Squall racconta Final Fantasy VIII – La portaordini #4

La squadra del nostro eroe si muove all'interno di Dollet facendo sfaceli dei nemici, fino all'incontro con una faccia familiare.

LA PORTAORDINI

Il rumore della battaglia è lontano, lo sento, ma il suo richiamo si fa sempre più insistente ed accattivante. Ci hanno dato degli ordini, ma l’idea di Seifer mi intriga non poco. Oddio, che sia vero che siamo davvero simili io e lui? Dopotutto è ciò che continuano a ripetermi praticamente tutti… Meglio non pensarci adesso!

Zell: “È un esame importante, dobbiamo rispettare gli ordini.”
Seifer: “Tu allora resta qua. Gli sfaticati non ci servono!”

Davvero due bei tipi questi due. Da un lato Seifer, ad oggi la persona alla quale debbo riconoscere il miglior talento per far perdere nella maniera più facile e veloce possibile le staffe a coloro che gli stanno intorno, dall’altro Zell, la persona, tra quelle che conosco, che probabilmente si infervora più facilmente tra tutte.

Siamo proprio una bella squadra…

Seifer: “I nemici si stanno dirigendo verso la montagna. Presidiamo quella zona!”

FINAL FANTASY VIII DOLLET

Ci allontaniamo di corsa dalla piazza della città ora più deserta che mai e, seguendo Seifer, ci avventuriamo per un lungo ponte. A metà dello stesso ci imbattiamo in truppe Galbadiane, ma anche stavolta, come sempre fin qui del resto, la battaglia si rivolge velocemente a nostro favore senza patema alcuno.

Giunti alla fine del ponte, mentre Seifer continua la sua avanzata noncurante di me e Zell, noi due ci fermiamo a soccorrere un soldato di Dollet a terra. Parlando con lui veniamo a scoprire che l’esercito delle truppe G ha preso di mira la torre di trasmissione. Quindi sarà verosimilmente quello l’obiettivo prossimo verso il quale punteremo.

Lasciamo il soldato alle nostre spalle e riprendiamo la nostra marcia fino ad arrivare all’inizio di una scalinata sulla quale vediamo Seifer (stranamente) ad attenderci. Nelle vicinanze, alcuni soldati di Dollet feriti dalle truppe di Galbadia che hanno attraversato questa via prima di noi con l’obiettivo di impossessarsi della torre, per un motivo ancora a noi non chiaro. L’ultimo soldato nel quale ci imbattiamo ci lascia capire che la via verso la torre, chiusa da tempo, è piena di mostri e che verosimilmente le truppe G sarebbero da loro state attaccate. Non ha tuttavia il tempo di finire la frase, poiché l’attacco di un Anacondar (un mostro con le sembianze di un grosso serpente, noto per la sua velenosità e comune in questa area) mette prematuramente fine alle sue sofferenze.

Io, Zell e Seifer ci troviamo quindi a dover far fronte all’attacco non più di truppe militari, ma di mostri, esattamente come fatto tante volte in addestramento. Forse questo potrebbe addirittura rendere le cose più facili per noi.

Il mostro attacca, stritolandolo per ben due volte tra le sue spire, Seifer, che risponde prontamente agli attacchi subiti a suon di colpi di Gunblade. Ma è con l’evocazione di Shiva che riusciamo a risolvere al meglio la situazione; l’Anacondar, fortuna nostra, è debole all’elemento gelo. Anche questa è battaglia è terminata.

Zell: “Pure i mostri??”
Squall: “Bella grana questa!”
Seifer: “La storia si è fatta solo più emozionante. Forza muoviamoci!”

Prima o poi dovrò capire se è un combattente temerario, o semplicemente un idiota incosciente. Per adesso mi tocca semplicemente seguirlo…

Proseguiamo ancora lungo la scalinata, senza tuttavia incontrare particolari difficoltà. Solo qualche soldato che cade in maniera rapida sotto i nostri colpi. Alla fine, arrivati in cima alle gradinate, da dietro un costone di roccia che prontamente utilizziamo per nasconderci al nemico, vediamo che i soldati hanno preso possesso della torre di trasmissione, due di loro ne piantonano anche l’ingresso.

