Tanti sono gli astri vari che costellano del genere GdR il cielo di 3DS. Molti di questi si spengono nell’abbaglio di un baleno, altri resistono fiochi per qualche tempo fino a sbiadire con il passare dei mesi. Ci sono però anche corpi celesti più grandi e luminosi che lasciano stupefatti gli utenti della portatile di Nintendo a ogni occhiata lanciata verso di loro.
Stella Glow, l’ultima fatica di Imageepoch (creatrice tra le altre della serie Luminous Arc) distribuita da Atlus e in arrivo il 18 Marzo 2016, ha le carte in regola per diventare anch’essa una piccola stella da ammirare nel cielo di 3DS. Vediamo dove è luminoso e quali sono le sue zone d’ombra.

LE STREGHE CANTERINE BANDITE

A farci da alter ego sarà Alto, un abile spadaccino del villaggio di Mithra, che si ritrova assoldato insieme alla sua amica Lisette in una speciale divisione del regno di Regnant, nel quale la musica è bandita, per una missione segreta: rintracciare le streghe, le uniche del regno a poter cantare, e salvare così il mondo da Hilda, la strega della distruzione, che sta cristallizzando il mondo. Il nucleo dell’avventura sarà Lambert, la capitale del regno, che fungerà anche da HUB per l’avventura.

Parte da qui la storia di Stella Glow che si addentra in tematiche varie e un po’ convenzionali tutte raccontate con lo stile ironico, ma anche commovente, degli anime giapponesi. Stile nipponico che tuttavia è comunque spezzato da una ambientazione e da personaggi non eccessivamente eccentrici e facilmente assimilabili anche dal pubblico occidentale.
Evitando di addentrarci oltre nella trama vi diciamo che nelle prime battute la stessa si inceppa più volte in cutscene lunghe e poco movimentate, complice un sistema di dialoghi con sprite (poco) animati e con scarsa interazione. Un rallentamento che si diluisce con la progressione della trama che si fa più avvincente man mano che si va avanti, ma che, in ogni caso, porta spesso a saltare i dialoghi soprattutto dopo le battaglie più importanti. Evitare le scene di intermezzo accadrà spesso, finché non entrerà in gioco l’obbligo di rispondere ad alcune domande per aumentare l’affinità con i personaggi.

La storia è piacevole e non manca di colpi di scena, ma alcune situazioni proposte sono spesso trite e ritrite e poco originali. In più, nonostante il gioco sia doppiato in lingua inglese, i dialoghi risultano comprensibili e piacevoli. Peccato che esso non sia sempre presente, costringendo a percorrere alcuni passaggi leggendo semplicemente. Il che è un po’ fastidioso .

UN MONDO UN PO’ 3D, UN PO’ 2D

Ma non di sola storia vive il viodegiocatore, ma anche di immagini. Sotto il profilo grafico Stella Glow mette in campo tutti i suoi astri. Un level design delle arene di combattimento variegato, ricco di dettagli e complesso, grazie alla elevata presenza di oggetti di scenario che in molti casi non solo sono esteticamente gradevoli, ma che risultano anche tatticamente ben piazzati per rendere più ostica la sfida. Il gioco ci presenta scenari di battaglia tridimensionali che sono essi stessi protagonisti principali dell’avventura più che i mostri che li abitano. Non si parla solo di rocce e alberi, ma di passerelle, mulini e cascate che rendono ogni ambiente di gioco un piacere per gli occhi e un ricordo per la mente.

Ma il colpo d’occhio più efficace lo danno i modelli dei personaggi. Molto spesso siamo abituati a vedere dettagliate figure bidimensionali disegnate finire per somigliare, nelle fasi di gameplay, a delle storpie bamboline solo abbozzate. Con Stella Glow invece la trasposizione da sprite a figura tridimensionale si presenta accurata e gradevole, con un più che ottimo livello di dettaglio.

Ovviamente tutto questo non compare dappertutto. Infatti nelle fasi di passaggio da una battaglia a un’altra, nelle cut scene e nella città/HUB di partenza le ambientazioni sono bidimensionali e relegate a pregevoli ma piatti disegni di sfondo. Un neo trascurabile visto che sono fasi che salteremo senza troppi rimpianti.
Nemmeno l’effetto 3D della portatile di Nintendo cambia il risultato finale. Attivarlo aumenta leggermente la profondità di campo anche delle immagini in due dimensioni, ma non da la piacevolezza che si può riscontrare in titolo come Bravely Second. Tenerlo disattivato non sarà un sacrilegio e la batteria del 3DS vi ringrazierà.

Ci sono piaciute anche le musiche, semplici e ben orchestrate; un po’ meno il doppiaggio in inglese che, come già detto, non è presente in tutte le scene di intermezzo e se ne sente spesso la mancanza. Insomma o lo si metteva dappertutto o non lo si metteva per niente. Così è un abbozzo.

