Snake racconta Metal Gear Solid – Les enfants terribles #15

Liquid e Solid Snake si ritrovano per una bella riunione di famiglia.

Les enfants terribles

Riparati dalla vista del METAL GEAR REX e di Liquid, finalmente io e Gray Fox possiamo avere una conversazione attesa anni, dopo le vicende di Zanzibar, le storie di Naomi su Frank, lei e Big Boss e i recenti fatti qui a Shadow Moses, finalmente un faccia a faccia tanto atteso:

“Fox, perché? Che cosa vuoi da me?”

“Io sono prigioniero della morte e solo tu puoi liberarmi…”

“E cosa mi dici di Naomi? Si è dannata cercando di vendicarti. Tu sei l’unico che è in grado di fermarla.”

“No, non posso… Perché io ho ucciso i suoi genitori. Allora ero giovane e non sono riuscito a uccidere anche lei. Mi sentivo così male che decisi di portarla con me, crescendola come se fosse stata mia sorella per soffocare il grido della mia coscienza. Ancora adesso lei pensa a me come un fratello… Agli altri possiamo anche essere sembrati un fratello e una sorella felici, ma ogni volta che la guardavo vedevo gli occhi dei suoi genitori che mi fissavano.
Diglielo tu per me.
Dille che sono stato io a farlo.”

Non avevo mai visto Gray Fox sotto questa luce, non gli avevo ma attribuito una simile umanità. Ho fatto anche dinanzi a lui, probabilmente, lo stesso errore fatto nei confronti di Big Boss e della sua umanità, della quale ho sentito parlare Wolf e Naomi nel corso di questa missione. Probabilmente portando avanti la mia vita sul campo di battaglia mi sono perso più aspetti delle persone di quelli che credessi.

La confessione di Fox viene interrotta da Liquid, che alla fine è riuscito a individuarci.

“Abbiamo quasi finito il nostro tempo.
Ecco un ultimo regalo da parte di Gola Profonda.
Lo fermerò!”

Così dicendo il soldato leggendario fella FOXHOUND esce allo scoperto e si scaglia in direzione del REX. Riesce facilmente a evitare le mitragliatrici di Liquid, ma poi, ad un tratto, mentre piroettando è sospeso in aria, viene raggiunto dal cannone laser del METAL GEAR che gli trancia di netto il braccio sinistro. Gray Fox non sembra dare troppo peso alla cosa e continuandosi a muovere si ferma su una parete in alto all’interno dell’hangar, poi, voltandosi, carica la sua arma, ma viene inesorabilmente raggiunto dal “muso” del REX, che lo schiaccia contro la parete alle sue spalle.

“Nel Medio Oriente non cacciamo le volpi, Fox, cacciamo gli sciacalli. Quanto è in grado di resistere il tuo esoscheletro? E tu Snake hai intenzione di restate lì seduto a guardarlo morire?”

Mentre Liquid si rivolge a me non si accorge che nel frattempo Gray Fox ha continuato a caricare la sua arma, finendo per esplodere una serie di colpi in direzione del radome del REX, distruggendolo e pronunciando delle parole che ancora oggi mi riecheggiano nella mente:

“Una volpe in difficoltà è più pericolosa di uno sciacallo!”

Senza radome Liquid, proprio come mi aveva spiegato Otacon prima della battaglia, è costretto ad aprire il “muso” del REX, mostrandosi direttamente al nemico.

“Impressionante. Ti meriti davvero il tuo nome in codice, Fox! Ma ora sei finito!”

Gray Fox, o quantomeno ciò che ne resta dopo il trattamento riservatogli da Liquid, gira il capo verso di me e con le ultime forze rimastegli mi incita a sparare uno Stinger in direzione di Liquid. Certo, colpirei quel maledetto, ma ucciderei quasi sicuramente anche il mio più caro amico sul campo di battaglia.

“Ora, davanti a te, posso finalmente morire. Dopo Zanzibar ero fuori dalla battaglia, né completamente vivo, né completamente morto…
Un’ombra incapace di morire in un mondo di luce, ma presto tutto finirà.”