Ad un tratto la porta metallica alle loro spalle si apre e ne esce fuori un terzo. Cerchiamo di ascoltarne al meglio la conversazione. Da quel poco che abbiamo capito sembra che le truppe G stiano riparando la torre, ma il motivo di questo interesse rimane ancora sconosciuto.

Seifer: “È la prima volta in un vero campo di battaglia? Paura?”
Squall: “Non lo so, cerco di non pensarci.”
Seifer: “Io non ho paura. Le guerre mi piacciono. Vorrei che non finissero mai. Mi fanno sentire vicino alla realizzazione del mio sogno.”
Squall: “Sogno?”
Seifer: “Avrai anche tu i tuoi, no?”
Squall: “Non è un discorso che mi va di fare.”

Non mi va proprio di parlare dei miei sogni, né tantomeno di farlo con Seifer. Ma quale sarà il suo? Se stamattina mi avessero detto che sarei finito nel mezzo di un conflitto su di un campo di battaglia a parlare dei nostri sogni con Seifer mi sarei fatto, forse, una gran risata. La vita è proprio strana…

I miei pensieri vengono interrotti da una voce femminile, “eccovi qua!”.

Mentre Seifer si è già dileguato, io e Zell ci giriamo in direzione della voce e dalla cima di un cumulo di rocce appare una figura femminile. Non abbiamo quasi nemmeno il tempo di guardarla in volto che, scivolata su una pietra in posizione precaria, la ragazza rotola giù fin praticamente ai nostri pedi. La aiuto a rialzarsi e riconosco nella figura minuta e nel viso allegro e gli occhi vispi la stessa ragazza che avevo aiutato stamattina dandole una mano a capire meglio come muoversi all’interno del Garden di Balamb.

FINAL FANTASY VIII SELPHIE

“Grazie a te mi perdo un po’ meno di prima. Scusa, non mi sono presentata. Sono Selphie, portaordini della squadra A.”

Selphie, mi chiede dove sia il caposquadra Seifer, che nel frattempo, è arrivato da solo all’ingresso della torre. Glielo indico con un po’ di rassegnazione e lui voltandosi mi urla “… un giorno ti parlerò del mio sogno romantico!”

Ma che cavolo? Sogno romantico? Seifer? Lo stesso Seifer con il quale ce le siamo suonate questa mattina lasciandoci ognuno sul volto dell’altro un ricordo vita natural durante? Questa missione sta davvero prendendo i contorni dell’inverosimile!

Cerco di riprendermi dallo stupore di quanto sentito, giusto in tempo per vedere Selphie saltare giù (è una trottola fatta di incoscienza questa ragazza) dalle rocce sulle quali ci troviamo per andare all’inseguimento di Seifer, che nel frattempo s’è addentrato all’interno della torre di trasmissione.

Mi tocca seguirla, ci tocca seguirla, anche se Zell non sembra molto entusiasta del salto che stiamo per affrontare. Non è sicuramente una delle idee più furbe di questa missione, ma ho come il presentimento che non sarà l’ultima per oggi.



Indottrinato dal fratello al mondo dei videogiochi e tirato su a pane e Commodore 64, rimpiange ogni giorno gli anni passati giocando a Panzer Dragoon sul Sega Saturn, quando il calcio era ancora Victory Goal (o al limite Virtua Striker in sala giochi). Crescendo si innamora del mondo PlayStation dal quale poi non si è mai più allontanato, seppur non abbia disdegnato negli anni qualche capatina qui e lì tra console portatili Nintendo e home console di casa Microsoft. Ha imparato più Inglese dai videogiochi che dalle insegnanti a scuola, considera Hideo Kojima e Hironobu Sakaguchi come due padri e ogni giorno si alza dal letto sperando sia la volta buona per un'apocalisse zombie.