UN LAVORETTO QUA, UNA MISSIONE LA’

Il gameplay si divide in due fasi più o meno cicliche. Ci saranno fasi di tempo libero e fasi di missione. Nelle fasi di tempo libero si potranno usare i “free time” a nostra disposizione (tre a ogni fase di tempo libero) per eseguire le seguenti azioni: esplorare il mondo, fare un lavoretto in città, approfondire la conoscenza dei propri compagni ed effettuare il“tuning con le streghe” (argomento che approfondiremo tra poco).

Tutte queste azioni si riducono a un semplice attivare l’azione e aspettarne il risultato, che si esaurisce in automatico senza interazione. Dei passaggi sterili utili solo a ottenere oggetti o denaro o a far acquistare abilità speciali alle streghe e agli altri compagni. Ci si poteva aspettare almeno un minigioco in queste fasi di gestione. In questo frangente, infatti, l’unica variabile è in quali azioni (anche più volte nella stessa) spendere i propri “gettoni” di tempo libero.
L’altra fase del gameplay sono i Mission Time, la vera anima e il vero cuore pulsante del gioco. Qui potremmo raggiungere direttamente la missione principale oppure livellare il nostro party in alcune missioni secondarie sparse per la mappa del regno. Attivare una battaglia significa entrare in uno degli scenari tridimensionali già citati diviso in caselle sulle quali i personaggi dovranno muoversi per ingaggiare lo scontro.

Il gameplay di Stella Glow ricorda per molti versi quello di Final Fantasy Tactics e quello di Fire Emblem. Dal primo sembra aver preso spunto per la tridimensionalità della mappa e per il sistema di efficacia degli attacchi in relazione alla posizione dalla quale si colpisce (gli attacchi da dietro causano più danni e hanno una probabilità di riuscita maggiore), mentre dal secondo il team Imogeepoch sembra aver preso le idee cut scene dell’effetto degli attacchi.
Sta di fatto che, se nelle prime battute il gioco sembra molto, forse troppo, familiare, sulle lunghe distanze entreranno in gioco molti altri fattori (i poteri delle varie streghe, le abilità che si sbloccano, etc) che renderanno il livello di sfida sempre più alto e appagante. Muovere un personaggio sulla scacchiera di gioco sarà motivo di più di una riflessione e costringerà a cambi di strategia frequenti e continui ripiegamenti per recuperare energia. Soddisfare i requisiti di vittoria principali sarà facile. Ben più arduo invece riuscire a soddisfare quelle secondarie che fanno ottenere i premi più rari.

TUNING E MULTIPLAYER

Ma il nodo centrale del gioco è il “Tune” (l’accordatura) con le streghe. Alto, il protagonista, dovrà infatti accordare la propria anima con quella delle streghe per risvegliare in loro i poteri sopiti poter condurre in battaglia le fattucchiere al fine di far cantare loro le canzoni magiche con gli effetti più devastanti e vantaggiosi. Un passaggio difficile da spiegare a parole, ma che giocando dopo poco tempo sarà più chiaro e soprattutto vitale per la progressione nel gioco.

Per i comuni mortali presenti nel nostro party ci sarà comunque modo di ottenere “poteri speciali” e variazioni aggiuntive delle statistiche oltre a quelle donate dall’arma e dall’armatura usata, grazie alla possibilità di equipaggiare anelli dai poteri molteplici e soprattutto grazie agli Orbs, gemme da applicare sulle armi per effetti aggiuntivi come veleno o paralisi o aumento esperienza.

Per quel che concerne invece l’online si deve fare i conti con la quasi totale assenza di questa feature. Se si esclude infatti lo Street Pass, che consiste in richieste di aiuto da soddisfare, non ci sono interazioni, né online né offline, tra gli utenti. Una mancanza non di rilievo visto che si tratta di un gioco di ruolo molto votato al gameplay e alla trama.

COMMENTO DELL’AUTORE

Stella Glow è una tappa di montagna in bici. Parte in pianura, lenta e liscia, quasi monotona, ma dopo la prima svolta la salita si fa ripida e la sfida elevata anche se mai proibitiva. Un boccone dopo l’altro il gioco scorre via intenso e soddisfacente nonostante le lunghe sessioni, complici i prolissi dialoghi, non siano il modo ideale di gustarsi questo gioco.

Il lavoro di Imogeepoch su questo RPG è notevole e, pur con i suoi difetti, ci offre un mondo di gioco da applausi e dei personaggi che riescono a soddisfare sia i palati occidentali, sia quelli abituati a masticare pane e manga. Consigliato a tutti gli amanti di Final Fantasy che potrebbero trovarlo molto familiare e a tutti quelli che vogliono ingannare l’attesa per il prossimo Fire Emblem Fates.

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