UNA TRILOGIA UNICA A UN PREZZO IMBATTIBILE

Una delle trilogie platform più amate dell’era PlayStation 2 ritorna prepotentemente sulla piccola console portatile di casa Sony, rendendo felici grandi e piccini! Si, avete letto bene, contrariamente a quanto potrebbe in apparenza sembrare infatti, la Sly Trilogy è in grado di regalare soddisfazioni anche e soprattutto a quel pubblico videoludico non più proprio di primissimo pelo.
Sly Raccoon, primo capitolo della serie, infatti introduceva delle novità nel mondo dei platform che fino a quell’anno (era il 2003 per noi europei) erano sempre stati per lo più un’accozzaglia di colori e spensieratezza, apprezzabilissima, ma che tendenzialmente poteva non attrarre giocatori un po’ più maturi. A dar loro soddisfazione arrivo Sly Raccon di Sucker Punch con le sue tinte noir e le sue meccaniche stealth, il giovo ebbe un successo forse anche inaspettato e tale successò lo porto ad avere altri capitoli da mettere negli annali, come Sly 2: La banda dei Ladri e Sly 3: L’onore dei ladri (inclusi nella trilogia che andiamo a recensire) ed anche Sly Cooper: Ladri nel Tempo.

the sly trilogy review (4)Analizzando il lavoro fatto sotto il profilo tecnico per rendere i titoli della trilogia “appetibili” ai videogiocatori del 2014 è evidente come lo stesso sia ottimo. Il performantissimo schermo della PsVita rende meravigliosamente giustizia alla resa grafica del titolo, rendendo l’impatto visivo forse anche migliore di quello che era possibile riscontrare nella versione PS3 con i suoi 720p. Il lavoro di rinnovamento delle texture che era stato fatto dagli sviluppatori in occasione della pubblicazione della “trilogy” su PS3 risulta ancora ulteriormente “pulito” in questa riedizione per PsVita, complici le dimensioni ridotte dello schermo e la sua indiscutibile qualità. Nonostante l’ottima resa grafica, a spezzare l’atmosfera magica di una trilogia fantastica ci pensano i filmati di intermezzo che, ahinoi, hanno mantenuto la qualità originale in formato 4:3 con una risoluzione nettamente inferiore a quella delle scene giocate. Ovviamente le specifiche della versione per la vecchia console casalinga di mamma Sony sono scomparse, niente più compatibilità con il Move e con il 3D stereoscopico, al fine di lasciare spazio ad una serie di piccoli dettagli maggiormente legati alle caratteristiche della PS Vita, come ad esempio la possibilità di resettare l’angolo della telecamera semplicemente grazie al tocco del touchpad posteriore o l’uso del touch screen frontale per il binocolo.
Ad impreziosire la qualità di questa splendida trilogia va anche il doppiaggio davvero perfetto che fa impallidire sotto questo aspetto lavori ben più blasonati e recenti.

SLY RACCOON

Sly Cooper è il discendente dei Cooper, un clan composto da una lunga dinastia di ladri presente storicamente sin dall’antico Egitto, e diffusosi in tutto il mondo, colpendo in ogni periodo storico (Europa medievale, Giappone feudale, Far West,ecc.). Ogni Cooper scrive le proprie tecniche in un manoscritto: il Thievius Raccoonus, e chiunque legga questo libro si impossessa per magia delle tecniche in esso descritte. I Cooper tuttavia trovando troppo semplice e banale derubare le persone comuni vista la loro grande abilità, decidono di diventare abili maestri nel rubare ai criminali. Il giorno del suo ottavo compleanno Sly, avrebbe ereditato dal padre il Thievius Raccoonius, sfortunatamente il Quintetto Diabolico, piombò in casa durante la cerimonia. I 5 diabolici criminali uccisero il padre di Sly, e dopo aver preso il Thievius Raccoonius, lo divisero in 5 parti, uno per ogni elemento del gruppo, e si sparpagliarono in giro per il mondo. La polizia trovò Sly nascostosi in un armadio e lo portarono all’orfanotrofio. Lì conobbe Bentley, una tartaruga, e Murray, un ippopotamo, ed insieme formarono la banda Cooper, in cui Bentley fu la mente e Murray il braccio…

Sly Cooper fece il suo debutto su PlayStation 2 nell’oramai lontano 2003, quando Sucker Punch pubblicò la prima avventura del ladro procione più famoso dell’industria videoludica, rompendo gli equilibri del mondo dei platform fino ad allora conosciuti. Il prodotto Sucker Punch infatti era caratterizzato da aspetti fino ad allora non facenti parti dell’universo platform, come tinte noir e ambientazioni crepuscolari, per non parlare della curiose fasi stealth che non mancavano di rimandare alla mente (e scimmiottare un po) il ben più blasonato, nonche “papà” del genere, Metal Gear Solid; con il nostro eroe Sly che invece delle leggendarie scatole di cartone utilizzate da Solid Snake utilizzava delle botti per oltrepassare le luci dei riflettori o rimanere invisibile alle guardie.

the sly trilogy review (3)Giocando l’intera trilogia il primo capitolo risulta forse il più semplice (soprattutto se paragonato al secondo, considerato il migliore della trilogia), ma non manca comunque di generare soddisfazione nel giocatore nel corso della sua avventura, regalando anche spunti per tematiche più profonde della semplice avventura video ludica. Nonostante l’introduzione di elementi non comuni per il genere a quei tempi, il primo capitolo della trilogia abbraccia comunque alcune meccaniche di gioco dei platform di quei tempi, con un protagonista privo di “barra di salute” (introdotta solo nei capitoli successivi) e con un livello di difficoltà che quindi poteva e doveva essere ulteriormente migliorato e perfezionato; come prontamente fatto grazie all’ottimo lavoro di Sucker Punch nella realizzazione di Sly 2.

