Nello stand Playstation presente in Milan Games Week c’erano alcuni tra i titoli più attesi del prossimo anno, alcuni anche per VR. L’esclusiva PS4 che gran parte del pubblico aspetta è senza dubbio Days Gone. La fila per provarlo era immensa, ma per ottenere un posto più facilmente bastava prenotarsi attraverso l’applicazione Playstation Experience. Eccovi quindi le nostre impressioni sul nuovo titolo di SIE Bend Studio.

Non solo zombie

Days Gone si presenta come un survival con un leggero accento horror. Si svolge tutto nel Pacifico nord-occidentale all’interno di un mondo devastato da una pandemia globale che ha trasformato una gran percentuale di umani in zombie, chiamati Freaker. Il protagonista è Deacon St. John, un ex motociclista fuorilegge che rifiuta gli accampamenti allestiti in aree selvagge dai superstiti per cercare una via di fuga e provare quindi a rifarsi una vita.

Nella prova abbiamo avuto la possibilità di affrontare una missione principale della storia e cimentarci nella modalità orda, ovvero la sopravvivenza. Nella prima parte è tutto piuttosto tranquillo, con qualche zombie da uccidere, ma nulla di più. La seconda invece è un mix di corsa ed esplosioni, con la possibilità di utilizzare la moto.


La missione che abbiamo affrontato era divisa in due sezioni: nella prima dovevamo trovare il modo di entrare in una vecchia officina, mentre nella seconda l’obiettivo era quello di salvare un amico da alcuni malviventi che cercavano di ucciderlo. L’equipaggiamento iniziale ci dava a disposizione uno shotgun, una pistola, una mazza da baseball ed un coltello. La scelta delle armi è basata sulla classica ruota, ma invece delle singole armi ci sono le categorie; mantenendo l’analogico nella posizione della categoria da selezionare si aprirà uno spicchio con le armi disponibili.

Nella zona dove ci trovavamo abbiamo dovuto affrontare inizialmente alcuni Freaker bambini, con solo 10 colpi a disposizione per lo shotgun. Esauriti i colpi, abbiamo notato che, raccogliendo materiali per la mappa, è possibile fabbricare munizioni ed armi. I materiali possono essere trovati aprendo bauli dei veicoli (o ricavandoli dal motore), cassonetti della spazzatura (dove è anche possibile nascondersi) ed armadietti all’interno degli edifici. Un aspetto che ci è sembrato molto utile, soprattutto in situazioni di difficoltà.

Le meccaniche di Days Gone

Dal punto di vista dei movimenti, la velocità non è quella che ci si aspetta da un gioco pieno di orde di zombie. Il ritmo è infatti piuttosto lento ed aumenta solo quando ci si trova di fronte ad un gruppo di non morti. In Days Gone il controllo del protagonista è totale: ci si può arrampicare, si possono compiere schivate ed in sostanza tutti quei movimenti caratteristici di un open world.

Discorso simile può essere fatto sulla fisica della moto, che rispetta pienamente ogni tipo di terreno: sull’asfalto è stabile, mentre sulla terra tende a sbilanciarsi quando si curva ad alte velocità. Abbiamo riscontrato un fastidioso problema quando si va a finire contro qualcosa, che sia un albero o un veicolo: spesso la moto si è bloccata, e siamo stati costretti ad abbandonarla proseguendo a piedi. Tutto sommato però la moto non ha deluso.

Il sistema di mira è infine abbastanza stabile. Rare volte abbiamo avuto difficoltà nel colpire un nemico, almeno nella missione da affrontare. Nella modalità orda infatti è molto difficile agganciare uno zombie in particolare, in quanto il ritmo si alza ed il numero di non morti è davvero elevato. In questa modalità abbiamo quindi preferito sfruttare l’ambiente circostante sparando ai barili esplosivi.

Un grande impatto grafico!

In Days Gone, l’Unreal Engine 4 lavora in maniera stupenda. Le ambientazioni sono riprodotte con un realismo assoluto. Il terreno macchiato di sangue quando si annienta uno zombie e le esplosioni che distruggono zone vicine sono solo due dei tanti particolari che compongono quello che per il momento sembra essere un titolo davvero ben curato. Abbiamo anche notato che il personaggio, a contatto con il fuoco, si troverà poi con delle ustioni, davvero niente male.

I colori rendono perfettamente l’idea di un titolo che punta ad incutere ansia nei momenti tranquilli. Il personaggio è dotato di una torcia che può essere utilizzata in situazioni dove tutto diventa scuro. Ci è capitato di aprire il baule di un’auto dal quale è spuntato uno zombie, cosa ci fa pensare che un edificio buio sia vuoto?

A completare il “pacchetto ansia” c’è poi il comparto sonoro. Se nella modalità orda sappiamo già dove si trovano i non morti, nella storia potrebbero invece sbucare da qualsiasi parte. Ecco quindi i suoni ad entrare in gioco. Il silenzio che si respira in quei luoghi permette di percepire la presenza di uno zombie nelle vicinanze attraverso i loro strani versi. Comparto sonoro e grafico permettono di percepire le stesse sensazioni che si provano nei momenti di ansia ed è davvero un aspetto perfetto per questo titolo.


Una sola prova sarebbe stata sufficiente per capire le potenzialità di Days Gone. Abbiamo però voluto fare più prove per capire meglio alcune cose e siamo rimasti più che soddisfatti. Non è il classico titolo nel quale si annientano zombie, c’è molto di più. Non sarà il titolo migliore di sempre, ma tutte le meccaniche che abbiamo toccato con mano funzionano a dovere ed il comparto tecnico è più che ottimo. Le premesse per una grande riuscita sono molto buone, non ci resta che aspettare la sua uscita.

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