Beh, l’importante è saperlo.

Questo videogioco è stupido

Boo! Greedy Kid l’ha detto, e considerato che la premessa è giocare un teppistello così assetato di soda da far venire infarti ai vecchi per intascarsi i loro soldi mentre cerca di eludere polizia, SWAT e Robocop, è difficile dargli torto: questo videogioco è davvero stupido.
Ed è anche molto carino.

“Carino” trovo sia la parola giusta per descriverlo, almeno dal punto di vista più superficiale. L’estetica pixel, le animazioni fluide, i colori 16bit e la musica chiptune rievocano tutte l’atmosfera dei vecchi giochi arcade, anch’essi ‘stupidi’ una volta che si comincia a prestare un’occhio alle premesse, ma non per questo meno meccanicamente solidi o divertenti.
Sotto quei profili, invece, “carino” è riduttivo.

Fare molto con poco

Oltre all’atmosfera, Boo! Greedy Kid recupera dai vecchi classici la fondamentale virtù del tenere le cose semplici senza scadere nel semplicistico.

Non ci sono tutorial, non ci sono perdite di tempo – si impara a giocare prima di tutto giocando, aiutati nei primi livelli da alcuni disegnini esplicativi e più avanti da tempismo, intuito e numerosi tentativi. I livelli sono rapidi e attorno all’andare veloce e fare bene è costruita la sfida di Boo! Greedy Kid, che alla maniera di altri titoli improntati allo speedrun consiste nel fare incetta delle agognate tre stelle su ognuno dei 99 (e più) livelli del gioco.

Anche se la vera difficoltà del titolo consiste nell’ottimizzare le proprie mosse per ottenere il più denaro e meno sprangate nel minor tempo possibile, il gioco complica progressivamente le cose introducendo nuovi tipi di nemici, nuove meccaniche di cui tener conto, diversificando le mappe e avendo un’IA non fissa – se nemici e bersagli spawnano sempre nello stesso punto, non è certo che si muoveranno sempre alla stessa maniera, e ancor meno se ci siamo fatti beccare.

Tutto ciò contribuisce a rendere l’esperienza più varia di quanto sembri, introducendo un elemento di lieve casualità che raramente finisce per essere un ostacolo per il completamento dei livelli.

Workshop in progress

Detto ciò, i livelli di Boo! Greedy Kid sono comunque piuttosto rapidi e ci si mette poco a batterli tutti. Completarli al 100%, prendendo ogni singola stella, richiede già più tempo ma è fattibile all’incirca con un paio di giorni d’impegno.
Già così sarebbe un buon affare per un gioco che costa solo 5 euro, anche se un peccato doverlo lasciare da parte perché abbiamo terminato il content.

Fortunatamente, questo non è un problema da porsi: incluso nel gioco è l’editor per livelli, uno strumento inaspettatamente semplice e intuitivo e più che adatto a creare stage al pari di quelli della campagna principale, giocabili e condivisibili poi attraverso l’integrazione con lo Steam Workshop.

Boomba

Non rimane molto altro da dire. Boo! Greedy Kid è semplice ma efficace, un simpatico giochino reminiscente dei vecchi titoli da sala giochi o SNES ad un prezzo d’occasione e con più rigiocabilità di quanto si possa immaginare a prima vista.
Uniche pecche, il repertorio musicale limitato (una singola traccia), l’inutilità del comando vocale (premere la barra spaziatrice è più che sufficiente) e il fatto che l’assenza di un tutorial vero e proprio può celare alcune meccaniche vitali come il dodge roll o la provocazione.

Pecche minori, ad ogni modo – il gioco rimane caldamente consigliato a chiunque cerchi una bottarella di nostaglia, un simpatico passatempo, o una sfida da speedrunner formato lite.

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