Cari lettori di Gamempire oggi vorrei condividere con voi la mia opinione su dove e come il mondo dei videogiochi si è evoluto, adesso che l’ennesima next gen è finalmente arrivata e le console praticamente ce le tirano dietro invitandoci a comprale a prezzi DAVVERO APPETIBILI (non preoccupatevi, c’è del sarcasmo in quello che ho appena scritto, già vi vedevo li li con le ditina a smanettare sulla tastiera per urlarmi contro!!).

Premetto che l’articolo è un punto di vista personale, quindi vi invito a prenderlo come tale e non come un dogma che personalmente mi prepongo di imporvi, mi farebbe comunque piacere conoscere la vostra opinione, espressa in qualunque forma voi vogliate; dagli insulti ai commenti costruttivi che sempre meno noi videogiocatori siamo in grado di fare al fine di costruire una conversazione piacevole.

Ma basta con le premesse ragazzi, la next gen è finalmente arrivata!!! L’evoluzione del mondo dei videogiochi è finalmente qui, da adesso in poi tutto sarà diver….NO!
Sono solo sogni di un povero e stanco gamer che ha perso passione ed amore per qualcosa che lo ha accompagnato da sempre (quasi) nella sua vita e dalla quale negli ultimi anni per colpe sicuramente non sue si è allontanato.

La mia analisi è puramente soggettiva e sicuramente non ho giocato ad ogni singolo gioco sulla faccia della terra ma ho vissuto gli anni rosei della “nascita” dei videogames. Chi vi scrive nasce come videogiocatore negli anni 90, iniziando un percorso videoludico che va dall’Amiga/Commodore 64 al SNES, dal primo modello del GameBoy (quello con lo schermo giallo che al sole non si vedeva una ceppa di nulla) al RIVOLUZIONARIO GameBoy Color, dal leggendario (qualcosa di mitologico più che di reale) SEGA Saturn finendo per approdare sulla mitica PSOne e da li diventare un adepto Sony con conseguente acquisto di Ps2, Ps3, PSP e PsVita (senza comunque farmi mancare una bella Xbox 360).

Si evince che io di PC Gaming ne so poco e nulla (a parte qualche C&C e Football Manager) e, facendo riferimento ai mitici anni 90 di cui sopra si parlava, bhe… Sappiate che mi mancano davvero tanto! Gli anni 90 hanno segnato una generazione di videogiocatori con il passaggio dal 2D al 3D, il salto dal SNES alla Playstation è secondo me ancora oggi la cosa più bella che un videogiocatore possa aver vissuto viste le INFINITE (?) nuove possibilità di creazione di giochi che questo comportava.

Infinite? Bhe, TEORICAMENTE infinite si, anche se, a giudicare da questa nuova, ennesima next gen, gli sviluppatori nelle cui mani è il nostro futuro videoludico hanno una fantasia che definirei eufemisticamente “ridotta”.

È ARRIVATA LA NEXT GEN

Estratto dalla reazione di un videogiocatore/fan in età media post annuncio XBOX ONE e PS4:

YEEEEEE, WOAAAAA, FINALMENTE LA NEXT GEN!! NON VEDO L’ORA DI GIOCARCIIII WAAAAA GUARDA CHE GRAFICA

Tutto ciò è assai triste essendo stata la mia reazione tipo:

MH, NEXT GEN, BELLA ROBA, CONSOLE IN GRADO DI FARE TANTISSIME COSE CHE ALTRI DISPOSITIVI INVECE… FACEVANO GIA BENISSIMO!

La console per me non è un “sistema di intrattenimento” come chiunque di questi “tiraacquaalpropriomulinochemancobanderas” vuole farci credere, la console per me è QUALCOSA CON CUI GIOCARE! Chissenefrega di guardare la tv sulla ONE o di ascoltare la musica con “Music Unlimited” sulla PS4 (e per la cronaca vi ricordo che la musica si poteva già ascoltare su Playstation, dai tempi della PSX eh), io la console la uso per giocare e allora datemi i giochi!
Io personalmente delle console non mi interesso molto e di sapere quale sia la più potente tra PS4 e Xbox One proprio non mi frega nulla, io mi preoccupo, ed ultimamente me ne preoccupo davvero tanto, dei giochi, perche se non ci sono giochi degni di essere chiamati tali, quel monolite nero rimane li bello in cameretta a prendere polvere!

