Ni - L'impero lo consiglia solo ad alcuni!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

Call of Cthulhu, di Cyanide Studio, si presenta come un RPG d’investigazione mirato a rappresentare i temi presenti nell’horror cosmico di H. P. Lovecraft. L’idea alla base del gameplay è molto interessante, grazie ad un sistema di abilità che permette al protagonista di migliorare le sue doti da investigatore. Peccato che potenziare o meno le abilità non faccia poi così tanta differenza.

Punti focali del gioco sono sicuramente narrazione ed atmosfera, in grado di restituire al giocatore le giuste sensazioni che si percepirebbero leggendo una storia lovecraftiana. I personaggi sono caratterizzati molto bene e rendono al meglio l’idea di oscurità che si cela dentro di essi e sull’isola Darkwater.

A non convincere affatto sono gameplay e comparto grafico. Il primo è molto semplice, basato quasi interamente sulle conversazioni tra i personaggi, aspetto che rende il gioco molto guidato. In quanto alla grafica, una cura maggiore sui modelli dei personaggi avrebbe sicuramente reso l’avventura più interessante. Call of Cthulhu resta però molto coinvolgente, indirizzato maggiormente ai fan dei racconti di Lovecraft.

Recensione Integrale

Riprodurre tramite videogiochi le storie raccontate da H. P. Lovecraft non è mai stato semplice. I temi cupi ed angoscianti trattati dallo scrittore di Providence compongono infatti l’universo dell’horror cosmico, un misto tra gotico e fantascienza. Con Call of Cthulhu, i ragazzi di Cyanide Studio si sono lanciati nell’impresa di rappresentare le caratteristiche dei racconti lovecraftiani prendendo spunto dal racconto più famoso dello scrittore: The Call of Cthulhu.

“Tutte le strade portano a…Darkwater”

Il titolo è un RPG-Investigativo in prima persona, con enigmi, meccaniche stealth e scelte che influenzeranno l’avventura. Protagonista di questa strana storia è Edward Pierce, un investigatore privato sull’orlo del fallimento, a causa della sua dipendenza dall’alcool. Una telefonata lo informa che potrebbe perdere la licenza se non dovesse più accettare nuovi casi.

Quasi come un segno del destino, ecco però bussare alla porta del suo studio Stephen Webster. L’uomo chiede a Pierce di indagare sulla morte della figlia Sarah Hawkins e della sua famiglia, scomparsi in un incendio doloso all’interno della loro casa. Il caso era stato chiuso con la polizia che aveva dato come colpevole proprio Sarah, pittrice ritenuta mentalmente instabile a causa dei suoi quadri che riproducevano situazioni irrazionali e strane creature.

Il padre, non credendo ad una sola parola, decide quindi di rivolgersi all’investigatore, che si dirige immediatamente sull’isola Darkwater, dove si trova la villa degli Hawkins. Giunto sul posto, ci si rende subito conto dell’atmosfera cupa che contraddistingue il luogo, dalla colorazione sul grigio-verde agli abitanti poco collaborativi. La morte della famiglia sembra dunque essere molto più complicata di quello che è stato detto. Sulla storia ci fermiamo qui, perché da questo punto partirebbero degli spoiler clamorosi, possiamo solo dirvi che la storia presenta più di un finale.

Diverse abilità, un solo detective

Nelle prime fasi di gioco, Call of Cthulhu appare quasi come un walking simulator qualunque, con qualche sprazzo di atmosfera horror. Andando avanti, però, ci si rende conto che il giocatore è molto più protagonista di quanto sembri. La prima importante scelta va fatta nei punti abilità iniziali da assegnare. Come qualsiasi gioco di ruolo che si rispetti, non potevano mancare le abilità da migliorare.

Edward Pierce possiede infatti un totale di 7 abilità, 5 di base e 2 extra. Quelle di base possono essere potenziate attraverso dei punti ottenibili completando i vari capitoli e sono: Investigazione, Psicologia, Fiuto, Eloquenza e Forza. Le abilità extra sono invece Occultismo e Medicina ed i punti necessari per migliorarle vengono ottenuti raccogliendo particolari oggetti. Migliorare un’abilità piuttosto che un’altra permette di scoprire informazioni aggiuntive durante l’investigazione, senza impattare sulla narrazione.

