Il futuro di Xbox è più roseo di quel che sembra

Andiamo ad analizzare il futuro della divisione gaming di Microsoft.

Xbox sta per chiudere, Xbox sta per fallire, Microsoft sta per uscire dal mercato gaming console. In questi ultimi anni ne abbiamo sentite di tutti i colori, gli unici che ci vanno a nozze con queste dichiarazioni sono i partiti presi, nessuno si è mai degnato di analizzare in maniera obiettiva e concreta il lavoro di Microsoft nel mercato home console – e non solo – degli ultimi anni.

I servizi

Dall’arrivo di Phil Spencer c’è sempre stato un alone negativo per quanto riguarda la divisione, la mancanza di esclusive di spessore all’ultimo E3 ha analizzato una certa sfiducia nel brand da parte dei fan e dagli addetti ai lavori. Xbox One è nata in un modo e sta procedendo in un altro, attraverso la creazione di un ecosistema unico e funzionale in cui gli unici a guadagnarci sono i giocatori stessi.

L’introduzione del Play Anywhere, Xbox Game Pass, Mixer e EA Access, sono la dimostrazione di un impegno e di un investimento a lungo termine per tutto il settore Xbox, mettendo di fatto le basi per la prossima generazione di console. Non dimentichiamoci l’incredibile impegno sul lato community e social, sempre più mirato sull’allargamento della community, non solo su pc, ma anche su altre piattaforme come Nintendo Switch.

I servizi non sono assolutamente da sottovalutare, sono il futuro dell’intrattenimento e Xbox sta guardando nella stessa direzione in cui Steam Machine voleva arrivare, ma in un modo o nell’altro non ci è riuscita. Piano, piano Xbox sta diventando la console con il più grande parco titoli di sempre, composta non solo da esclusive, ma da multipiattaforma, titoli Xbox 360 e addirittura Xbox original.

I giochi e l’hardware

Da non sottovalutare neanche l’arrivo di titoli interessanti, una volta disponibili solo su PC, come: Black Desert e Battleground, che testimoniano e sottolineano come Xbox sia una console più orientata alle esperienze online. Grandissimo impegno anche sul fronte indie games, importanti investimenti sono stati fatti e i titoli in arrivo sono veramente tantissimi, dal mio personale amore Last Night fino ad arrivare a titoli promettenti come Ashen.

Per quanto riguarda i First Party, Microsoft sta lavorando per portare titoli originali e diversificati dalla concorrenza, investire su giochi come Sea of Thieves e State of Decay 2 testimonia la volontà di voler proporre al pubblico esperienze online di qualità, ma allo stesso tempo completamente opposti alla concorrenza e poterli giocare con i propri amici sia su Xbox One che su Windows10

Ultimo hardware, ma non meno importante: Xbox One X. La nuova console di casa Microsoft è un regalo, per tutti coloro che hanno sempre voluto il massimo della definizione su una home console, potente e offerta sul mercato ad un prezzo onesto, concorrente solo di se stessa. Una scelta, una opportunità data ai propri utenti, una console destinata a rientrare nell’ecosistema Microsoft.

La storiella sui 4K non nativi non tange più di tanto la struttura della console stessa, Anthem, Metro Exodus e Forza 7 si sono visti in conferenza e giravano su Xbox One X e – nel caso di Metro – su PC di pari potenza ed erano visibilmente impressionanti, aspettiamo video comparativi con le altre versioni per giudicare effettivamente la reale differenza, ma difficilmente vedremo quella qualità sulle console standard.

Il prossimo arrivo del supporto mouse e tastiera rappresenta la concreta possibilità dell’arrivo di diversi titoli su Xbox, prima esclusivi unicamente su PC e la possibilità di videogiocare come si vuole sui giochi preferiti, anche dal divano. L’arrivo dei titoli su Steam, vista da molti come una cosa negativa, è tutta a vantaggio della stessa azienda di Redmond, con introiti maggiori, una community maggiormente allargata e una testimonianza di collaborazione tra Valve e Microsoft.

Dopo la cancellazione di Scalebound, Fable Legends e Phantom Dust è logico avere dei dubbi, per questo Spencer ha preso la saggia decisione di non mostrare più titoli indietro con lo sviluppo e rilassare in qualche modo i team impegnati, anche perché è logico che gli Studios abbiano diversi titoli in produzione, da Halo 6 fino ad arrivare a nuove IP. Le esclusive sono importanti, ma non sono quelle a determinare il successo concreto di una console, fermo restando che ci devono essere.

La volontà e la promessa di presentare una lineup più variegata è stata mantenuta, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 non sono presenti FPS o TPS puri, solo esperienze completamente nuove o poco viste in Xbox. Giochi come Super Lucky Tales e Cuphead sono una boccata d’aria fresca alle IP Microsoft, qualcosa di colorato e originale.

Microsoft ha anche imparato a mostrare in maniera migliore i propri titoli, l’annuncio di Ori and the Will of the Wisps mi ha commosso ed è stato fatto in maniera eccezionale, un grande omaggio a un piccolo grande capolavoro di questa generazione. Anche il gameplay di Sea of Thieves è stato ben presentato e non ha mai annoiato la platea. Peccato per un lavoro inferiore su Crackdown 3 e State of Decay 2, ma siamo sicuri che vedremo qualcosa nel prossimo futuro.

Gli investimenti sul mondo eSports non sono da dimenticare. Xbox supporta le proprie ip con leghe mondiali e con montepremi di altissimo livello, fra poco anche Halo Wars 2 entrerà a far parte di queste leghe e si andrà ad unire ai già conosciuti: Halo, Gears of War, Forza Motorsport, Smite e Rainbow Six Siege.

Phil Spencer e il suo team stanno continuamente cercando di migliorare la console e lo store di Windows 10 e dopo quello che hanno realizzato in questi anni, la mia curiosità di quello che vedremo fra un paio di questi è veramente altissima e ottimistica. Xbox Play Anywhere, Ea Access, Xbox Game Pass, supporto alle mod, retrocompatibilità totale con i vecchi titoli, Mixer. Sono tutte basi messe per il futuro del brand, un futuro ricco di giochi, app, servizi, opportunità e senza barriere tra videogiocatori. Siete ancora sicuri che il futuro di Xbox non sia così roseo?



Classico ragazzo di 23 anni cresciuto a pane e videogiochi, con la passione anche per i film e i libri. A 5 anni misi le mie manine sopra l'Amiga500 di mio fratello e da quel momento passai le giornate tra mondi virtuali fantastici e avventure infinite. Ex giocatore competitivo di Halo, abbandonato per il poco tempo a disposizione. Serie preferita: Monkey Island.