Recensione – The Elder Scrolls Online Morrowind

Un corposo aggiornamento in un fazzoletto di terra.

PREMESSA

Prima di entrare in dettaglio su cosa ha da offrire Morrowind è giusto chiarire che quanto proposto da Bethesda non è una semplice espansione, bensì un capitolo nuovo all’interno del gioco. Il titolo potrà quindi essere affrontato senza alcuna conoscenza pregressa offrendo circa 30 ore di quest principale e missioni secondarie. Per gli amanti della saga di The Elder Scrolls il terzo capitolo uscito nel 2002, da cui questa espansione prende il nome, aveva rappresentato una svolta nel panorama RPG. Molti giocatori a Morrowind ci hanno letteralmente lasciato il cuore ed il team di sviluppo, ZeniMax, non si è lasciato scappare l’occasione per festeggiare i quindici anni del gioco con una bella espansione a tema per The Elder Scrolls Online.

MORROWIND

Per i giocatori più attenti e che hanno seguito negli anni lo sviluppo della serie, avranno notato che questa nuova avventura non è collocata Morrowind, già in parte visitata con le regioni di Stonefalls e Deshaan. Gli eventi di gioco si svolgono 700 anni prima di quelli del titolo originale a Vvardenfell, l’isola vulcanica al cui centro svetta la montagna rossa che non ha ancora ridotto in cenere tutto quello che la circondava.

Grazie a questo ritorno al passato è stato possibile creare una regione simile ma al tempo stesso diversa da quella che conosciamo. Vivec City, da enorme città con la sua storia scritta nelle vecchie costruzioni, è ancora una città agli albori con i caratteristici cantoni ancora in fase di costruzione. Inutile dire che è quasi impossibile non soffermarsi ad apprezzare quanto di buon fatto dai ragazzi di ZeniMax che finalmente riescono a dare carattere e personalità ad un gioco che aveva spesso sofferto di anonimato.

La direzione artistica risulta molto più elaborata e visivamente più da impatto anche se questo è costato in dimensioni della regione. La Vvardenfell dell’espansione è circa un quarto di quella originale riducendo il viaggio da un estremo all’altro della mappa bastano in una quindicina di minuti. Per i cari ed ormai vecchi giocatori di The Elder Scrolls III il le svariate ore di gioco passata ad esplorare immense porzioni di mappa completamente vuote saranno un lontano ricordo; ora Morrowind è tutto condensato in un piccolo fazzoletto di terra. Vvardenfell è letteralmente farcita di elementi di gioco che vanno da quest, tesori da scoprire, villaggi da salvare e dungeon da ripulire. Il tutto a pochi metri di distanza uno dall’altro evitando quindi di dover perdere ore per visitare una o l’altra locazione ma allo stesso tempo lasciandoci poco spazio per respirare.

Se i primi passi potranno risultare piacevoli in questo nuova espansione dopo alcune ore di gioco ci troveremo la nostra piccola mappa talmente piena di elementi che sarà difficile capire cosa e quale seguire creando paradossalmente una situazione di sovraffollamento. A questo ci possiamo aggiungere i classici problemi del gioco, ovvero quelli che hanno caratterizzato i primi mesi del gioco e che, anche a distanza di anni, non sono ancora del tutto risolti. Tra questi vanno menzionati i classici respawn di zone appena pulite, porte chiuse o aperte che bloccano accessi a quest o elementi chiavi del racconto ed innumerevoli bug che inficiano la giocabilità del titolo. Per farne un esempio al primo lancio del gioco non sono riuscito a connettermi ai server, al secondo è crashato il gioco dopo essersi collegato (versione Xbox) al terzo tentativo sono riuscito a muovere i primi passi a Vvardenfell.