Il corpo di Gray Fox viene lanciato dall’alto al pavimento e poi schiacciato dalla “zampa” del METAL GEAR. Non ancora morto, laddove un normale essere umano avrebbe già smesso di respirare, Fox si rivolge nuovamente a me:

“Snake, noi non siamo strumenti, né del governo né di nessun altro! Combattere era l’unica cosa della quale fossi veramente capace, ma almeno io ho sempre combattuto per quello in cui credevo… Snake, addio.”

Ho ancora davanti gli occhi l’immagine del REX comandato da Liquid che schiaccia definitivamente il mio amico e ancora adesso sento la rabbia ribollirmi dentro al solo pensarci.

“Povero idiota. Ha pregato la morte, e lei lo ha esaudito. E ora non c’è più nessuno a proteggerti! Muori!”

Adesso più che mai ho la ferma volontà di togliere la vita a quel maledetto di Liquid.

mgsfinalbattle

La bocca del REX è adesso aperta, lasciando Liquid esposto e posso indirizzare tutto il fuoco che ho a disposizione nella sua direzione, devono mettere fine in fretta a questa battaglia ed uscire vivo da qui.

Le cose non sono semplici e veloci come vorrei, e, nonostante riesca ad evitare piuttosto facilmente i colpi della mitragliatrice del REX, i missili e il dannato cannone laser mettono più che a dura prova la mia pazienza e i miei nervi.

Lo scontro si protrae per svariate decine di minuti, ma quando alla fine penso di avere la peggio, con il REX che avanza inesorabile verso di me ecco finalmente un po’ di fortuna. Quando il REX alza uno dei suoi arti per schiacciarmi, proprio come poco prima fatto con Gray Fox, i suoi circuiti sembrano andare in tilt e la dannata macchina infernale si accascia tra esplosioni e scintille varie. Una delle esplosioni, troppo vicina a me, mi sbalza via, facendomi urtare pesantemente contro una delle pareti e stordendomi in maniera piuttosto brusca.

Negli ultimi attimi di lucidità vedo Liquid avvicinarsi a me e caricarmi sulla sua spalla, poi suono di passi e di metallo. Poi il buio.

Sono ancora intontito, quando, riaprendo a fatica gli occhi, sento la voce di Liquid rivolgersi a me:

“Dormi fino a tardi come al solito, eh, Snake?”

“Liquid, sei ancora vivo?”

“Non morirò mai, fino a quando tu resterai vivo.”

“Pare che la tua rivoluzione sia stata un fiasco. Peccato.”

“Il fatto che tu abbia distrutto il METAL GEAR non significa che io abbia finito di combattere!”

Sentendo parlare Liquid mi rendo conto di come il suo pensiero sia fortemente stato influenzato nel corso degli anni dalle ideologie e dalle convinzioni del vecchio Big Boss. Liquid vuole un mondo dove la guerra la faccia da padrone, un mondo nel quale i guerrieri “come me e lui” siano idolatrati, un mondo nel quale, insomma, le convinzioni di Big Boss, quelle che io definisco fantasticherie e Liquid “ultimo desiderio”, possano avverarsi.

“Non voglio un mondo simile!”

“Ah! Bugiardo! Allora che ci fai qui? Perché continui a eseguire gli ordini quando i tuoi superiori ti tradiscono? Perché sei venuto qui? Te lo dirò io il perché. A te piace uccidere, questo è quanto. Osi forse negarlo? Non hai già ucciso molti dei miei compagni? Io studiavo la tua espressione mentre li uccidevi. Eri pieno di eccitazione per la battaglia. C’è un assassino in te, inutile negarlo.
Siamo stati creati per essere così.”

“Creati…?”

“Les entants terribles… I bambini terribili. Era così che si chiamava il progetto.”

