Annunciato, rilasciato, record. Questo è il CV di Apex Legends, nato dalla mente dei creatori di Titanfall o, per chi ha più anni sulle spalle, Call of Duty (primo e secondo capitolo più i primi due modern warfare). Adesso si fanno chiamare Respawn Entertainment, prima erano Infinity Ward. L’ultimo loro lavoro è questo battle royale gratuito con una forte componente basata sul team. Il gioco è uscito il 4 febbraio su Origin, Playstation Store e Xbox Store grazie ad Electronics Arts. Fa parte dello stesso universo di Titanfall ed in appena 72 ore è stato scaricato più di 10 milioni di volte e in 7 giorni ha ben 25 milioni di utenti.

Battle Royale

Per chiunque non sappia cosa sia questa tipologia di gioco lo spiego brevemente. Esse sono una derivazione del genere degli sparatutto, sia in prima che in terza persona. Un numero abbastanza elevato di partecipanti viene lanciato sulla mappa di gioco, spesso di dimensioni generose, senza equipaggiamento. Sta al giocatore esplorare nel minor tempo possibile costruzioni per potersi armare fino ai denti o comunque al meglio delle sue possibilità, o di quello che trova. Man mano che il tempo passa, la zona utile per l’esplorazione viene ridotta danneggiando chi si trova al di fuori di essa, portando i combattenti ad incontrarsi per la sopravvivenza e per la gloria. La cruda abilità nella mira può essere compensata con la fortuna di trovare l’equipaggiamento migliore oppure con un maggiore game sense e tanti altri fattori. Tutto questo ha portato alla diffusione delle battle royale in tempi brevissimi, grazie anche all’altissima accessibilità.

Cooperiamo

Apex legends si differenza dagl’altri per vari aspetti. In primis è basato su una forte componente generata dalla squadra, tutto è fatto per essere giocato con altri 2 membri, dal lancio alla vittoria, con tutta l’esperienza generata nel mezzo. Altro punto importante è la gran caratterizzazione dei personaggi giocabili con abilità uniche, ben riconoscibili anche a distanza. Al momento ci sono quattro ruoli: Attacco, Difesa, Supporto e Ricognizione; per un totale di 8 personaggi, sei subito disponibili e altri due sbloccabili sia con soldi veri, intorno ai 7.5€ ad eroe, oppure con la valuta in game che si ottiene all’aumento di livello. Ogni leggenda disponibile ha un gran numero di skin da sbloccare, insieme alla personalizzazione del ritratto di guerra, chiamato banner, oltre a delle frasi specifiche per le uccisioni. Ultimo punto, che è esclusivo, è la possibilità di riportare in vita un alleato dopo la sua completa disfatta, basterà raccogliere il sopracitato banner dalla sua cassa rilasciata durante la morte e portarla in un “respawn point”. L’amico tornerà come se si fosse appena lanciato, privo di qualsiasi voglia equipaggiamento. I “respawn point” possono essere utilizzati una sola volta, poi quello che ha riportato in battaglia l’alleato viene disattivato. Se pensavate di poter tornare dalla morte un numero illimitato di volte, vi sbagliavate.

Ho visto qualcuno

A: “In quella casa ho visto qualcosa muoversi!”
B: “Quale casa?”
A: “Quella a destra con il tetto rosso”
B: “Sono sotto la casa non so che tetto abbia”
A: “Perché siamo morti?”
B: “Perché non sai spiegarti!”

Questo dialogo tra due normalissimi giocatori è all’ordine del giorno su qualsiasi battle royale, fortunatamente il team dei Respawn Entertainment ha risolto questo problema con un sistema di “ping”. Grazie a questi comandi è possibile indicare ai compagni di squadra oggetti, nemici, movimenti e tanto altro, una specie di santo graal del genere, e tutto con un solo tasto, premendolo, tenendolo premuto o con un doppio click. Tutto visivamente intuitivo con colori differenti e la possibilità di confermare con altrettanta semplicità. Inoltre questo stratagemma riesce ad abbattere anche molti problemi con le barriere linguistiche, se avete bisogno di munizioni basterà “pingarle” e se il vostro compagno ha un cuore potrebbe lasciarvele o segnalarvele in caso le trovasse in giro.

