Grazie allo sviluppatore Salix Games, che è anche editore, abbiamo avuto la possibilità di provare Dance of Death: Du Lac and Fey, avventura grafica in uscita per PC il 5 aprile, il gioco si propone come un classico punta e clicca, come molti nel suo genere, anche se non è più un mercato così floreo in termini numerici, differenziarsi dalla massa non sarà semplice.

Trama

Dance of Death porta il giocatore a Londra, nell’anno 1888, quando Jack lo squartatore sta mettendo in ginocchio Whitechapel e i suoi cittadini. Lancillotto e fata Morgana, due figure mitologiche legate alle leggende arturiane, cercheranno di mettere fine alle scorribande del serial killer. Nei due capitoli messi a disposizione per la prova, oltre a utilizzarei due suddetti personaggi, si potrà impersonare anche Mary Kelly, probabile prossima vittima dell’assassino. Purtroppo avere a disposizione un numero limitato di capitoli non permette di dare uno sguardo sulla vera bontà della trama, ma gli spunti per far bene ci sono e sarebbe d’uopo una maggiore analisi su questo punto, purtroppo per noi, al momento ci è impossibile.

Grafica

Salix Games si affida a Unity per plasmare il mondo di gioco ed a un mese dal lancio il risultato non è dei migliori. I fondali sono ispirati e ben disegnati, rendendo la crudezza del tema trattato quasi una favola, peccato che cozzi violentemente con personaggi in 3D poco sviluppati a livello grafico o con personaggi non giocanti statici e in stili diversi, la speranza che siano solo dei placeholder non mitiga questo problema. Diverso il discorso riguardante l’audio e il doppiaggio, il primo accompagna il giocatore con i toni calmi tipici del genere videoludico, mentre le voci dei personaggi sono affidati ad attori con serie Tv e film importanti sulle spalle.

Gameplay

Come già detto Dance of Death mostrerà la storia anche dal punto di vista delle vittime, mettendo sul piatto temi sociali come il ruolo delle donne nell’epoca vittoriana, facendo un contrasto con il lo stato moderno. Purtroppo le tre ore abbondanti per completare i due capitoli, dove il dialogo è l’elemento cardine del gioco, erano fin troppo guidate. Ogni passo era spiegato, prima ti viene chiesto di entrare in chiesa, poi con chi parlare, per poi riiniziare il circolo vizioso, peccato, considerando soprattutto che le schermate disponibili si contano sulle dita di una mano. Le potenzialità ci sono, per esempio la possibilità di parlare con gli animali potrebbe ampliare la storia e soprattutto gli enigmi, ma nella prova effettuata succede solo una volta, ed è nel tutorial.

Conclusioni

Stesso discorso per il combattimento effettuato come un quick time event, semplice e ripetitivo, e per l’unico enigma presente, con il mandante che ci sgrida se proviamo solamente a mettere il mouse dove non si deve. Ad un mese dal lancio Dance of Death: Du Lac and Fey è un grandissimo punto di domanda, ma non in senso buono. Più che un’avventura grafica somiglia ad un “walking simulator”, sembra che tutte le speranze siano state affidate nella storia, lasciando perdere il gameplay. Potrebbe essere la scelta giusta ma l’ennesima rivisitazione della storia di Jack lo squartatore dove si passa tutto il tempo a parlare quando non ci si sta spostando difficilmente riuscirà a attrarre tanti compratori.

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