Quando Ubisoft ha annunciato For Honor, sono rimasto scettico: da un lato c’era la spettacolarità grafica senza eguali, dall’altro, il gameplay lasciava spazio a numerosi punti interrogativi visto che si tratta di un prodotto estremamente originale, qualcosa che manca da troppo tempo nel panorama videoludico.

Dopo mesi di disinteressamento quasi totale, For Honor ha catturato nuovamente l’attenzione del castoro grazie all’annuncio della closed beta. Versione di prova che abbiamo potuto provare grazie all’invito di Ubisoft. Dopo aver scaricato circa 30 GB sulla console, era tutto pronto per immergermi nel violento e sanguinoso mondo di For Honor.

For Honor CASTORO Picchiaduro MOBA

È difficile definire un genere preciso per questa nuova produzione di Ubisoft visto che mescola sapientemente le caratteristiche di numerosi generi differenti (picchiaduro, MOBA, strategia e giochi di ruolo). Dei picchiaduro eredita il sistema di combattimento estremamente pesante e violento, dai MOBA eredita una modalità, numerose meccaniche di gioco, insieme alla gestione/progressione dei personaggi.

Appena avviato For Honor, si assiste ad un breve trailer che narra la trama di sfondo. L’ho definita “trama di sfondo” perché, almeno da quanto si evince dalla closed beta, non sembra essere previsto alcun comparto narrativo importante. Non sono previsti protagonisti o storie, tutto si limita a divertentissime schermaglie online ed offline dove si spargeranno tonnellate di sangue e voleranno chilometri di budella.

GAMEPLAY: LE BATTAGLIE CON ARMI BIANCHE DIVERTENTI ANCHE CON IL PAD

Grazie ai comandi semplici ed intuitivi, For Honor mi ha convinto fin dall’inizio. L’intero gameplay si riduce alle seguenti azioni: guardia, direzione attacco/difesa, attacco pesante, attacco leggero, schivata, spinta, attivazione abilità.

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Una volta individuato il nemico, è necessario mettersi in guardia, a questo punto il campo visivo si restringe e si focalizza su esso. Dopodiché è necessario puntare la spada in una delle tre direzioni (destra, sinistra, alto). Mentre la difesa avviene automaticamente nel caso in cui la direzione d’attacco del nemico sia la stessa del protagonista, l’attacco richiede molta strategia per combinare sapientemente le varie mosse gestendo la stamina a disposizione.

Da questo punto di vista, For Honor ricorda tanto un picchiaduro visto che ogni personaggio non si differenzia esclusivamente per l’aspetto estetico, ma ha combo, abilità mosse speciali e altre caratteristiche uniche.

IL GENERE PICCHIADURO SI EVOLVE

Premetto che Non sono mai stato un grande appassionato di picchiaduro, ma li ho sempre giocati con piacere, specialmente per il multiplayer locale. Una volta avviato il tutorial, For Honor si è presentato come un gioco d’azione in terza persona, ma quando è arrivato il momento di affrontare il primo avversario comandato dall’intelligenza artificiale, il prodotto di Ubisoft ha subito dimostrato di avere le “radici” nei picchiaduro.

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Nota del Roditore: Non lasciamo spazio ad incomprensioni, non sto assolutamente paragonando For Honor a Mortal Kombat, Tekken o altri picchiaduro classici in 2D. Voglio dire che il sistema di combattimento pesante ed estremamente “pensato” è una caratteristica tipica dei picchiaduro.

In particolare, questo aspetto di For Honor si palesa maggiormente nelle modalità Mischia (2 contro 2) e Duello (1 contro 1), dove l’intero gameplay si riduce al puro combattimento corpo a corpo dove abilità e statistiche non hanno alcuna voce in capitolo.

IL PICCHIADURO INCONTRA I MOBA: PICCHIA-MOBA

Un’altra modalità di gioco estremamente interessante è Dominio che prevede sfide 4 contro 4 e che si discosta totalmente dalle due modalità descritte in precedenza.

