La (ri)nascita degli assassini

Parlare di Assassin’s Creed non è mai facile e la questione va presa con le giuste molle, ma, se negli scorsi anni ci si poteva lamentare di una eccessiva velocità di sviluppo da parte di Ubisoft che sembrava divenire sempre più arida di idee e avara di soldi, con titoli a cadenza annuale e addirittura due nel 2014, questa volta le cose sembrano proprio essere state fatte a dovere.

A distanza di due anni dall’uscita di Assassin’s Creed Syndicate, buon titolo dopo il disastroso Assassin’s Creed Unity, che però non era riuscito a togliersi di dosso la sensazione di già visto e troppo poco innovativo, Ubisoft ha finalmente condiviso con gli utenti quello che pare essere, a tutti gli effetti, il punto di rinascita per la serie, una nuova versione del punto di svolta che fu, a suo tempo, il buon Ezio Auditore con le sue vicende.

La storia

Dell’eterna lotta tra Templari ed Assassini la narrazione sarà questa volta arida, così come della classica alternanza tra i ricordi dell’Animus e i tempi moderni; fatta eccezione per qualche scena non troppo ben contestualizzata a livello di trama al di fuori dell’Animus, la nostra avventura sarà strettamente legata a Bayek, medjay al servizio del popolo egiziano, che porta avanti la sua lotta per la libertà contro una cabala segreta che invece vuole il controllo attraverso l’imposizione di un ordine specifico. Come vedete non si parla di Assassini e Templari, siamo ben lontani dai tempi delle vicende di Altair che ci hanno fatto conoscere questa lotta millenaria, ma il succo della vicenda da lì troppo lontano non va.

Il tutto ambientato in un vastissimo Egitto che nel 49 a.C. inizia a fare i conti con le prime influenze dell’impero romano e che appare scisso in una lotta intestina tra Cleopatra e il fratello Tolomeo. Su questo sfondo avranno sviluppo le trame della nostra storia, quella di Bayek, un guerriero che appare più dedito alla vendetta personale e agli istinti primari rispetto alle apparenze dei precedenti protagonisti della saga e della sua fedele compagna di vita, Aya (probabilmente uno dei personaggi meglio riusciti di sempre). A conti fatti la trama del gioco è di ottima fattura e invoglia a proseguirla senza mai stufarsi e senza ricadere nella ridondanza di episodi passati o momenti di stanca.

Cosa è cambiato in Assassin’s Creed Origins?

L’approccio al gioco, divenuto quasi un RPG open world, all’inizio potrebbe non poco spiazzare i più accaniti fan della serie (meno chi ha giocato altri titolo del genere). Tuttavia, dopo dei primi momenti di confusione per dinamiche di gioco e controlli, imparerete in fretta come muovervi tra le dune del deserto. Ubisoft lascia piena libertà al giocatore circa lo sviluppo della sua storia, con una trama principale attorno alla quale si ramificano tantissime quest secondarie assai differenti tra loro, ben realizzate e, quindi, piacevoli da giocare.

Se da un lato sarete liberi di andare dove vi pare e fare ciò che più vi aggrada, c’è da dire che da buon GDR ogni nemici avrà livelli e punti salute che farete bene a tenere in alta considerazione prima di gettarvi nella mischia in una lotta selvaggia, prima di prendere di mira un forte nemico, prima di… Bhe, prima di ogni cosa, fate bene attenzione al livello di nemici umani e non che vi stanno attorno per evitare di essere seccati in un colpo solo. Ho detto umani e non perché tra le dune del deserto e nelle zone paludose nelle quali ci capiterà di muoverci, potremmo imbatterci tanto in animali non aggressivi che potremo liberamente cacciare per ottenere pelli o altre “cianfrusaglie” da rivendere al commerciante di turno, quanto in predatori come coccodrilli, tigri, leoni, iene, ma anche in ippopotami e uccellacci del malaugurio. Tutto farà brodo per l’acquisizione di punti esperienza e di materiali per il potenziamento della “armatura” del nostro eroe.

