Le conclusioni dell'impero (Recensione Breve)

Recensione Integrale

Dopo le uscite primaverili sulle principali piattaforme desktop, 10tons Ltd ha deciso di portare l’oscuro e distopico futuro di Neon Chrome anche su PlayStation Vita, affidando ai piccoli stick analogici della portatile Sony buona parte delle meccaniche del titolo.

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Ritorno al passato con ambientazione futuristica

Sono numerosi i twin stick shooter che abbiamo visto nascere negli ultimi anni, principalmente in ambiente indie. Allo stesso tempo, il successo dei vari titoli From Software ha dato nuova linfa al genere dei roguelike che da tempo era stato accantonato in nome della semplificazione finalizzata alla maggiore diffusione del medium videoludico.

Per chi si fosse perso le versioni già uscite nelle altre piattaforme, possiamo dire che 10tons Ltd è riuscita con successo a fondere questi due generi non propriamente alla portata di tutti, facendone risultare un titolo divertente e dotato di un buon gameplay.

La trama appena accennata, racconta di un futuro Orwelliano in cui il presidente di una mega corporazione domina il mondo dall’alto del suo palazzo. Il protagonista non è nient’altro che un anonimo hacker che, tramite collegamento neuronale può svegliare dalla criogenia un cyborg e controllarlo da remoto per tentare la scalata del palazzo un piano alla volta e qui affrontare soldati e sistemi di sicurezza.

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Morto un cyborg se ne fa un altro

Da buon roguelike morire diventerà presto una consuetudine spesso fastidiosa quanto fondamentale per aumentare di livello e rimpinguare il nostro equipaggiamento. Una volta che il nostro cyborg verrà infatti abbattuto, sarà possibile svegliarne altri con nomi, classi e caratteristiche generati randomicamente, scegliendo quello che preferiamo fra i tre che ci verranno proposti (chi ha avuto la fortuna di giocare all’ottimo Rogue Legacy, troverà queste meccaniche estremamente familiari).

Tutto il loot accumulato dal precedente cyborg resterà in nostro possesso in modo da poter potenziare i parametri degli androidi che verranno dopo e dotarli di equipaggiamento più sofisticato.

Le classi dei vari cyborg sono piuttosto diverse, così come diverso sarà l’approccio da mantenere in base a quella che sceglieremo. Il corporate soldier per esempio è il classico soldato corazzato tutto forza bruta e armi pesanti. L’assassino invece è dotato di minore forza ma ha la peculiarità di poter rendersi invisibile agli occhi dei nemici e quindi coglierli di sorpresa. L’hacker è in grado di aprire porte e scrigni segreti che altrimenti resterebbero chiusi, ed è sempre accompagnato da un robottino che ci aiuterà a far fuoco sui nemici. Il techie non è particolarmente veloce né forte, ma è equipaggiato di uno scudo energetico che gli permette di assorbire diversi colpi, rendendoci entro un certo limite completamente immuni. Infine il cyber psyco è piuttosto forte nel combattimento corpo a corpo e permette di scegliere ed equipaggiare più potenziamenti degli altri.

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Architettura randomica

Il palazzo della corporazione presenta trenta piani generati proceduralmente in cui attraverseremo soprattutto uffici e laboratori popolati da guardie, torrette di sicurezza e robot di vario genere. L’intelligenza artificiale è praticamente inesistente, si possono infatti uccidere nemici uno dopo l’altro senza che a nessuno di essi dimostri il minimo approccio tattico, continuando inesorabilmente ad avanzare verso di noi e la nostra arma.

La situazione rischia di diventare seriamente pericolosa soprattutto in caso di estrema superiorità numerica, ovvero quando non si riescono a falciare più nemici di quanti non ne arrivino. I livelli in cui ci attendono i boss sono gli unici ad avere una architettura non procedurale, e sono posizionati in piani sempre più distanti fra loro man mano che ci si avvicina alla sommità del palazzo. I boss si presentano ben realizzati e sono in grado di offrire un buon livello di sfida. Subito dopo averne battuto uno, si sbloccherà un ascensore che ci permetterà di raggiungere il piano immediatamente successivo direttamente dalle celle criogeniche in cui prendiamo il controllo dei cyborg, in modo da non dover ricominciare tutto da capo una volta che si morirà.

Purtroppo gli stick analogici di PlayStation Vita non offrono la precisione che un titolo come questo meriterebbe, soprattutto per quanto riguarda il puntamento e la mira. Anche il piccolo schermo della portatile purtroppo, ci farà spesso rimpiangere di non avere una maggiore visibilità sull’asse verticale.

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Ottimizzazione: questa sconosciuta

Per quanto riguarda il lato artistico si può dire che abbiamo avuto uno strano senso di déjà-vu, salire piano dopo piano questo immenso palazzo ci ha ricordato tantissimo la scalata del palazzo della Shin-Ra di Final Fantasy VII e purtroppo, per alcuni aspetti il titolo sembra davvero rimasto a quel livello tecnologico. I modelli poligonali, le animazioni e il sonoro dei soldati sono infatti decisamente di bassa qualità. Stessa cosa invece non di può dire per i nemici robotici che appaiono sì semplici ma non anacronistici.

Purtroppo, la versione PlayStation Vita è affetta da diversi cali di frame rate che si presentano decisamente troppo spesso soprattutto in presenza di esplosioni, cosa completamente inaccettabile a fronte di un livello tecnico non certo al passo coi tempi. La già troppo sottovalutata PlayStation Vita è in grado di fare decisamente di meglio. Inoltre i caricamenti sono spesso davvero troppo lunghi, basti pensare che durante il caricamento iniziale, prima che venga mostrato il menu principale è necessario toccare lo schermo almeno una volta o si rischia che la console vada in stand by.

La realizzazione dei livelli è molto buona, ogni partita riesce sempre ad essere diversa dalle altre e a presentare continuamente delle mappe di buona fattura. La colonna sonora è composta da alcuni brani di ottima qualità creati al sintetizzatore, che riescono ad immergere il giocatore nell’ottima atmosfera cyberpunk offerta dal titolo. Purtroppo la stessa qualità non viene mantenuta dal comparto sonoro, che risulta di qualità piuttosto altalenante, arrivando purtroppo a livelli decisamente pessimi per quanto riguarda le già citate guardie.

Anche la qualità delle texture è abbastanza variabile, sebbene non si raggiunga mai chissà quale livello di dettaglio, le ambientazioni si presentano comunque spesso ben definite, a parte purtroppo sporadici ed evidenti elementi come le casse e le armi.

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Conclusioni

Neon Chrome si presenta come un titolo veloce, divertente ed in grado di intrattenere ed appassionare per ore gli amanti delle sfide, purché disposti a soprassedere su una realizzazione tecnica molto semplice e a tratti anacronistica. Purtroppo la versione portatile gode di poca precisione negli stick analogici ed alcuni problemi tecnici quali cali di framerate e caricamenti spesso troppo lunghi.

Per questo motivo è davvero difficile consigliare la versione PlayStation Vita a chi non ha la necessità di giocare in mobilità. Chi invece fosse in possesso di PlayStation 4, Xbox One o di un PC anche antiquato, punti senza remore alla versione della propria piattaforma di riferimento.

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