NEXT GEN, OLD STYLE…

E andiamoli a vedere questi giochi next gen che mostrano tutta la fantasia di questi mediocri sviluppatori!!! (giusto alcuni, diciamo i primi che mi vengono in mente)

  • COD GHOST – Yeee si dai un FPS ci sta, serve sempre un FPS su console per divertirsi con gli amici e poi la saga di COD è ormai storica sulle console… è una cosa buona giusto? SBAGLIATO!
  • BATTLEFIELD 4 – Oddio dai un altro FPS? Ma davvero? Ma non c’era già COD? E voi lettori non provate a dirmi che BF è tattico e COD è per i bimbiminkia, che hanno due stili di gioco differenti per scusare questa poca fantasia; io giocavo alla guerra quando ancora tu magari non eri nemmeno nato e se vuoi una bella grafica fatti un giro nel mondo reale, è tutto in HD!
  • TITANFALL – Ma… cos… Un ALTRO FPS? E non venitemi a dire che il discorso non vale perché è esclusiva Microsoft… È un altro cavolo di FPS e come tale si accoda a COD E BF, tutto ciò non va affatto bene!
  • KILLZONE SHADOW FALL – Titolo che è stato presentato in pompa magna da Sony in quanto esclusiva PS4 che doveva accompagnare la console al lancio eeeeeeeeeeeeee… sorpresa sorpresa… UN ALTRO DANNATO FPS! (tra l’altro recentemente stroncato dalla critica USA)
  • HALO – Un nuovo capitolo della saga, io personalmente mai giocata, non conosco la storia e non mi importa di conoscerla ma, qualora vi fosse sfuggito… FPS!

Questa dovrebbe essere L’OTTAVA GENERAZIONE VIDEOLUDICA che dopo un ventennio di onorata carriera di gaming mi tocca?

  • ASSASSIN’S CREED IV BLACK FLAG? Acquistare un gioco su next gen che rispetto alla current gen non ha nulla e farlo con la consapevolezza che il vero AC è solo il primo, che la trilogia di Ezio è epica ma lontana dal primo capitolo è che si è conclusa, che il terzo capitolo già faceva storcere parecchi nasi… e voi che fate? Mi proponete il titolo su next gen pretendendo che io mi entusiasmi per un tizio nato a Gerusalemme, una cospirazione di Templari e mi ambientato il tutto ai caraibi insieme ai pirati? WTF Ubisoft? Perché ammazzare cosi un brand che poteva essere seriamente leggenda?
  • DRIVECLUB? Annunciato come titolo disponibile al lancio di PS4 avrebbe dovuto accompagnare alla grande i giocatori in questa nuova esperienza. Rimandato all’anno prossimo. STRANO.
  • FIFA 14? Dai non scherziamo, riporre fiducia in mamma EA con la speranza che ci regali un titolo next gen bello e divertente e SOPRATTUTTO SENZA BUG che ti facciano smadonnare ogni 3 minuti è come…è come…ecco si (giusto per restare in tema pseudo calcistico), è come scegliere di avere come migliore amico Maurito Icardi.

CAMBIANO LE CONSOLE, MA SQUARE ENIX NON CAMBIERÀ MAI…

FINAL FANTASY VERSUS XIII/XV/NON SAPPIAMO PIU CHE NUMERO METTERCI?
Signori, io ho smesso di aspettarmi cose belle da Square Enix nel momento in cui ho finito, in lacrime in ginocchio nel buio della mia cameretta Final Fantasy X. Ero cosciente che quella sarebbe stata la fine di una era “finalfantasiana” per me, che nulla sarebbe stato più come prima in quel mondo magico ed, ancora una volta, non per colpa o scelta mia… Poi è uscito Final Fantasy X-2 ed allora mi sono reso conto che la realtà non si avvicinava nemmeno lontanamente alle mie nere previsioni, ERA DECISAMENTE PEGGIO!