Andando avanti nella storia, abbiamo notato che l’unica abilità in grado di rendere davvero tutto più interessante è l’Investigazione. Questo perché, migliorandola, è possibile arrivare ai punti importanti della zona senza essere ostacolati, grazie ad un alto numero di risposte differenti ed alla capacità di scassinare le porte.

Chiacchierare fa bene al detective

Punto focale di Call of Cthulhu è senza dubbi la componente investigativa, incentrata molto sui dialoghi. Nonostante sia possibile esplorare a fondo l’ambientazione per trovare qualche indizio, le informazioni principali si ottengono parlando con gli abitanti dell’isola. L’esplorazione ha però un ruolo fondamentale nei dialoghi, perché, raccogliendo alcuni documenti o cose del genere, potranno essere sbloccate domande particolari.

Purtroppo però, quello che consideriamo come punto focale risulta essere fine a sé stesso. Il gioco è quasi totalmente guidato, in quanto le risposte non differenziano il continuo della narrazione. A cambiare sono soltanto alcune situazioni, che potranno comunque essere scoperti rigiocando il titolo, così da scoprire i finali differenti.

Il gameplay di Call of Cthulhu è quindi basato quasi esclusivamente sui discorsi tra il protagonista e le persone che possono essere incontrate. Potenziare le abilità significa rendere le cose più facili, ma il gioco può essere completato tranquillamente anche senza migliorare nulla. Inoltre, i movimenti dei personaggi sono piuttosto legnosi, con ritmi per lo più davvero lenti. Una cura maggiore sulle meccaniche di gioco avrebbe reso questo titolo davvero un fiore all’occhiello per gli amanti del genere, che peccato!

In Call of Cthulhu il comparto sonoro fa da padrone

Dal punto di vista grafico, Call of Cthulhu non sembra essere a tutti gli effetti un titolo all’altezza della nuova generazione di console. I modelli dei personaggi lasciano molto a desiderare, in particolare i volti. Abbiamo notato più volte troppa somiglianza tra diversi personaggi secondari, aspetto notevolmente fastidioso considerando che il gioco va da una durata minima di 6 ore ad un massimo di 12.

Molto interessante e ben realizzata è invece la caratterizzazione dei personaggi. Ogni individuo con il quale parla il nostro Edward Pierce ha un preciso comportamento che lo contraddistingue. Può essere detto lo stesso del doppiaggio, in grado di evidenziare in modo ottimale il carattere di uno specifico personaggio, nonostante qualche problema di sincronizzazione.

Una nota di merito sull’aspetto tecnico va assolutamente dato al comparto sonoro e all’atmosfera che riesce a creare. Le tracce inserite nel gioco rappresentano perfettamente ogni singolo momento di ansia che si percepisce. La sensazione è proprio quella di trovarsi all’interno di un racconto lovecraftiano.

Chiunque giochi Call of Cthulhu, si troverà in una situazione costante di oppressione, dalla quale si uscirà solo dopo aver completato la storia. Ogni singolo personaggio, protagonista compreso, porta con sé un’incredibile scia di oscurità, rappresentata a meraviglia dall’isola Darkwater. Il senso di ansia perenne è ciò che gli appassionati di Lovecraft ameranno di più in questo gioco.

Attendere forse non è sbagliato

Come titolo basato su uno dei cicli di racconti più importanti di H. P. Lovecraft, Call of Cthulhu riesce ottimamente a riprodurre i temi principali dello scrittore di Providence. Purtroppo gameplay e comparto tecnico, atmosfera esclusa, non sono all’altezza di un grande titolo quale sarebbe potuto essere. La qualità grafica è orientata più verso le vecchie generazioni di console, mentre le meccaniche di gioco si riducono quasi esclusivamente ai dialoghi, rendendo tutto molto guidato.

Basandoci sulla storia molto ben strutturata e sull’ottima rappresentazione dell’atmosfera, concludiamo dicendo che Call of Cthulhu è un titolo che va giocato senza grandi aspettative, dando importanza esclusivamente alla narrazione, affascinante e coinvolgente. Fan di Lovecraft, preparatevi ad incontrare Cthulhu!

 

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