PARLIAMO DELLA STORIA

Nei giochi fantasy è lecito aspettarsi una trama che lentamente o meno porta il protagonista a dover affrontare il male o a salvare il mondo da una minaccia epocale. ESO – Morrowind non fa eccezioni proponendo una storia di buona fattura ma che a tratti risulta debole e poco ispirata. Vivec, il dio vivente che governa Morrowind insieme ad Almalexia e Sotha Sil, viene colpito da una malattia che lo rende ogni giorno più debole e meno potente. La sua morte metterebbe a rischio tutta la regione perché è grazie ai suoi poteri che un enorme meteorite non si è ancora schiantato sulla terra. In questo momento di panico e di paure entriamo in causa noi pronti ad indagare sulle cause della malattia di Vivec e, ovviamente, salvare Morrowind.

La storia principale, se seguita senza preoccuparsi di eventi o missioni secondarie, potrà tenerci impegnati per circa otto ore. Il nostro viaggio ci porterà alla scoperta delle grandi casate locali come, Hlaalu, Redoran e Telvanni e non poteva mancare Morag Tong, gilda di assassini che a Vvardenfell è perfettamente istituzionalizzata. Il gioco come detto è infarcito di tanti di quelle attività che raramente avremo “tempo libero” per girovagare considerando le dimensioni ridotte della mappa. Saranno presenti anche riferimenti e citazioni al terzo capitolo della saga che faranno sorridere con quel pizzico di nostalgia chi ha spolpato TES III.

Un elemento che verrà a mancare nei punti chiavi della storia è la possibilità di scelta come ad esempio schierarsi con una o con l’altra fazione. La storia e le quest in generale sono apprezzabili ma con un po’ di sforzo in più si poteva uscire dalla mediocrità proponendo qualcosa di più articolato e profondo. I vecchi difetti di ESO, come precedentemente scritto, sono ancora presenti anche se mitigati da una qualità generale sicuramente più adatta per un MMO di questo livello.

IL GIOCO “PAD” ALLA MANO

Per chi ha già strapazzato ESO si troverà perfettamente suo agio dato l’espansione riprende la formula del gioco base senza rivoluzionarla ma aggiustandola sotto microscopici aspetti. La novità più importante è sicuramente rappresentata dall’introduzione del Warden, una nuova classe giocabile che richiama sotto molti aspetti il più conosciuto druido.

Per chi ha già fatto il giro di tutte le classi presenti nel gioco e vuole iniziare una nuova avventura con questo nuovo personaggio si dovrà preparare a gestire la natura e i poteri che ne derivano. Il Warden è molto versatile: ci si potrà concentrare sul danno ma anche focalizzarci sulla robustezza in quello che molti definiscono tank. Avremo anche la possibilità di fare gli healer grazie ai tre rami che possono essere sviluppati (Animal Companions, Green Balance e Winter’s Embrace).


Personalmente ho preferito l’approccio da supporto considerando la serie di abilità passive che potenziano il gruppo in maniera non indifferente, ma il Warden se la cava benissimo anche in solitaria. Qui una breve descrizione delle abilità che compongono il Warden, le meccaniche di avanzamento sono rimaste invariate.

  • Animal Companions: Il nome parla da solo è un ramo focalizzato nell’evocare insetti o animali che combattono al tuo fianco… buono per il DPS e non solo.
  • Green Balance: Coloro che vogliono mantenere vivi i loro alleati e loro stessi dovrebbero considerare la linea di abilità di Green Balance. Questo ramo è focalizzato sulla cura… sarà difficile andare in giro da soli.
  • Winter’s Embrace: Se volete diventare il muro del gruppo questa è la via… come Green Balance avrete un buon numero di ammiratori che attaccheranno il nemico questa volta dalle vostre spalle.

TUTTO QUI?

Fortunatamente no, l’offerta di Morrowind presenta anche vari boss open world e dungeon pubblici, a cui si aggiungono una nuova trial e la modalità Battleground. Halls of Fabrication, la nuova trial, è un impegnativo scontro endgame PvE per dodici giocatori disponibile sia in difficoltà normale che veterana. Ambientata all’interno della Clockwork City, in una delle officine di Sotha Sil, dovremo sconfiggere cinque boss decisamente tosti e cooperare sarà l’unico modo per averne la meglio anche a difficoltà normale. A livello di design è sicuramente apprezzabile il lavoro svolto con costrutti meccanici e meccanismi steampunk che caratterizzano tutta la Halls of Fabrication.