Quello che vi sto dicendo è assai soggettivo, ma so che tanti di voi che leggono la penseranno come me. Final Fantasy, quella saga bellissima fatta di magia e di fantastiche ambientazioni, di posti da esplorare e di un mondo magico da scoprire è morta nel capitolo X; e badate bene che già in questo capitolo il fatto di non poter liberamente esplorare il mondo mi ha già un po’ frantumato i gabbasisi, ma in cambio ho avuto una esperienza di gioco fantastica, con centinaia e centinaia di ore di gioco, brividi sulla pelle, boss da scovare, sconfiggere e armi portentose da realizzare.

Poi arriva questo tipetto vestito elegante di Square Enix e pretende che io mi emozioni nel vedere una clip di Final Fantasy Versus XIII che cambia nome in Final Fantasy XV e che, a conti fatti, di Final Fantasy non ha assolutamente nulla? SHAME ON YOU SQUARE ENIX!
Tralasciando che dopo il defunto e sempre onorato decimo capitolo ci sono stare svariate coltellate alla fama di questa saga che Square Enix ha liberamente deciso di auto infliggersi in allegria ed ovviamente sapete che parlo del capitolo XII e del capitolo XIII, non mi esprimo su Final Fantasy XI e Final Fantasy XIV perché non li ho giocati per scelta essendo essi lontani alla mia concezione di cosa sia “Final Fantasy”. Lasciando stare il discorso relativo ai “seguiti” dei capitoli principali X e XIII che non hanno fatto altro che assestare 3 belle mazzate alla mia, ormai in continua diminuzione, stima nei confronti di SE.

Un Final Fantasy NON ha un continuo e se lo avesse, non sarebbe mai, MAI, la porcheria concepita da mamma Square Enix; è in questi momenti che rimpiango nuovamente gli anni 90, anni in cui al termine di Final Fantasy VIII o XI (si, quelli sono i primi che ho giocato per poi rifarmi di tutti gli altri nel tempo).
A quei tempi quando un Final Fantasy finiva, finiva! Non c’era null’altro da aggiungere alla storia se non i fan made, storie concepite, scritte e condivise da altri fan che come te erano rimasti orfani di quei racconti fantastici e che, udite, udite, erano comunque più belle dei seguiti che la Square Enix ci ha propinato negli ultimi anni a suon di quattrini e impassticandole di DLC.

Ok, ok, forse relativamente al discorso “Final Fantasy” mi sono un tantinello troppo dilungato ma è uno dei due brand videoludici ai quali ho legato la mia vita da giocatore e quindi sono davvero molto critico.

Quindi, ritornando al concetto da cui siamo partiti, Final Fantasy XV per me NON è Final Fantasy; al di la delle prese in giro, dei rinvii, dei cambio nome e di tutto quello che volete, se lo avessero chiamato in un altro modo dopo aver stravolto completamente e definitivamente il gameplay della saga più leggendaria di sempre lo avrei anche potuto accettare ma in quel modo no, altro che FF, sembra un mix in quick time event di Assassin’s Creed e Kingdom Hearts III… Oh, a proposito, escludo volontariamente da questa disamina next gen Kingdom Hearts III, ho fatto due conti, calcolando i tempi di Square Enix, lascio che ad occuparsene sia mio nipote.

NON CI SONO SOLO CATTIVE NOTIZIE COMUNQUE…

E quindi? Questa next gen? Questa evoluzione/rivoluzione videoludica? Dov’è?
Dite che ho dimenticato qualcosa? Tipo?
Ah già, vogliamo parlare di Watch Dogs e MGSV?

No, sinceramente non ne voglio parlare perché quelli sono titoli in cui nutro ancora delle speranze (spero che il primo non diventi il nuovo AC mentre il secondo lo comprerei anche a scatola chiusa senza aver mai visto un gameplay e anche se il protagonista fosse un panda rosso con un occhio solo). Quindi pensate che questi due titoli bastino a proclamare la rivoluzione next gen?

Bhe direi di no, visto che ENTRAMBI saranno disponibili anche sulle console che abbiamo già da anni nelle nostre belle camerette…
E non ci provate a dirmi “Eh, ma la grafica….”, perché per uno che giocava a Pong, SuperFrog e Sensible Soccer la grafica non è assolutamente nulla!