Microtransazioni e lootbox

Per un titolo free to play l’unica forma di guadagno sono le microtransazioni, esse non sono obbligatorie per avanzare nel gioco. Così come le lootbox che contengono solo elementi estetici, sia per le armi che per le leggende. I prezzi equivalgono a 1€ per 100 monete Apex, per sbloccare i due eroi supplementari servono 750 monete Apex oppure 12000 token leggenda che si ottengono in piccola quantità al superamento di ogni livello. Inoltre nei pack Apex acquistabili sarà presente almeno un oggetto leggendario, sembra che EA abbia imparato la lezione sotto questo punto di vista.

Caccia grossa

Le armi disponibili sono 19, divise in 6 categorie (fucili d’assalto, mitra, mitragliatrici leggere, fucili di precisione, shotgun e pistole) e utilizzano 4 categorie di munizioni diverse (shotgun, leggere, pesanti,energetiche). Ognuna con pregi e difetti, permettono al giocatore di approcciarsi  con tanti stili diversi, anche se spesso adattarsi  è l’unica scelta obbligata. La parte sparatutto mostra i muscoli e sembra quasi superare gli altri aspetti del gioco, si vede la mano dei Respawn Entertainment. In Apex Legends, le armi non sono gli unici oggetti da raccogliere, infatti sono presenti oggetti da lancio, rigeneratori, scudi, zaini e miglioramenti dell’arma. Quest’ultimi tre sono disponibili in diverso grado di potenza, dal comune in colore grigio ai gialli che forniscono bonus aggiuntivi, passando per i blu e i viola. Questa colorazione è una colonna portante in tutte le partite, infatti all’uccisione di un nemico, esso lascerà la consueta cassa con il suo inventario, essa sarà colorata con il colore dell’oggetto di rarità più alta presente.

Canyon dei re

I colori accesi degli oggetti lasciano spazio a colori più rilassati della mappa, chiamata Canyon dei Re, piena di verde, sabbia e metallo. Le dimensioni non sono immense ma per i 60 giocatori previsti nella competizione è perfetta, difficilmente si dovrà percorrere troppa strada per raggiungere la zona sicura. Ad aiutare le leggende negli spostamenti sono presenti una gran quantità di “zip line” utilizzabili in ambo i sensi, oltre a dei palloni aerostatici che spingono il giocatore verso l’alto e permettono di lanciarsi percorrendo grandi distanze in volo. Il canyon è studiato per alternare in maniera efficace zone chiuse ed aperte, lasciando ai partecipanti ampia scelta su come approcciarsi. I ripari, naturali e artificiali, sono abbondanti e non obbligano alla ricerca disperata del fucile di precisione per poter accamparsi in alto e fare stragi, in aggiunta a molte abilità che permettono di occultarsi oppure di bloccare la visuale, permette come già critto in precedenza di approcciarsi al gioco in vari modi.

I battle royale hanno un nuovo re

Apex Legends è senza troppi giri di parole il migliore battle royale al momento, ma non è perfetto. Respawn Entertainment ha bisogno di agire sul bilanciamento di alcuni eroi, oltre alla scontata realizzazione di nuovi contenuti, cosa già in programma con l’arrivo del battle pass a marzo. La caratterizzazione delle leggende, il gun play e tutto il resto è superiore alla concorrenza, inoltre l’aggiunta della possibilità del respawn in determinate circostanze, dimostra che non è solo una copia. Il sistema di “ping” permette di comunicare in modo rapido e veloce anche senza parlare. Le battaglie durano una ventina di minuti se portate avanti con saggezza, senza lanciarsi su ogni cosa che respiri, dando libertà iniziale per poi aumentando il ritmo facendo diventare gli scontri spesso frenetici e adrenalinici. Complimenti al team di sviluppo per immergere il giocatore in un ottimo videogioco.

Cos’altro ti serve


God Eater 3 – Uniti per sopravvivere


PlayStation 5 – Cosa Sappiamo? by X-Boss

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