Come già detto, le quest secondarie sono un ottimo modo per acquisire esperienza, ma anche esplorare liberamente il mondo a nostra disposizione, scoprire luoghi nuovi, che siano città, oasi, rifugi o tane di animali pericolosi, o sincronizzarci negli specifici punti con il simbolo dell’aquila che ci serviranno anche come riferimenti per i viaggi rapidi da un punto all’altro della mappa (ovviamente non potevano mancare) porteranno XP che ci faranno aumentare di livello e ci garantiranno, per ogni nuovo livello raggiunto, un punto da spendere in un apposito albero dedicato alle abilità di Bayek. Suddetto albero avrà fondamentalmente tre rami: “Veggente” relativo alle abilità che possono considerarsi stealth, “Cacciatore” dedicato alle abilità con l’arco e, in generale, al combattimento dalla distanza e “Guerriero” che, come facile intuire, sarà relativo al combattimento corpo a corpo del nostro protagonista. Piena libertà di scelta delle abilità che vorrete ottenere prima di altre, così come piena libertà di scelta la avrete nell’approccio alle missioni.

Ogni volta che vi avvicinerete a una specifica zona “calda” potrete sfruttare la vostra fidata aquila Senu per volare sulle teste dei nemici e registrare la loro posizione o quella di altri eventuali punti di interesse (come tesori o materie prime). Un marcatore interessante e comodo, dato che le aree sono molto vaste e riuscire a fare tutto in silenzio senza un prezioso aiuto dall’altro sarebbe probabilmente stato troppo difficile.

Con la posizione dei nemici e dei punti di interesse bene a mente sarà possibile elaborare strategie di attacco sempre differenti e varie, anche grazie alla varietà del vostro arsenale, portando a regalare sempre il piacere di giocare le varie quest, primarie o secondarie che siano.

L’esplorazione rappresenta inoltre un punto importante in AC Origins, che sia a piedi, a dorso di cammello, in sella a un fulmineo destriero o grazie a una (inverosimilmente) velocissima imbarcazione poco importa, con tantissime zone da scoprire e tesori da ottenere (al di là della bellezza intrinseca che certi spicchi di deserto o visioni della città sapranno regalarvi nel corso dell’avventura) alla ricerca di questo o quel pezzo utili a potenziare finalmente i pezzi della vostra armatura o a caccia di un’arma che possa davvero fare la differenza, o perché no, anche di una cospicua somma da spendere nei mercanti delle varie città tra cavalcature, abiti più o meno elaborati e armi di attacco e difesa. Andate ed esplorate!

Com’è cambiato il sistema di combattimento?

Con un approccio di gioco così cambiato e fortemente orientato al GDR open world, con tantissime tipologie di armi a corto/medio/lungo raggio e pezzi di armatura da potenziare, tenere il vecchio combat system non sarebbe stata una scelta azzeccata e così anche qui Ubisoft a mescolato le carte, sfoderando un sistema di combattimento “classico” per il genere, se vogliamo, ma totalmente innovativo per la saga di Assassin’s Creed. Colpi normali, colpi potenti e caricati, scudo, schivate, parate e una barra dell’adrenalina che una volta riempita ci permetterà di eseguire un “ultra” attacco (anch’esso potenziabile dall’apposito albero di abilità) sono solo alcuni degli elementi che rendono totalmente nuovo l’approccio al combattimento in questo nuovo capitolo della saga.

La barra salute del nemico e, come sempre, il livello sono due elementi che farete bene a tenere sempre a mente prima di lanciarvi in uno scontro, onde non incorrere in continue morti ripetute.

Cercate scontri equi, nemici troppo distanti dal vostro attuale livello calpesteranno il vostro eroe e la vostra dignità di videogiocatore senza troppi patemi, nemici di livello troppo basso non vi daranno nessuna soddisfazione in combattimento finendo al tappeto con estrema facilità.

Tutto bello in questo Assassin’s Creed Origins?

Nì. Perché se dal lato del gameplay questo nuovo Assassin’s Creed si difende alla grande e va all’attacco di tutta la concorrenza, dal lato tecnico scopre un po’ il fianco (noi abbiamo provato la versione PS4) ai colpi dell’età di un motore grafico non nuovissimo, con animazioni facciali non perfette, qualche evitabile compenetrazione e qualche movimento eccessivamente poco fluido. Bayek si muove nello spazio in maniera nettamente migliore di quanto facessero i precedenti protagonisti della serie, ma anche qui, nonostante tutto, magari si poteva fare ancora meglio.

Meglio invece non si poteva dal punto di vista audio, con suoni e musiche splendide e con un fantastico doppiaggio interamente in lingua italiana che, una volta scaricato come add-on dallo store al primo avvio del gioco in quanto non presente su disco, farà la gioia delle vostre orecchie. Sotto questo aspetto mamma Ubisoft non si smentisce mai.