QUANDO ABBIAMO SMARRITO LA RETTA VIA?

Ed allora la mia mente viaggia indietro nel tempo, a quei fantastici anni 90, quando un videogiocatore medio era un VIDEOGIOCATORE, non uno pseudo fighetto col capello impiastricciato che si metteva i polsini per ballare davanti ad una tv anziché andare in discoteca a spaccarsi d’alcool, non un campione di tennis mancato che pretendeva di darti lezioni su come si tiene la racchetta/telecomando; fondamentalmente il videogiocatore medio di oggi è il tipo che fa, chiuso in casa video giocando con amici, quello che noi negli anni 90 facevamo quando NON giocavamo ai videogiochi (ping pong, bowling, tennis, ballo… avete capito insomma!).

Tuttavia questa disevoluzione del videogiocatore non è da ricercare solo nell’essere umano in se e nel suo modo di vedere i videogames, ma anche in quello che le compagnie ci propinano portando milioni di WiiSportivi a considerarsi “nerd” e “videogiocatori”.
Io, che da videogiocatore ho speso svariati annetti a completare titoli impossibili senza guide, soluzioni, trucchi, senza che un tipo su YouTube mi dicesse dove andare ogni singola stanza da controllare mentre mi aggiro in una località abbandonata infestata di zombie indicandomi anche dove si trovano e portando a zero quindi la componente “cagozzo” su cui questi stessi giochi nella mia splendida e rimpianta infanzia si basavano, ho parecchie difficoltà a considerare videogiocatori la massa di adepti di un qualsiasi brand tecnlogico che si considera tale in virtù dell’avere un Kinect, una Balance Board o due caspio di controller Move a casa.

ARRIVA LA WII, ECCO L’APOCALISSE VIDEOLUDICO SECONDO I MAYA!

La mia personale considerazione del termine “videogiocatore” è morta quando le 3 sorelle (Nintendo, Sony e Microsoft) hanno iniziato a creare giochi per fare soldi e smesso di fare giochi per deliziare i giocatori hardcore, hanno fondamentalmente orientato il loro target di mercato verso ciò che il mercato richiedeva “in maggior quantità”; e dopotutto cosa aspettarsi da aziende che erano inizialmente nate per fare tutt’altro? A proposito, lo sapevate che Nintendo produceva giochi di carte, Sony bollitori e Microsoft calcolatrici?

Chi meglio di loro poteva capire COSA TIRASSE DI PIU?
L’inizio della fine del mio mondo videoludico coincide con la data di uscita della Nintendo Wii, l’apocalisse Maya in ambito videoludico.
Da quel maledetto 7/11 del 2006 il mondo è stato invaso da milioni di casual gamer che hanno radicalmente spostato gli equilibri del mio universo. La Wii arriva sul mercato accompagnata da una spesa da parte di Nintendo di ben 750.000 €, soldi spesi per indagare al’interno del mondo videoludico. Tuttavia furbescamente Nintendo non stava spendendo a casaccio ma stava investendo per garantirsi un futuro pieno di ricchezza in quanto la ricerca non si focalizzava su cosa al videogiocatore piacesse giocare, ma su cosa alla gente piacesse giocare. Una console realizzata per vendere “alla maggioranza”, nulla di specifico, nessun titolo che per me meritasse di essere considerato tale…

Suvvia, Wii Sports? Wii Fit? Cooking Mama? Questa è l’evoluzione del mondo dei videogiochi che non ti aspetti e che tu giocatore hardcore NON VUOI.

Non voglio negare che la Wii abbia anche dei bei titoli, che si contano comunque sulle dita di una mano nel corso dell’intera vita di una console ed allora a me, che alla PlayStation sono più che affezionato, il paragone viene naturale ripensando a come quella magica scatoletta grigia ogni anno sfornava UNA VAGONATA di titoli MUST HAVE… Se questa è stata l’evoluzione che abbiamo vissuto e alla quale ci siamo tacitamente rassegnati io non oso immaginare cosa ancora ci debba aspettare nel prossimo futuro.