Rimango sbigottito dalle parole di Liquid, niente al quale potessi aver mai pensato prima di quell’incontro. Io e lui siamo parte di un progetto nato negli USA nel 1970 per la creazione artificiale dei migliori soldati possibili. La persona utilizzata come modello per la nostra creazione fu quello che allora erano mondialmente riconosciuto come “il più grande soldato vivente al mondo”, Big Boss.
Otto piccoli cloni impiantati nell’utero di una donna, sei dei quali indotti all’aborto per incoraggiare lo sviluppo esclusivo dei soli due migliori di essi, io e lui, Solid Snake e Liquid Snake.

Stando alle parole di Liquid poi tra noi due uno fu scelto per la manifestazione dei geni dominanti, e l’altro di quelli recessivi. In base a quanto da lui detto il “fortunato” fui io, mentre a lui toccarono quelli recessivi e, a giudicare dalla rabbia con la quale racconta questa storia, questa cosa non deve essergli mai andata molto a genio. Il fatto di esistere per garantire la mia esistenza lo ha lacerato da dentro nel corso degli anni e adesso sembra deciso a prendersi la sua rivincita.

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“Tu mi hai rubato tutto ancora prima che io nascessi!”

Le parole di Liquid mi sembrano sempre più folli man mano che va avanti con i suoi discorsi, parla di geni, del nostro essere “fratelli” anche con i soldati genetici in giro per la base in quanto anche loro frutto di esperimenti con il DNA di Big Boss e soprattutto della necessità di avere accesso ai resti di Big Boss, come richiesto alla Casa Bianca, per avere informazioni sul proprio codice genetico in modo da poter prevenire malattie e cause di morte future.

Liquid passeggia nervosamente davanti a me, che lo scruto attentamente mentre come un novello politico a un comizio mi enuncia ogni singola motivazione dietro alle sue discutibili scelte fino a quanto, inginocchiandosi davanti a me, mi guarda fisso negli occhi e dice:

“Guarda dietro di te!”

Voltandomi vedo, disteso di lato un po’ più in là rispetto a noi, il corpo di Meryl.

“È viva?”

“Non ne sono sicuro. Qualche ora fa lo era… Continuava a chiamarti, sai?
Innamorarsi di un uomo che non ha nemmeno un nome…”

“Io ho un nome!”

“No! Non abbiamo né passato, né futuro! E anche se lo avessimo, non sarebbe davvero nostro. Io e te siamo solo copie di nostro padre, Big Boss.”

Liquid mi comunica poi che il tempo a nostra disposizione è oramai quasi finito, visto che il Pentagono, dopo aver saputo della distruzione del METAL GEAR REX, ha deciso di bombardare la base ed eliminare qualsivoglia prova dell’accaduto. Anche il colonnello Campbell mi raggiunge via CODEC per confermarmi istantaneamente le parole di Liquid. Pare che alcuni bombardieri B-2 siano partiti dalla base aerea di Galena, pronti a raggiungerci e a, letteralmente, cancellarci con alcune bombe nucleari tattiche B61-13.

Senza preoccuparsi dei pochi sopravvissuti, il governo americano cancellerebbe così in un sol colpo tutta la vicenda, le minacce e persino il FoxDie…

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Indottrinato dal fratello al mondo dei videogiochi e tirato su a pane e Commodore 64, rimpiange ogni giorno gli anni passati giocando a Panzer Dragoon sul Sega Saturn, quando il calcio era ancora Victory Goal (o al limite Virtua Striker in sala giochi). Crescendo si innamora del mondo PlayStation dal quale poi non si è mai più allontanato, seppur non abbia disdegnato negli anni qualche capatina qui e lì tra console portatili Nintendo e home console di casa Microsoft. Ha imparato più Inglese dai videogiochi che dalle insegnanti a scuola, considera Hideo Kojima e Hironobu Sakaguchi come due padri e ogni giorno si alza dal letto sperando sia la volta buona per un'apocalisse zombie.

Questo racconto fa parte di un progetto più grande e cercherà di raccontarvi le vecchie glorie del passato videoludico, viste dall’occhio del protagonista della storia. Oggi si parte con le vicende di Metal Gear Solid, narrate dal protagonista dai fatti in quel di Shadow Moses, l’agente speciale Solid Snake.