Recensione Tekken 7 – Il ritorno del pugno di ferro!

Dopo anni di attesa il re dei picchiaduro è finalmente tornato.

Parlare di Tekken non è mai facile, essendo una serie che ha accompagnato l’infanzia di molti e alla quale molti hanno legati dei bei ricordi. I ricordi, soprattutto quelli dei videogiochi della nostra infanzia, sono, però, stati spesso soggetti ad essere spazzati via nel corso degli anni dalle reincarnazioni più o meno sfortunate dello stesso brand che ci aveva accompagnato nei nostri pomeriggi (e nottate) da ragazzino. Tante serie sono cadute e hanno tradito i nostri ricordi, ma grazie al dio dei videogiochi, Tekken 7 non fa parte di questa categoria, regalando ai suon fan un nuovo capitolo che mette i puntini su tante i della serie e cattura con un gameplay da “faccio l’ultima e poi smetto”.

LA STORIA – LA SAGA DEI MISHIMA

Tekken 7 propone una modalità storia atipica, se paragonata con cosa si trova in giro e anche con gli stessi precedenti capitoli della serie. La trama principale del gioco sarà infatti totalmente votata alla diatriba relativa alla famiglia più importante della serie, i Mishima.

Jin Kazama, fino a questo momento a capo della Mishima Zaibatsu, viene dichiarato disperso in Medio Oriente e, saputo della notizia, Heihachi Mishima decide che sia arrivato il momento di riprendersi quanto gli appartiene e riottiene il controllo della “compagnia”, impegnata in conflitti su tutti i fronti del mondo, ma, soprattutto, nell’eterna lotta contro la G Corporation, guidata dal figlio, Kazuya Mishima.

Questo è il quadro generico che fa da sfondo alla storyline principale di Tekken 7. Le vicende saranno raccontate, tramite un’alternanza di combattimenti, sequenze animate e splendide illustrazioni, da un giornalista che girerà il mondo in cerca di informazioni sulle famiglie coinvolte, per capire la storia di Heihachi e della Mishima, ma non solo per quello. Attorno alla narrazione relativa alle famiglie principali, si muoveranno quelle che coinvolgeranno una manciata di altri personaggi presenti all’interno del gioco e che entreranno in contatto con le vicende del clan Mishima per un motivo o per un altro.

E GLI ALTRI?

Mentre il focus della trama principale sarà costantemente tenuto sulla famiglia Mishima, svelando dettagli e retroscena sui suoi componenti e sulle sue leggende, gran parte dei personaggi verrà di fatto accantonata per lasciare spazio alla narrazione della storia principe di questo capitolo. Sebbene alcuni dei pg del roster di gioco li ritroverete anche alle prese coi Mishima, molti altri saranno messi all’angolo e a loro sarà lasciato spazio solo in singoli episodi (un solo e singolo combattimento) appositamente selezionabili.

Una scelta discutibile che potrebbe far storcere più di qualche bocca, visto che il tutto sa di mero contentino e non di qualcosa della quale il gioco necessitasse davvero.

Modalità di gioco

Al di là della storia dei Mishima, cosa ha Tekken 7 da offrire? Abbandonata finalmente la concezione del duelli tag, il gioco si concentrerà sugli scontri 1vs1, mettendovi davanti metodi più o meno impegnativi e soddisfacenti per prendere confidenza con il gioco.

Prima su tutte la sezione relativa alle modalità offline, dove potrete intavolare incontri contro amici, fare pratica, ma anche dedicarvi alle “battaglie”, in modalità arcade o tesoro, ottenendo a seguito di ogni vittoria un oggetto per la personalizzazione del vostro personaggio o della vostra sezione info e di tutto quello che viene visualizzato in battaglia. Quando avrete fatto (tanta) pratica, sarete (forse) pronti per lanciavi nelle battaglie online, distinte in classificate e non, e con anche la possibilità di radunare un gruppo di giocatori amici per organizzare un torneo online.

Oltre a ciò, ci sarà una sezione “Jukebox” nella quale scegliere la colonna sonora che farà da sottofondo alle nostre scazzottate, potendo scegliere tra tutte quelle presenti nei precedenti capitoli della serie. Sarà presente, oltre all’apposita sezione per la personalizzazione dei personaggi con possibilità di creare un moltitudine di costumi per ognuno di loro con gli oggetti più strani e disparati, anche una spazio “galleria” nel quale potrete rivedere le sequenze di intermezzo presenti in tutti i capitoli della serie messi sul mercato fino ad oggi, giusto per stuzzicare un po’ la nostalgia del videogiocatore medio.