Purtroppo l’avvento della Wii sul mercato ebbe risvolti anche sul “mio” mercato, non essendo io un fan Nintendo ma vedendo Sony e Microsoft immediatamente contagiate dalla possibilità di fare soldi abbassando gli standard di gioco, conquistando un mercato più giovane e aperto grazie al Kinect e al PS Move e fondamentalmente dando un calcio nelle gengive a noi videogiocatori, come dire, un po’ più seri. Fatta salva qualche eccezione più unica che rara questa generazione di console cosa ci ha dato DAVVERO? Pochi titoli hanno segnato davvero il raggiungimento di un gradino più in alto nella scala evolutiva dei videogames, essendosi in molti convinti, che “console più belle = grafica migliore”, cosa, questa, abbastanza aberrante per uno che della grafica se ne sbatte se alle spalle c’è un gameplay onerevole. Ed allora cosa accade? In un circolo vizioso e ridondante Microsoft e Sony ripropongono titoli che Nintendo aveva già proposto in tempi precedenti…”Eh, ma con la grafica migliorata gnignigni…”.

L’anima stessa del videogioco si è andata perdendo, pensateci…
VideoGioco:
Video – importante componente visiva che tuttavia i primi videogiochi non avevano ma erano belli da morire (incredibile eh?);
Gioco – devo divertirmi giocando, il gameplay deve catturarmi ed alle spalle del titolo magari devo avere una bella trama ed una storia convincente ed avvincente.
Ed invece no, non è stato cosi negli ultimi anni e da quanto si è visto fino ad ora non lo sarà nemmeno nei prossimi visto che tutti sembrano fissati con questa maledetta grafica e continuano a riproporre idee trite e ritrite senza fantasia MA CON LA GRAFICA! WOW! W LA GRAFICA!

 

TUTTO TROPPO FACILE!

Il secondo colpo basso alla MIA definizione purista di “videogiocatore” è stato dato negli anni dal sempre più progressivo ed inquietante abbassarsi del livello di difficoltàdei titoli.
Iniziare un titolo a difficoltà normale oggi non rappresenta di solito nessun livello di sfida per il videogiocatore medio e il multiplayer online ha contribuito al dilagare di questo critico abbassamento della capacità del videogiocatore. Orde di bimbi che online ammazzano altre orde di bimbi e poi non sono in grado di finire la campagna principale del gioco e quando (e se) la finiscono lo vengono a raccontare con malcelato orgoglio come se avessero fatto chissà cosa; proporrei loro (e calcolate che io non sono esattamente il massimo amante dei retrogames) di andare a completare, anzi, di andare A PROVARE a completare vecchie glorie come Castlevania o Ninja Gaiden per scoprire cosa sia la VERA difficoltà.

Persino gli sviluppatori sembrano aver capito che i videogiocatori non sono più hardcore come una volta, ma sono composti da una stragrandissima maggioranza di casual gamer che vogliono portare a termine i giochi e farlo in fretta per dare poi sfoggio del loro bellissimi “trofei”… Quindi che fanno? Come se non fosse sufficiente ridurre al minimo sindacale le aree esplorabili in un gioco al fine di limitare le possibilità che tu possa perderti ti inseriscono anche la possibilità di consultare (come nella saga di Dead Space) un sentiero luminoso che ti indica SEMPRE la strada esatta per raggiungere il prossimo obiettivo; (non vedo come tra l’altro in giochi come Dead Space ci si possa perdere, ma vabbe!) anche quei geniacci di Bethesda nel loro titolone Skyrim danno la possibilità di disporre ed usare praticamente sin DA SUBITO l’incantesimo per trovare la strada per uscire dal dungeon/caverna…

E quindi, facendo due rapidi conti, io che mi perdevo serate sane vagando come un disperato all’interno delle Rovine di Omega in Final Fantasy X, ero lo st****o di turno, giusto?

VI RICORDATE I BEI VECCHI TEMPI?

