Quanti dei più vecchi tra noi hanno assistito alla creazione delle numerose storie poliziesche che hanno permeato la storia americana, specialmente tra gli anni ’80 e i ’90. Partendo dal grande scrittore noir James Ellroy, passando a serie tv come Public Morals, per finire al mondo videoludico con L.A. Noire, New York e affini hanno visto le forze dell’ordine venire a scontrarsi con la mafia, la corruzione, le gang e spietati assassini. Proprio questi scenari hanno influenzato gli sviluppatori di Pixel Crow a creare il loro primo videogame chiamato Beat Cop. Nonostante si trovi in uno stato di testing pre-alpha, noi abbiamo avuto modo di provarlo in modo da darvi qualche informazione in più su questo particolare titolo.

Incastrato, di nuovo

Come tutte le buone storie del crimine di New York, il nostro protagonista è un detective incastrato da qualcuno e fatto passare come fautore di un omicidio. Jack Kelly è il nome di quest’uomo distrutto, il quale ha l’opportunità di ricominciare dal basso facendo il poliziotto di un quartiere abbastanza malmesso di New York. Il suo compito viene modificato dall’indagare omicidi al fare le multe sul ciglio della strada, ma molte forze sono in gioco nell’equilibrio di quel piccolo pezzo marcio di città.

Il giocatore dovrà destreggiarsi tra molti ostacoli: un capo di dipartimento che tratta come sterco il protagonista, una ex moglie succhia soldi che non vede l’ora di ricevere gli alimenti per permettersi i suoi lussi, la mafia italiana del luogo che non tollera chi ficca troppo il naso nei suoi affari e infine le varie gang del posto che esercitano il loro dominio. Starà a noi, e alle nostre decisioni, riuscire a venire a capo di ciò che sta succedendo e eventualmente scoprire chi ci ha incastrato.

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L’area di gioco è a scorrimento orizzontale e si tratta di una strada singola con diversi vicoli e negozi. La nostra remunerazione sarà basata su quante multe riusciremo a fare nel nostro turno. Visto che il tempo scorre in tempo reale, sarà necessario gestire al meglio ciò che facciamo in modo da fare più multe possibili per soddisfare i nostri bisogni e mandare gli alimenti all’ex moglie. Tuttavia la storia del gioco richiederà di spendere del tempo ad indagare e a interrogare sospetti, se si vorrà scoprire la verità sulla questione. Un punto a favore in questo senso è dato dal fatto che il tempo viene fermato ogni volta che si parla con qualcuno o c’è una cutscene, il che permette al giocatore di stare più sereno nella sua gestione delle attività. In generale, si può paragonare l’esperienza a quella di Papers Please, dove è necessario fare il proprio lavoro mentre si svolge la trama principale.

Il quartiere è vivo e molto reale, nonostante sia fatto solamente di pixel minimali. Dal cibo, ai locali, alla crudeltà delle vicende, ogni cosa è ben orchestrata per dare quel feeling perfetto di “quartiere marcio” pieno di quelle figure a cui tanto siamo abituati, come le gang o la mafia italiana in una pizzeria (più stereotipo di così si muore, se consideriamo che c’è anche il classico jingle napoletano). In questo senso Pixel Crow ha dato ai personaggi e all’ambientazione una caratterizzazione eccezionale, forte dell’enorme bagaglio culturale lasciatoci dalle numerose produzioni sul genere. C’è da notare inoltre che gli elementi sono stati così ben gestiti da risultare fuori dai cliché che qualsiasi conoscitore si aspetterebbe, seppur rimanendo fedeli alla linea generale delle figure da cui nascono.

L’arte del pixel

Molti videogiochi ultimamente si sono affidati alla realizzazione tramite tecniche minimalistiche di figure pixellose in 2D. Questa tecnica permette un particolare approccio che lascia ampio spazio all’immaginazione del giocatore, dando sempre però quella necessaria cura al dettaglio dei modelli. Pixel Crow basa la sua essenza di team di sviluppo proprio su questo concetto, portandolo ad un livello superiore. Lo stile retrò in questione si adatta perfettamente alla tematica attraverso un ingegnoso uso dei colori e delle inquadrature più grandi. Grazie alla minimalismo delle figure in gioco, è possibile permettere di avere più vita e frenesia sullo schermo, elemento essenziale per definire correttamente New York in quel periodo. Il via vai delle persone o delle macchine, più o meno dettagliate, creano la giusta sensazione caotica con l’equilibrio necessario a non ostacolare il gameplay.

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In questo senso, il comparto sonoro musicale è tenuto al minimo, dando più risalto agli effetti sonori, i quali sono accurati e ben piazzati. Quanti giochi vi permettono di sentire in lontananza spezzoni di filmati porno quando vi avvicinate ad un vecchio sexy shop? Dal traffico alle radio, ogni cosa supporta le principali figure ed azioni del gioco. In effetti, è possibile affermare che il comparto sonoro potenzi la caratterizzazione dei personaggi.

Il gameplay in linea di massima è piuttosto minimo e si basa sul cliccare gli elementi con cui si vuole interagire. Dalle manette alla pistola, tutto è basato sul saperli usare al momento giusto e al modo giusto. Seguendo l’analogia di Papers Please, in questo gioco è necessario fare le multe per bene e prima che l’automobilista ritorni in macchina, chiamando la rimozione forzata quando possibile. Oltre a fare il proprio lavoro, è importante stare attenti a quanta “reputazione” abbiamo nei confronti delle persone o delle fazioni in gioco. Ovviamente, sarà quasi impossibile avere tutto a favore, perciò sarà necessario fare delle scelte in tal senso. Proprio per questa linea molto semplice, ma efficiente e piena di profondità, il realismo del gioco è potenziato dove possibile, in modo da permettere al giocatore di uscire fuori dalla visione cruda della realtà di cui questo gioco è portavoce.

In parole povere, non potete essere l’idolo della gente se rimuovete ogni auto con il minimo divieto, né potrete avere il favore delle gang se non chiudete un occhio quando succede qualcosa. Fare il poliziotto buono sempre vi garantirà di sopravvivere? Il senso del dovere è più importante della propria vita? Sono tutte domande a cui dovrete rispondere nella vostra esperienza con il gioco.

Per ora è tutto

Il gioco si trova in Pre-Alpha al momento e non si conosce una data precisa di rilascio, tuttavia da quanto mostrato e provato possiamo concludere che si tratta di un titolo molto interessante sviluppato da un piccolo studio che cerca di dare al giocatore una determinata esperienza ispirata alla cultura poliziesca americana degli ultimi decenni.

La storia, per quanto vista altrove, è ben orchestrata e accattivante, sopratutto grazie alle molteplici conclusioni a cui possiamo accedere. Lo stile artistico, seppur particolare, si adatta perfettamente all’ambientazione che vuole descrivere e al feeling retrò dell’intera opera, fornendo dunque ottimo supporto alla caratterizzazione di ogni elemento presente in essa.

Non ci resta che aspettare il suo rilascio, in attesa di vedere miglioramenti ed aggiunte a questa già ricca esperienza videoludica.

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