Vi siete mai chiesti il motivo per cui adoriamo giocare ai videogames? La risposta più semplice è “perché sono divertenti”, ma se scaviamo in fondo c’è molto di più del semplice divertimento. Questo articolo a primo impatto vi sembrerà banale ma sono solo le riflessioni di un comune videogiocatore come voi.

IMMEDESIMAZIONE

Il primo motivo per cui adoriamo i videogiochi è perché abbiamo la possibilità di metterci nei panni di qualcuno che fa qualcosa che noi non possiamo o non vogliamo fare. Siamo subito pronti a trasformarci in soldati, avventurieri, piloti, calciatori, musicisti, assassini, criminali, ecc… la scelta del tipo di personaggio da utilizzare esprime gran parte del nostro carattere e manifesta le vere passioni del videogiocatore.

Chi gioca ai titoli calcistici molto probabilmente adora giocare a calcetto con gli amici; probabilmente adora le due cose allo stesso modo, quando gioca con i suoi amici si diverte tirando veri calci ad un vero pallone, ma quando è davanti allo schermo le cose cambiano, non è più un semplice ragazzo appassionato, ma si immedesima nei panni di un calciatore famoso, di una squadra importante in uno stadio sfarzoso.

Chi vi scrive è un grande appassionato di gare automobilistiche e motociclistiche: inutile dirvi che adoro giocare a Gran Turismo ed altri titoli di questo genere. Il motivo è chiaro, la mia passione non è praticabile ovunque e richiede grandi costi. In un periodo come questo spendere soldi per divertirmi in pista coi go-kart è un lusso che non posso permettermi e se voglio portare avanti la mia passione, il videogioco diventa per me una buona alternativa: monto il volante, accendo la PlayStation e faccio qualche garetta con gli amici su Gran Turismo. Inutile dirvi che nonostante il rischio preferisco guidare la mia vera moto piuttosto che giocare ad un videogioco (seppur molto realistico), ma videogiocare è un ottimo modo per sfogarsi e perché no, avere quel pizzico di follia che guidando realmente non ci azzardiamo nemmeno di considerare. Il videogioco permette di soddisfare alcuni aspetti del mio hobby ed allo stesso tempo mi permette di fare cose che nella vita non avrò mai l’occasione di fare… chi è il pazzo che mi darebbe una macchina da 500 cavalli da guidare nelle piste più belle del mondo?

Videogiochi Psicologia

Sono un appassionato di gare, ma non per questo disprezzo un bel FPS o un Third Person Shooter… sì, sono un grande appassionato di Metal Gear Solid e i motivi sono molti: la trama intrigante, gli insegnamenti nascosti nel gioco, il modo in cui viene narrata la storia, il carisma dei personaggi ed i continui colpi di scena. In questo caso il discorso immedesimazione viene meno; certo, immedesimarsi nei panni di un soldato leggendario che ha salvato il mondo più volte non è male, ma Metal Gear Solid fa qualcosa di diverso: è un’esperienza molto più simile ad un film che ad un videogioco. I giocatori vedono Snake (il protagonista) come qualcuno da ammirare, non come qualcuno in cui doversi immedesimare.

Al contrario di un Metal Gear Solid, in un Call Of Duty o in un Battlefield, il discorso immedesimazione ritorna più forte che mai, poiché giochiamo attraverso gli occhi del protagonista. Spesso questi due giochi sono stati ritenuti la causa di numerosi atti violenti compiuti da adolescenti americani. Il fatto che gli FPS ci fanno immedesimare nei panni di un soldato e che a noi giocatori piaccia, non significa che siamo aspiranti serial killer o che ci piaccia uccidere. Magari qualcuno degli appassionati di FPS sarà appassionato di armi, altri saranno appassionati di tecniche militari, ma la maggior parte sono semplicemente persone che hanno voglia di sfogarsi e divertirsi dimostrando la loro abilità contro altri videogiocatori.

Con l’arrivo del gioco online le cose si sono evolute: spesso mentre si gioca, si parla con i propri amici e spesso nascono nuove amicizie con persone che condividono le nostre stesse passioni; scambiare quattro chiacchiere mentre si spara a brutti ceffi o si fanno un paio di curve in derapata è un ottimo motivo per giocare ai videogiochi!

RISCHI? Sì se con scarso controllo

I videogiochi possono essere un rischio? Sì, ma solo per coloro che non sono educati a farne un corretto utilizzo. Chi vi scrive gioca ai videogiochi fin da piccolo a generi di tutti i tipi, ma ero stato messo al corrente (ed ho capito subito) che tutto ciò che vedevo all’interno di quello schermo, rimaneva li. Da piccolo ho giocato di tutto, da Metal Gear Solid a GTA, e per ora non ho né salvato il mondo da un gruppo di terroristi, né messo a ferro e fuoco la città solo perché “voglio raggiungere il massimo livello di sospetto”. Ma l’educazione al corretto utilizzo dei videogiochi è un discorso che vale per qualsiasi forma di intrattenimento: se un bambino vede gli acrobati al circo, molto probabilmente cercherà di imitarli e allo stesso modo lo farà con i protagonisti di un film, di un cartone animato o di un videogioco. Tuttavia quello che ho appena scritto è solo un mio parere e sinceramente si tratta di un discorso troppo complesso e spinoso da affrontare per un semplice appassionato come il sottoscritto.

Una passione adatta a tutti

La passione per i videogiochi… spesso si tratta solo di una semplice sfida con noi stessi, dimostrare di essere i più bravi a fare qualcosa: che sia pilotare un’aereo, una macchina, oppure essere il giocatore più bravo della partita. Un semplice modo per svagare e per evadere dai mille problemi di tutti i giorni, forse è proprio questo il motivo principale: stacchiamo la spina dal mondo reale e per quell’oretta non siamo più studenti, lavoratori o disoccupati, ma diventiamo soldati, calciatori, musicisti, piloti, criminali, sopravvissuti a catastrofi naturali e chi più ne ha più ne metta.

Ma una volta spenta la nostra console e la nostra TV, quello che abbiamo visto in quella scatola rimarrà li e non influirà in alcun modo sulla nostra vita di tutti i giorni… almeno fin quando non sarà il momento della prossima partita al nostro videogioco preferito!

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