Ed allora, nuovamente, mi ritrovo a rimpiangere quei fantastici anni 90 dove superati gli anni dell’Amiga, del Nintendo, del SEGA Saturn, dei giochi gocati giusto per divertimento e non vivendoli “in prima persona”, il cambiamento della mia concezione di videogiochi era pronto a sconvolgermi la vita, e cosi, con l’avvento della PSOne, mi imbattei in un titolo che avrebbe cambiato la mia visione del mondo dei videogiochi e anche di quello reale.

Vi dico solo che ho messo le mani “per sbaglio” grazie a mio fratello su questo titolo e che l’ho completato la prima volta interamente in lingua originale (giapponese), salvo poi farlo altre 100 volte in italiano… E la prima volta che lo giocai capendo anche cosa dicessero i personaggi e facendomi un’idea concreta della trama la mia reazione fu: “ !“.

Quel simbolo, icona distintiva di un brand leggendario.
Sto ovviamente parlando di Metal Gear Solid!
Un titolo con la copertina più onesta e sincera di sempre: “TACTICAL – ESPIONAGE – ACTION”.
Cosa aveva di più da chiedere un appassionato di guerra come me all’allora “nuovo mondo dei videogiochi”?
Spero che tutti voi che state leggendo abbiate giocato a MGS ma nel disgraziato caso in cui voi non lo abbiate mai fatto ecco cosa vi siete persi:

”Mare di Bering, anno 2005. L’ex agente speciale Solid Snake della FOX-HOUND viene prelevato con la forza dalla sua casa in Alaska e messo in contatto con il colonnello Roy Campbell: dovrà svolgere una missione nel deposito di testate nucleari dell’isola di Shadow Moses. L’impianto è stato occupato da terroristi guidati dagli attuali membri dell’unità FOX-HOUND capeggiati da Liquid Snake: come Solid Snake nota in una fotografia, le sue fattezze e quelle di Liquid sono praticamente identiche. I terroristi vogliono i resti di Big Boss e chiedono un riscatto in denaro al governo degli Stati Uniti: se non l’otterranno, scaglieranno missili nucleari sul territorio americano”

Le poche righe che avete letto qui sopra sono state in grado di cambiare la visione del mondo dei videogiochi (e di conseguenza delle trame e delle storie ad essi associate) mia, e di milioni di altri videogiocatori. Da qui la storia dei videogiochi si evolve, la TRAMA dei videogiochi nasce, cresce e si sviluppa. Questi sono gli anni della nascita e della affermazione definitiva di alcune delle saghe che oggi sono ormai maggiormente maltrattate dalle loro stesse case di produzione, Resident Evil e Final Fantasy su tutte.

Sono gli anni d’oro di Syphon Filter, di Tenchu, di Dino Crisis, di Parasite Eve, di Tomb Raider, di Silent Hill, del primo MGS e dei primi tre capitoli di Resident Evil, sono anni in cui nascono, lasciandoci alle spalle le trame intriganti e concentrandoci solo sul sano divertimento che un videogioco deve riuscire a trasmettere, brand oggi ricordati con nostalgia dai videogiocatori più anziani… I primi episodi di Crash Bandicoot, Spyro The Dragon, Ape Escape… e se non la smetto questa lista non finisce più.

UN’ECATOMBE VIDEOLUDICA…

Bhe, quanti di quei titoli sopravvivono ancora pienamente ad oggi godendo di una immutata se non maggiorata gloria rispetto ad allora?
Syphon Filter è svanito, Tenchu non ha avuto fortuna, Dino Crisis gettato nell’immondizia (tnx to Capcom), su Parasite Eve è meglio che non mi esprimo riguardo lo stupro del brand che la maledetta (sempre lei, si sempre lei!!!) Square Enix ha fatto con The 3rd Birthday, Tomb Raider si è un po’ perso per strada ed anche l’ultimo capitolo non è che abbia fatto la felicità della maggioranza dei videogiocatori in quanto reboot, Silent Hill ha perso parecchio smalto rispetto ad allora e Resident Evil fa ormai ridere avendo perso tutto il carisma con l’adozione di nuove meccaniche di gioco dal quarto capitolo in poi (vi ricordiamo che il sesto capitolo è stato un buco nell’acqua di colossale epicità).