I Battleground sono la nuova modalità PvP ad arene del gioco. Di base sono schermaglie fra tre squadre di quattro giocatori con tre modalità disponibili: Team Deathmatch, Capture the Flag e Domination. Questa modalità risulta veloce e divertente anche per chi non è avvezzo al PvP perché sono pensate per essere il più accessibili possibile. Le modalità sono presenti su più mappe e garantiscono una buona rigiocabilità soprattutto se in compagnia di amici. Grazie alla leaderboard dedicata i giocatori più competitivi potranno misurarsi con sfide sempre più impegnative anche se alcuni problemi di netcode rovinano in parte queste sessioni di gioco (lunghe code, partite iniziate con 2 invece che 3 giocatori).

TECNICA E … PREZZO

Il gioco si presenta come anticipato con un netto miglioramento rispetto al passato. L’aver sacrificato dimensioni di mappa di gioco ha aiutato gli sviluppatori a concentrarsi nel rendere più dettagliato Vvardenfell e dintorni. Questo non toglie che per un gioco che porta il nome Elder Scroll poter visitare tutto il visitabile in poche ore non possa che far storcere il naso. Vero non si hanno quegli effetti di riciclo che avevano caratterizzato alcuni capitoli della serie, con dungeon ripetuti in maniera stucchevole, ma la libertà di azione risulta minimizzata in un MMO che dovrebbe essere “open”.

Il netcode è stabile nonostante alcuni problemi al lancio e come accennato il PvP ed anche il PvE necessita un periodo di rodaggio. Rodaggio che si pensava fosse andato a buon fine durante l’early access di ben due settimane per chi aveva preordinato il gioco. Proprio questo aspetto sta mettendo in difficoltà giocatori che hanno cominciato a giocare dopo il lancio trovandosi giocatori che hanno di già completato tutto quello che la nuova espansione aveva da proporre. Raramente mi soffermo a commentare il prezzo e le politiche di rilascio ma per un MMO questa modalità non mi è parsa la più saggia come il prezzo. Vero il gioco offre un buon quantitativo di elementi ma non da giustificarne il prezzo che a conti fatti risulta un po’ troppo elevato.
Chiude il comparto sonoro che non ha ricevuto molti miglioramenti ma qualche nuovo apprezzabile ed epico brano che si aggiunge alla già buona lista presente nel titolo originale.

TIRIAMO L’ULTIMO DADO… CONCLUSIONE

Le aspettative, gli annunci e le promesse possono schiacciare quello che a conti fatti è un buon lavoro. ESO Morrowind è da apprezzare per quello che riesce a dare ai giocatori nelle sue trenta ore, nulla di più e nulla di meno. Per molti questa espansione poteva segnare una rinascita rievocando un capolavoro come TES III ma, gioco alla mano, siamo molto distanti da una rivoluzione del MMO targato Bethesda-ZeniMax. Come tutte le espansioni, anche le più corpose come questa, prima o poi si scontrano con i limiti del gioco, gli stessi che abbiamo amato e odiato durante questi anni. Questa espansione è imprescindibile per chi ha giocato ed apprezzato il gioco fin dal suo rilascio mentre, per chi vuole iniziare una nuova avventura, è consigliabile ripartire dall’inizio o magari cercare qualcosa che non richieda un lento processo di assimilazione come la maggior parte dei MMO.



The Elder Scrolls Online Morrowind
7.9
The Elder Scrolls Online Morrowind
Il buono
  • Miglioramento grafico/artistico
  • Nuova interessante classe
  • Tante quest ed attività...
Il cattivo
  • Soliti bug e problemi del gioco
  • Storia a tratti debole e con poca libertà di azione
  • ... in un fazzoletto di terra
  • STORIA
    7.5
  • GRAFICA
    8
  • SONORO
    8.5
  • GAMEPLAY
    8
  • LONGEVITÀ
    7.5