La complessa questione del perfect score nei videogiochi è tornata tantissimo in auge dopo che numerose testate e siti hanno assegnato il voto di 10 su 10 a Red Dead Redemption 2. Prima di addentrarci sull’argomento e capire se davvero questo gioco è perfetto, metto in chiaro subito un pensiero sintetico riguardo la valutazione dei giochi. Un gioco è figlio dei suoi tempi e del progresso tecnologico di cui fa parte e le alte valutazioni sanciscono quanto esso è stato espressione di quella generazione. Il tempo spesso è inclemente con i videogiochi e basta un decennio o anche meno per perdere più punti nella valutazione di un neopatentato senza cintura di sicurezza.

Questo per dire che il 10 su 10 si può dare se considera un titolo come la massima espressione della generazione di console di cui fa parte ma bisogna fare attenzione a come tenere conto di questo voto. Ad ogni generazione bisognerebbe resettare il metro di valutazione e di considerazione che si ha dei titoli fino a quel momento pubblicati. Ad ogni cambio di console o tecnologia quando trovate un voto perfetto, si tratta di una perfezione relativa al lasso di tempo o tipo di tecnologia alla quale si riferisce. Basta poco per far invecchiare certi tipi di controlli, la grafica o anche il sonoro.

Detto questo, come sai su Gamempire cerchiamo di dare un parere più testuale anziché numerico e oltretutto abbiamo preferito che lo stesso Arthur Morgan ci parlasse della sua esperienza nella recensione del titolo Rockstar Games, che vi invitiamo a leggere sul sito. Ne hai lette tante lo so, ma questa è un po’ diversa, più emotiva e meno tecnica. Il mio punto di vista sul gioco, dopo averne cavalcato sia nella storia, sia un po’nelle modalità multiplayer, è che RedDead Redemption 2 non è un gioco perfetto.

Prima di scatenarmi contro le tue ire per questa affermazione, ammetto che il gioco ha un valore incredibile. Chiunque abbia giocato il primo e apprezzi le storie ben dirette e sviluppate su diversi livelli narrativi e con tante linee ramificate troverà di certo l’esperienza di gioco di Red Dead Redemption 2 tra le più appaganti che si possano trovare. In più non si può negare che le meccaniche di gestione degli NPC e più in generale della libertà di azione nell’open world siano davvero l’apice dell’esperienza ludica contemporanea. Eppure, anche così, il gioco ha degli inevitabili difetti che perfino la più costosa produzione non può evitare.

Il pelo… nell’uovo

Senza fare facili battute, ci sono alcuni lievissimi difetti grafici che sono trascurabili ma esistono. Spesso facciamo finta di non vedere o accettiamo con condiscendenza un piccolo neo in un grande mare di pregi, ma la perfezione sta anche nei piccoli nei. In Red Dead Redemption 2 non si può non tenere in conto della resa grafica di capelli, barba e peli in generale. Rispetto al resto del gioco nella peluria, che cresce con il passare del tempo e può essere tagliata e acconciata in diverse maniere, si nota molto aliasing. Nulla di grave in gioco, ma quando le cut scene zoomano sulle facce dei personaggi tutto diventa più visibile e intenso. Un difetto da poco, un’inezia, ma fastidiosa quando ci si gode le intense e frequenti scene di intermezzo.

Il gameplay non è per tutti

Non tanto difetto quanto caratteristica peculiare, che è sia pro che contro di Red Dead Redemption 2, è il gameplay. Come in molti hanno spiegato in più occasioni, rispetto a molti titoli action, il titolo Rockstar Games ha delle meccaniche e più ingenerale un flusso di gioco particolarmente articolato e molto difficile da padroneggiare. Una delle caratteristiche di un titolo che si può fregiare dell’appellativo di “perfetto” è una fuibilità tale da non creare ostacoli ai diversi utenti. Red Dead Redemption 2 invece ha un sistema di crafting, di gestione delle armi,di interazione con il mondo di gioco e con gli NPC molto lento e che tende al “realismo”nella sua accezione più estrema. Recuperare oggetti, trovare missioni secondarie, affrontare gli ostacoli randomici che appaiono nel gioco o anche il semplice spostarsi tra le varie zone della mappa così coerente con la vera vita ai tempi del Far West che a molti potrebbe sembrare tedioso o addirittura scomodo come un’altra vita vera. Si tratta di una percezione assolutamente soggettiva,ma la marcia lenta con cui si agisce nel gioco e i tanti “eventi” che spezzano il ritmo di chi vorrebbe correre subito alla fine possono scoraggiare i meno pazienti o i più votati al dinamismo frenetico. Perfetto no, ma non per questo non magnificamente eccellente nella sua realizzazione. Posso dire che la pazienza viene premiata soprattutto dopo aver visto quanto si prolunga l’esperienza di gioco grazie alla ricca componente online.

Non esiste un gioco perfetto

Questo è secondo me il motivo principale, altrettanto soggettivo, per il quale non darei mai un voto perfetto ad un videogioco. La perfezione non esiste. Ci sarà sempre un difetto, un punto che non convince completamente, un fattore che rende l’esperienza imperfetta. Ovviamente il discorso è diverso se si considera il 10 come l’identificazione di una così detta pietra miliare del medium videoludico. Ma in quel caso non sarebbe più una recensione obiettiva di tutti gli aspetti del prodotto, ma una valutazione dell’impatto che il gioco ha sul mercato. Se il 10 come voto lo si considera in questo modo il perfect score andrebbe messo anche ad altri che hanno fatto la storia e segnato standard per il futuro.

Detto questo ribadisco la mia valutazione generale: Red Dead Redemption 2 è un gioco da giocare assolutamente. Si tratta di un piccolo emblema della qualità narrativa e di creazione di una realtà virtuale che i videogiochi hanno raggiunto.

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