Crash, cosi come Spyro, è stato violentemente seviziato dagli sviluppatori portando due dei personaggi più amati della storia Sony a provocare disgusto ed aberrazione nei loro stessi fans…
E guarda caso l’unico gioco che a oggi, ennesima conferma ne sono stati i video gameplay recentemente pubblicati da papà Kojima ed accolti con tanta gioia che manco la nuova venuta del Messia, è proprio il quinto capitolo di quella storica saga che con il suo arrivo su PSX nel lontano 1998 ha rivoluzionato per sempre il mio modo di approcciarmi ai videogiochi.

Gli anni 90, videoludicamente parlando sono stati eccezionali, quindi mi chiedo io, come si può parlare di rivoluzione ed innovazione nel mondo dei videogiochi se non la smettono di propinare FPS o in generale idee trite e ritrite???? Dove sono le trame complesse ed articolate??? Dove sono i protagonisti tormentati di dubbi, la possibilità di scelta del giocatore, quel vivere una sorta di film immedesimandosi nei protagonisti e vivendo i loro stati emotivi? Nel corso dell’ultimo decennio trame complesse ed articolate, storie davvero avvincenti ed intriganti non sono proprio state l’obiettivo prefissato dagli sviluppatori che hanno sempre preferito fare le solite commercialate, che tanto si sa, i maledetti bimbiminkia le comprano sempre e non venitemi a dire che non è vero perché basta guardare i dati di vendita di COD: Ghost per capirlo, un gioco per il quale, maledetti voi che lo comprate, gli sviluppatori non si sono NEMMENO LONTANAMENTE IMPEGNATI nel realizzare un finale nuovo, facendo semplicemente un “copia+incolla” del finale di Modern Warfare 2. E proprio Modern Warfare 2 è L’ULTIMO titolo della saga di COD che considero degno di portare tale nome, giocabilità ottima, livello di sfida eccellente ed una trama degna di un colossal hollywoodiano… Tutto ciò che è stato lanciato sul mercato, si si, proprio lanciato, cosi, come gettare pane alle anatre, tanto per farlo insomma, è stata semplicemente FUFFA, nulla totale.

POCHE, TROPPE POCHE SODDISFAZIONI

Grafica e comparto multiplayer sono la rovina del divertimento videoludico, nessuno mai potrà togliermi dalla testa questa ferma convinzione.
Gli unici due giochi, e parlo di titoli PS3 visto che della PS2 non mi sovviene praticamente nulla di particolarmente eccezionale avendo speso gran parte del mio tempo su PES e Medal of Honor, che sono riusciti a provocarmi turbamenti emotivi sono stati Heavy Rain (e spero di aver tempo per poter presto giocare a Beyond Two Souls) e Spec Ops The Line.
Il primo è una sorta di film interattivo dotato di molteplici finali in cui la scelta del giocatore è sempre il fulcro attorno al quale ruotano le meccaniche di gioco, permettendovi in questa maniera di immedesimarvi nella migliore delle maniere nei personaggi che vivono la storia e vivendo le loro emozioni poter goder del 100% di quello che questo meraviglioso titolo ha da offrire.

Il secondo è un titolo nel quale mi sono imbattuto un po’ per caso grazie all’offerta del Playstation Plus di qualche mese fa. Il gioco, uno sparatutto in terza persona con una minima componente tattica, seppure tecnicamente non eccelso, ha qualcosa impossibile da trovare in altri titoli: una trama con gli attributi. Un film interattivo che mostrerà l’altro lato dell’essere soldati, le remore e le incertezze sul fare e non fare la cosa giusta. Noi di Gamempire abbiamo già ampiamente approfondito i temi relativi a questo titolo ed alle componenti ad esso associate e vi rimando dunque all’articolo che trovate qui (una lettura che vale davvero la pena di fare).

Riflettete gente, a conti fatti oggi siamo eccessivamente pieni di rimasterizzazioni in HD di vecchie glorie del passato e di indie games, se questo è il massimo che il mercato può offrire, fatta eccezione per qualche titolo bello, ma bello davvero, che salta fuori di tanto in tanto, mi sa che questa tanto millantata rivoluzione/evoluzione del mondo dei videogiochi è bella che finita prima ancora d’essere iniziata!