La modalità Dominio di For Honor dà vita ad un sotto-genere a dir poco spettacolare che il castoro ha furbamente intitolato “Picchia-MOBA”. In questa modalità il giocatore non deve limitarsi a sconfiggere gli avversari, ma deve anche aiutare i bot alleati a conquistare le 3 zone chiave presenti in ogni mappa. Inoltre, nella modalità Dominio entrano in gioco altri fattori determinanti come le abilità che, proprio come in un MOBA, si sbloccano gradualmente ottenendo punti nel corso della partita.

I vari personaggi selezionabili sono caratterizzati da specifiche armi e accessori, i quali possono essere sostituiti e migliorati. Questi cambiamenti si ripercuotono sia sulle statistiche dei personaggio, sia sul suo aspetto estetico.

RISORSE DI GUERRA: IL FATTORE STRATEGICO NASCOSTO

Tra una partita e l’altra di una qualsiasi modalità di gioco (Duello, Mischia o Dominio) è possibile prendere parte ad un macro-gioco che coinvolge indirettamente le tre fazioni (cavalieri, vichinghi e samurai). Sostanzialmente, ottenendo la vittoria nelle modalità di gioco principali, è possibile schierare delle risorse di guerra nella mappa strategica che rappresenta l’intero mondo di gioco. L’obiettivo è di piazzare le risorse strategicamente in modo tale da avere la meglio sulle altre fazioni.

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Questa macro-modalità di gioco si basa sui risultati registrati da tutti i giocatori connessi ai server di Ubisoft e promette di avere un ruolo fondamentale nella progressione, oltre che apportare modifiche permanenti al mondo di gioco. Infatti, questa modalità ha una durata di svariati giorni e si “resetta” ciclicamente.

LAG, PROBLEMI DI GIOVINEZZA?

La stabilità dei server è ancora piuttosto precaria, infatti, nel corso della mia prova, sono avvenute parecchie disconnessioni. Ancora più preoccupante è il lag che si verifica durante le partite 4 contro 4, tuttavia voglio essere fiducioso e spero che siano problemi tecnici che saranno risolti in tempo per il day one.

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IL CASTORO VI RACCONTA UNA… *IL CASTORO È STATO DECAPITATO*

Se con The Division il castoro era rimasto decisamente scettico dinanzi all’eccessiva quantità di denaro richiesto per godersi appieno il titolo, con For Honor questo non accade. Infatti, affondando le sue radici nel genere picchiaduro, la quantità di contenuti che le software house sono solite proporre con season pass, è quasi irrilevante. Infatti, per divertirsi in For Honor non serve l’ultima mappa o la personalizzazione più recente, basta il gioco base ed una buona connessione. Il resto è solo una questione di abilità e puro divertimento.

Nota del ROditore: Ora dovete scusarmi, ma corro a decapitare qualche altro vichingo col mio samurai preferito, prima che finisca la closed beta.

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Nell'impero di Gamempire dal lontano 2012, redattore prima, capoRODITORE dopo... E dal 2016 mi occupo della gestione del blog. Nonostante sia perennemente impegnato a fare cose noiose, ma indispensabili per la sopravvivenza dell'impero, di tanto in tanto mi piace tornare a scrivere ed esprimere il mio punto di vista nella rubrica ironicamente intitolata "L'Angolo Del Castoro". Da sempre in casa Sony (pur non disprezzando le altre), ho adorato alla follia tutti i capitoli di Metal Gear Solid. Ma non mi fermo solo ai capolavori di Hideo Kojima, infatti cerco di provare quanti più videogiochi possibile, in particolare adoro i simulatori automobilistici, gli FPS, gli strategici e, più in generale, i giochi d'azione. Se vuoi chiacchierare con me, mi trovi su Twitter @TheCastoro! Ho anche Facebook, ma in realtà lo odio profondamente.