FANTASMI, DEMONI, OMICIDI… E NOI.

Murdered Soul Suspect è un gioco atipico, ma non per questo non merita di essere giocato a fondo.
La nostra avventura, presentata da una intro di tutto rispetto, inizia con la nostra morte e toccherà a noi, Ronan O’Connor, investigatore dal passato burrascoso segnato da scazzottate, galera ed anche qualche coltellata, scoprire chi, ma soprattutto perché ci abbia fatto fuori. Svegliarci dopo che ci hanno defenestrato e scoprire il nostro corpo esanime sull’asfalto sarà un po’ traumatico e le prime fasi di gioco, cosi come le reazioni del protagonista, renderanno l’idea di quella che sarà l’atmosfera di questa nuova avventura firmata Square Enix. Una volta rassegnato al suo destino Ronan inizierà le sue indagini nel regno di mezzo tra i vivi ed i morti, la “Penombra”.
Il gioco può essere definito come un mix di tipologie di gioco, si andrà dalle fasi esplorative ed investigative a quelle un po’ più action(ma non troppo) e stealth che ci vedranno impegnati a cacciare demoni. La Penombra infatti è popolata da “fantasmi”, gente intrappolata in questo limbo fin tanto che non avrà adempiuto specifici compiti e risolto questioni in sospeso, ma anche da demoni, anime perdute il cui unico scopo è quello di dare la caccia e nutrirsi delle anime pure intrappolate nella Penombra.

Le prime fasi di gioco ci permetteranno di prendere confidenza con le nostre nuove abilità di fantasma, il “nuovo” Ronan infatti sarà capace di impossessarsi dei corpi altrui, leggere la loro mente ed influenzare eventuali comportamenti e reazioni estemporanee; oltre, ovviamente, ad attraversare muri ed oggetti come se nulla fosse, a patto che essi non siano segnati da una particolare aura blu che li renderà “solidi” al nostro contatto e quindi impenetrabili. Oltre alle meccaniche di gioco principali all’interno del gioco ci saranno numerosi obiettivi secondari legati alle altre anime intrappolate nella Penombra ed alle loro vicende, alla sotria della cittadina di Salem cosi come relativi alle storie personali degli altri personaggi più importanti del titolo; le fasi di gioco legate a queste “anime secondarie” sono tuttavia prive di mordente e difficilmente vi distrarranno dal portare avanti la trama principale del titolo data la scarsa caratterizzazione dei pg secondari. Inoltre l’elenco degli obiettivi secondari e dei vari oggetti collezionabili reperibili nel gioco è piuttosto povero e comunque abbastanza facile da completare, il che rende Murdered un titolo adatto a chi è a caccia di un trofeo platino facile. All’interno del gioco, inoltre, il nostro protagonista potrà contare sull’aiuto di Joy, testimone del nostro assassinio, ponte di comunicazione per Ronan col mondo dei vivi in quanto dotata dell’abilità di vedere all’interno della Penombra e parlare con i fantasmi, una capacità ereditata dalla madre.

CIÒ CHE POTEVA ESSERE… E NON È STATO.