GAMEPLAY – IL PUGNO DI FERRO FA ANCORA MALE

A voler grossolanamente dire, il succo di un picchiaduro sta tutto nel livello di soddisfazione generato nell’utente nel menar le mani, e sotto questo punto di vista Tekken non fa sconti a nessuno. Le meccaniche di lotta classiche sono state riviste e perfezionate anche grazie al lungo periodo passato come cabinato in sala giochi. A conti fatti il gioco risulta apprezzabile tanto a chi ha qualche Tekken alle spalle, quanto a chi si approccia al torneo del pugno di ferro per la prima volta. Novizi o esperti, il gameplay del titolo vi catturerà del tutto.

Interessante la riduzione della possibilità di “palleggiare” l’avversario, tipica dei capitoli visti fin qui, ridotta in questo nuovo Tekken 7, ma non del tutto eliminata, così come è stata rivista e ridotta la possibilità di infierire sul nemico appena andato al tappeto.

Apprezzabile, sia che siate neofiti o veterani, l’introduzione della modalità Rage. Quando la vostra barra di salute scenderà a qualcosa come un quinto del proprio valore, il vostro lottatore sarà ammantato da un’aura rossastra. Suddetta modalità Rage aumenterà di base il danno inflitto dai vostri colpi dell’otto per cento e vi permetterà di eseguire, una sola volta per round, due particolari mosse: rage art e rage drive.
Le rage drive sono delle particolari mosse potenziate del vostro personaggio, eseguibili mediante una specifica sequenza di tasti e combinabili con altre sequenze di mosse per dare vita a combo devastanti. Utili ma non semplici.
Discorso diverso, invece, per le rage art, vere e proprie mosse finali che infliggeranno tanto più danno quanto più vicino alla morte sarà il vostro personaggio. Animazioni specifiche e spettacolari che potrebbero ribaltare l’esito di un incontro che pareva segnato, con lo zoom della visuale sui vostri colpi per aumentarne l’enfasi, uno spettacolare modo di terminare gli incontri e umiliare il vostro avversario. Il tutto piacevolmente eseguibile mediante la pressione di un solo e singolo tasto.

Due aggiunte interessanti che rendono il combattimento più vario e imprevedibile, soprattutto tenendo presente anche l’esistenza di altre spettacolari mosse quali le “power crush”, in grado di assorbire i colpi nemici e di andare comunque a segno.

Se poi siete dei veri e propri scansafatiche vi segnalo anche la possibilità di eseguire specifiche mosse e combo mediante la semplice pressione di un tasto qualora teniate premuto L1, permettendovi la semplificazione degli scontri. Fortunatamente questo stratagemma vale solo per la modalità storia e non ce ne è traccia altrove.

TECNICAMENTE PARLANDO

Il gioco, sulla versione PS4 provata, gira sempre in maniera fluida e non soffre di nessun rallentamento di sorta. Graficamente si presenta bene seppur i modelli femminili dei personaggi manchino di… Femminilità! Sono spesso tozzi e poco eleganti, cosa che stona, ad esempio, non poco con la longilineità di un pg come Nina Williams (per dirne una a caso).

Belle le arene, la realizzazione dei costumi e il doppiaggio. Il roster dei personaggi presenti non è vastissimo, ma è molto equilibrato; anche se, onestamente, faccio ancora molta fatica a concepire Akuma all’interno di Tekken, troppo legnoso e a mo’ di pesce fuor d’acqua (ha anche la barra della super!), ma il team di Bandai Namco è riuscito comunque a ritagliargli un ruolo di tutto rispetto in questo capitolo.

CONCLUDENDO

Il re dei picchiaduro è tornato ed è pronto a suonarle alla concorrenza!

In conclusione, Tekken 7 è sicuramente un acquisto da fare per appassionati di picchiaduro, per neofiti e veterani, per chiunque voglia passare l’estate a darsele in compagnia di amici, o chiuso nel buio della propria cameretta a sfidare gente online per scalare i ranghi presenti nel gioco e far rosicare chiunque si pari sulla sua via.



Tekken 7
8.4
Tekken 7
Il buono
  • Grafica
  • Gameplay
  • Trama principale
Il cattivo
  • Troppi pg messi in secondo piano
  • Personaggi femminili poco... Femminili
  • Roster ridotto rispetto ad altri titoli
  • STORIA
    9
  • GRAFICA
    8
  • SONORO
    8
  • GAMEPLAY
    8
  • LONGEVITÀ
    9

Indottrinato dal fratello al mondo dei videogiochi e tirato su a pane e Commodore 64, rimpiange ogni giorno gli anni passati giocando a Panzer Dragoon sul Sega Saturn, quando il calcio era ancora Victory Goal (o al limite Virtua Striker in sala giochi). Crescendo si innamora del mondo PlayStation dal quale poi non si è mai più allontanato, seppur non abbia disdegnato negli anni qualche capatina qui e lì tra console portatili Nintendo e home console di casa Microsoft. Ha imparato più Inglese dai videogiochi che dalle insegnanti a scuola, considera Hideo Kojima e Hironobu Sakaguchi come due padri e ogni giorno si alza dal letto sperando sia la volta buona per un'apocalisse zombie.