: The Conspiracy contiene anche una componente action/platform. La parte platform come già detto riguarda l’arrampicarsi sui palazzi, scavalcare le recinzioni, scendere nelle fogne ecc. Per quanto riguarda la parte action come ormai la maggior parte dei giochi citiamo dei Quick Time Event cioè delle scene di intermezzo in cui sarà richiesto al giocatore di premere alcuni tasti che compaiono su schermo al giusto momento, l’errato tasto premuto farà ripartire la scena da capo (cosa frequente) . Oltre questo per tutto il penitenziario sarà possibile lottare con dei carcerati sia singoli che in gruppo, le meccaniche di combattimento sono molto semplici, si parla di un attacco rapido per colpire l’avversario, uno potente per sfondare la difesa avversaria e talvolta farlo cadere rovinosamente per terra, una schivata da pugile, la parata, le contromosse eseguibili premendo il tasto parata al momento giusto prima di subire un colpo (Le contromosse in questione sono circa 3 diverse tra loro) ed infine le mosse finali (anche queste varie) scelte a caso dal personaggio, eseguibile quando l’energia dell’avversario raggiunge quasi lo zero.
L’energia dell’avversario apparirà a destra dello schermo una volta assestato il primo colpo al nemico, mentre la salute di Paxton sarà rappresentata dallo schermo che si tinge di rosso in seguito ai danni subiti, se sconfitti si ripartirà dall’inesorabile checkpoint. Di per sé la lotta contro i carcerati rappresenta solo uno svago, il discorso cambia se vi rivolgete a King l’organizzatore degli incontri clandestini, infatti vincendo i vari incontri si guadagneranno dollari utili per acquistare i costosi tatuaggi che potrete fare sempre dallo stesso King. Parlando di questi ultimi si possono fare su 5 parti del corpo diverse scegliendo tra tantissimi tipi differenti per ogni parte del corpo scelta. Nel cortile troverete alcune panche per i pesi e un sacco da pugile, questi due attrezzi vi aiuteranno ad aumentare il vostro livello di abilità nella lotta. I livelli di lotta sono 4 sbloccabili con il proseguire dell’avventura, anche se in sostanza il livello successivo aumenta soltanto la velocità di esecuzione dei pugni e la loro potenza, senza apprendere nuove tecniche o mosse finali.
Come extra troviamo una serie di obbiettivi da compiere durante tutta l’avventura ma che in parte si completeranno con trascorrere della trama, un esempio può essere vincere il primo combattimento clandestino.
Fine dei giochi
Concludendo Prison Break: The Conspiracy è un gioco che i fan della serie potrebbero o meno acquistare in quanto ripercorre fedelmente le vicende di tutta la prima serie televisiva ma non convince a pieno soprattutto nelle meccaniche di gioco.
Il gioco in se a primo impatto può farvi divertire ma alla lunga l’azione comincia ad essere un po’ monotona e seccante per via delle frequenti scoperte da parte dei dipendenti e delle guardie. Si parla di prendere informazioni o oggetti utili ai fini della trama, passare inosservati per più stanze sfuggendo alle guardie e alle telecamere e tornare indietro. Non è un gioco totalmente riuscito, la noia o la frustrazione potrebbero essere dietro l’angolo. Un gioco non per tutti.
| | | |
Pregi
Difetti
Voto
| |