Tecnicamente il gioco forse soffre la scelta di una doppia uscita su old e next gen, in quanto la grafica, seppur assai piacevole, non è quanto ci si aspetta da un titolo next gen firmato da chi della grafica ha sempre fatto un vanto come Square Enix. Sorvolando sulla mera grafica, l’impatto visivo del titolo è piacevole ed assai evocativo di quello che è l’ambiente di gioco, con una Salem (la città in cui si svolgono gli eventi) molto ben realizzata e caratterizzata da un passato segnato da eventi legati al mondo del paranormale, della caccia alla streghe e dell’isteria di massa.
Per quanto concerne il comparto audio c’è solo da parlarne bene, con un doppiaggio interamente in italiano davvero ben realizzato e piacevole da ascoltare che vi permetterà tranquillamente di fare a meno dei sottotitoli; discorso analogo per quello che riguarda gli effetti sonori sempre azzeccati e perfettamente adatti a rendere perfetta l’atmosfera di gioco.
A livello di gameplay l’analisi può risultare incline a gusti personali. Se cercate un gioco dai ritmi incalzanti e dal gameplay accattivante e stimolante, forse questo titolo firmato Square Enix vi farà storcere il naso visto che la nostra avventura nel limbo della Penombra alla ricerca del nostro assassino sarà più vicina ad una narrazione da thriller giallo. Il gioco infatti scivola via in maniera piacevole per chi, come chi scrive, apprezza le storie videoludiche raccontate in chiave filmografica. Giusto per essere più chiari, se pensate che dove ci siano demoni e fantasmi ci sia un gameplay in stile DMC o Bayonetta siete fuori strada, in quanto possiamo dire che Murdered si avvicina più ad un gameplay ragionato in stile LA Noire con un’avventura della quale sarete a volte solo spettatori in stile Heavy Rain o Beyond. La trama del titolo, tuttavia, è di ottima fattura e se entrerete al meglio nella mentalità del gioco vi catturerà in maniera completa. Alle fasi narrative ed investigative si alterneranno delle fasi in cui, in determinate aree, saremo costretti ad adottare un approccio stealth per sgattaiolare alle spalle dei demoni che infestano specifiche aree, sfruttando i nascondigli che vi garantiranno i residuati d’altre anime sparsi qua e la nelle aree di gioco, per poi, una volta alle loro spalle, eliminarli con dei semplici QTE. Nulla di troppo impegnativo, in fin dei conti, ma che comunque determinata una virata dal classico gameplay di questo titolo. Proprio in queste fasi però, complice anche la nostra abilità di attraversare le pareti delle aree di gioco, ci troveremo più spesso di quanto vorremmo a fare i conti con telecamere ballerine che ci metteranno di fronte inquadrature assai tediose.

Gli sviluppatori hanno sacrificato il gameplay a favore della trama, con puzzle in fin dei conti troppo semplici e fasi investigative facilmente risolvibili con un minimo di acume. Ed in ogni caso, anche qualora non foste dei geni, il provare a risolvere il caso e fallire non determinerà nulla di grave (a parte l’abbassamento del voto finale) a livello di gameplay, “regalandovi” cosi la possibilità di continuare a provare e riprovare varie combinazioni per la risoluzione del caso manco foste alla “Ruota della Fortuna”.
Per quanto riguarda trama e narrazione il lavoro di Square Enix nel raccontare l’avventura post morte di Ronan O’Connor, detective al momento della morte, ma con un passato da galeotto, a caccia del killer della campana, un assassino seriale che uccide giovani donne lasciando sulla scena del crimine segni riconducibili ai tempi della caccia alla streghe, è pregevole. Il giocatore man mano che la sua indagine progredirà si avvicinerà sempre più alla verità, garantendo al videogiocatore di apprendere, nel frattempo, dettagli sul passato del protagonista che sicuramente hanno contribuito a renderlo ciò che è diventato (e che non vi anticipiamo perché siamo buoni).
La longevità del gioco, nel caso in cui non vi perdiate a gironzolare qua e la cercando di trovare tutti gli “indizi” e di risolvere tutti i “casi secondari” si assesta sulle 5-6 ore circa che possono diventare più o meno una decina se siete dei collezionisti incalliti di obiettivi secondari o siate a caccia di tutti i trofei de gioco. Purtroppo la rigiocabilità del titolo è nulla, muovendosi, la trama, su binari prestabiliti privi di bivi o finali alternativi, il che porta la nuova produzione di SE ad essere messa facilmente a prendere polvere una volta finita.

COMMENTO DELL’AUTORE

Murdered: Soul Suspect si era proposto come un ottimo gioco dotato di un gameplay innovativo ed una trama interessante. A conti fatti però il gioco risulta interamente focalizzato sulla trama. Sarà infatti quest’ultima, piuttosto che il gameplay in se, che vi spingerà a portare avanti l’avventura del detective O’Connor e le sue indagini fino al finale apice della storia. Il titolo è un buon titolo, ma non affine a tutti i palati videoludici.

No Lo sconsigliamo a tutti!

Recensione Breve