Tra le anteprime mostrate in Milan Games Week 2018, Bandai Namco ha puntato molto su quelle con i personaggi di Manga e videogiochi. Abbiamo visto come Jump Force provi a candidarsi tra i migliori picchiaduro del prossimo anno. In quanto alle saghe sui protagonisti dei Manga invece, la casa giapponese sembra voler porre molta attenzione a One Piece World Seeker, che ovviamente abbiamo provato in fiera.

Combattimenti a stazione

Durante la prova abbiamo potuto affrontare un livello nel quale c’era da scalare una montagna con diverse zone aperte ed una boss fight finale. La prima cosa che salta all’occhio è la libertà di movimento che si ha con il protagonista. La zona della missione era caratterizzata da diversi alberi che potevano essere utilizzati come punti di lancio per avanzare più velocemente.

Sul percorso da seguire abbiamo incontrato dei nemici da affrontare, ma li abbiamo trovati sempre in gruppi, mai soli. Se uno di loro ci avvistava automaticamente venivamo attaccati da tutti i membri del gruppo. I nemici incontrati erano di diverso tipo: cecchini, guerrieri o semplicemente giganti che attaccavano usando i pugni. Abbiamo trovato noioso il fatto di dover combattere a scaglioni, per poi avanzare e trovare nuovamente un gruppo di nemici. Sarebbe stato più interessante incontrare nemici lungo tutto il percorso, giusto per rendere le cose più avvincenti.


Il sistema di combattimento di One Piece World Seeker è simile a molti altri giochi di questo tipo. Cappello di paglia può combattere con classici colpi diretti per poi concludere con una combo, colpi dalla distanza attraverso un sistema di mira e mosse speciali che possono essere utilizzate solo dopo aver caricato la classica barra dell’adrenalina. Comandi semplici da capire ed eseguire. La telecamera durante i combattimenti tende spesso a perdere i nemici, un sistema di aggancio sul bersaglio aiuterebbe molto.

L’intelligenza artificiale dei nemici è discordante: quelli semplici sembrano essere dotati di un’IA davvero buona, mentre i nemici più grandi (e soprattutto il boss finale) hanno un comparto di mosse limitato ed è stato facile sconfiggerli dopo aver imparato i movimenti. In sostanza però a combattere non ci si annoia, è tutto molto rapido, semplice ed efficace.

Il comparto tecnico che serviva

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, One Piece World Seeker non si discosta minimamente dalla versione televisiva. I personaggi sembrano essere riprodotti fedelmente, ognuno con le proprie caratteristiche, sia esteticamente che per i movimenti, comprese le loro mosse. Stesso discorso può essere fatto sull’ambientazione, realizzata con molta cura ed in grado di restituire ai fan ciò che hanno ammirato nella serie cartoonesca.

L’avventura è accompagnata da una colonna sonora che varia a seconda della situazione nella quale ci si trova. Ottimi i suoni realizzati per gli effetti dei colpi, che rendono perfettamente l’idea del tipo di colpi che si stanno effettuando, comprese le armi da fuoco. Non abbiamo potuto ascoltare granché del doppiaggio a causa della confusione in fiera, quindi su questo aspetto non possiamo esprimerci.

Possiamo però dire con certezza che il comparto tecnico centra in pieno ciò che vorrebbe vedere e sentire un appassionato della saga. Tutto è realizzato con cura ed i suoni si amalgamano perfettamente con le varie situazioni che si andranno a creare nel corso del gioco. Il comparto tecnico è sicuramente uno dei punti di forza di One Piece World Seeker.


In conclusione, il titolo ci ha soddisfatto, anche se qualche nemico in più per eliminare le parti morte avrebbe aiutato. Il sistema di combattimento è semplice, ma adatto al tipo di gioco nonostante il difetto della telecamera, mentre il comparto tecnico centra perfettamente l’obiettivo. Informazioni sulla storia le scopriremo con l’avvicinarsi dell’uscita, ma a primo impatto, One Piece World Seeker sembra possa dire la sua e dare grandi soddisfazioni ai fan.

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