SLY 2: LA BANDA DEI LADRI

A due anni dalla disfatta di Clockwerk, la banda Cooper è alla ricerca delle parti mancanti di Clockwerk nel museo nazionale del Cairo. Durante l’incursione Sly viene bloccato dall’Ispettore Fox e dall’Agente Neyla, sua nuova partner. La presenza delle due agenti di polizia è dovuta al furto delle parti avvenuto la notte precedente, del quale viene incolpato Sly piuttosto che, come sarebbe giusto, la Banda Klaww. Per l’ennesima volta Sly riesce a sottrarsi alle grinfie dell’affascinante Carmelita Fox e insieme alla sua banda si mettere sulle tracce della Banda Klaww…

La novità più rilevante del secondo capitolo è la possibilità di impersonare in game anche i comprimari della banda di Sly, Bentley e Murray sono in questo capitolo infatti personaggi giocabili. Gli aspetti che avevano reso il primo capitolo assai apprezzato ritornano tutti in chiave più evoluta e matura, con ambientazioni molto varie che ci faranno muovere in qualunque area del pianeta (o quasi) impersonando i 3 protagonisti a seconda delle circostanze. the sly trilogy review (2)Muovendoci tra fasi stealth, action, minigiochi e boss fight che non mancano di scimmiottare altre produzioni video ludiche (come accadeva nel primo capitolo per MGS), fasi platform anche piuttosto difficili e addirittura delle aree in stile Rhythm Game che renderanno la longevità di questo capitolo della trilogia davvero incredibile. La grafica, migliorata ovviamente rispetto al primo capitolo della trilogia, ed un doppiaggio ancor migliore di quello ascoltato nella prima avventura contribuiscono a rendere il capitolo di mezzo della saga il migliore; visto e considerato anche, come vedremo, che il terzo capitolo abbandona molte delle meccaniche classiche che avevano fino ad allora caratterizzato il brand Sucker Punch.

SLY 3: L’ONORE DEI LADRI

Sly si prepara ad entrare nel caveau della sua famiglia, aiutato come sempre dalla sua banda che tittavia adesso conta dei nuovi membri oltre ai ben conosciuti Bentley e Murray. Sly purtroppo mentre sta per riuscire nel suo intento viene fermato dal malvagio Dottor M che tenta di aprire il caveau da più di 10 anni senza mai esserci riuscito. Il malvagio dottore comanda un mostro gigantesco geneticamente modificato che incomincia a stritolare Sly con una mano sola. Nella morsa del nemico e convinto che la fine sia ormai prossima Sly inizia a rivivere i ricordi di come sia arrivato a mettere su quella strepitosa squadra per tentare il colpo del secolo…

Il terzo capitolo è, a conti fatti e per chiara scelta di Sony, un prodotto decisamente orientato alla classe di videogiocatori meno esperti, rendendo le meccaniche di gioco forse troppo banali per chi aveva goduto delle due precedenti avventure di Sly e segnando di fatto una brusca frenata nella corsa del nostro ladro preferito verso l’olimpo dei videogames.
La narrazione all’interno del titolo è ottimale, sebbene non si segni maniera esemplare la continuità con i due precedenti capitoli della saga.
I componenti della nostra banda sono “cambiati”, con Bentley che è adesso costretto sulla sedia a rotelle e Murray, che ritenendosi responsabile della disgrazie del socio/amico, ha abbracciato un nuovo stile di vita segnato dalla pace e dall’amore per la non violenza.

the sly trilogy review (1)Seppur il gioco renda bene sotto il profilo grafico e del level design, fermo restando che la risoluzione grafica di questo terzo capitolo non appare migliorata rispetto al precedente ed anzi, gli sviluppatori sembrano aver perso l’ispirazione che aveva reso le ambientazioni del secondo capitolo splendide e caratteristiche; il riuscire a progredire nell’avventura appare adesso troppo semplice per chi era stato abituato alle difficoltà dei due precedenti capitoli; e se a ciò aggiungete la scomparsa degli elementi aggiuntivi e dei vari tesori da raccogliere che nei capitoli precedenti avevano aiutato non poco i due titoli a garantirsi una buona longevità e rigiocabilità, ne viene fuori che il terzo capitolo della saga pur rimanendo un buon titolo, è probabilmente quello che riuscirete ad apprezzare meno se paragonato agli altri due facenti parte della trilogia.
Il terzo capitolo si caratterizza comunque per un gameplay brillante ed immediato che potrà divertire molto i giocatori più “casual”, ma che difficilmente riuscirà a catturare l’attenzione di chi, magari più amante delle sfide un pò più complesse, aveva apprezzato il capitolo precedente.

COMMENTO DELL’AUTORE
Non si può non consigliare l’acquisto di questa fantastica trilogia a tutti gli amanti del genere.
Tre splendidi titoli che si distinguono dalla massa per la presenza di elementi action sapientemente mixati con qualche fase stealth ai quali va aggiunto un comparto tecnico di tutto rispetto nonostante l’ “età” del titolo ed una caratterizzazione dei personaggi davvero fantastica.
La Sly Trilogy rappresenta un’ottima occasione di giocare una fantastica trilogia per chiunque non ne abbia avuto occasione in precedenza, aggiungendosi alla lista dei (pochi) giochi degni di nota della piccola console portatile di casa Sony.

No Lo sconsigliamo a tutti!

Recensione Breve