Partiamo dal presupposto che questa è una recensione onesta. Mi spiego meglio con un esempio: spesso nel mondo della critica videoludica così come in qualsiasi contesto delicato come quello dei media, risulta terribilmente arduo dare la propria opinione su qualcosa che il mondo ama. La linea di pensiero è sempre la stessa: “se il voto è troppo alto qualcuno dirà che è esagerato, se invece il voto è troppo basso ci sarà sempre del malcontento fra chi si aspettava un gioco qualitativamente all’altezza“. A nessuno piacciono le cattive notizie e non tutti vogliono essere gli ambasciatori incaricati di deludere migliaia di fan, pertanto non nego che GTA V è senza alcuna ombra di dubbio il gioco più difficile che mi sia mai capitato di recensire. Non mi ritengo un estimatore di prodotti di nicchia, ma di solito tendo a diffidare dai grandi titoli dell’industria, perché spesso (adesso più che mai) i publisher più importanti tendono a smerciare i loro grandi nomi senza mai curarsi troppo della qualità del prodotto finale. Nome bello ma gioco brutto.Mi capite, no? Temevo, insomma, che anche GTA fosse entrato nel vortice del profitto spicciolo e degli incassi facili, garantiti dalla fama del brand anziché dalla grandezza del gioco in sè.

L’ultimo arrivato della saga Grand Theft Auto non è solo un gioco straordinariamente soddisfacente sotto ogni punto di vista, ma rappresenta anche un sostanziale passo avanti rispetto a quanto la serie aveva conseguito fino ad oggi, partendo dal corposo restyling a livello grafico fino a giungere al perfezionamento di quello che è un gameplay collaudato, reso ancora più accattivante da espedienti nuovi e affascinanti. A questo solido nucleo si aggiunge poi una sfilza di elementi di contorno, tutti curati finemente, mirati a rendere questo quinto capitolo l’esperienza definitiva della serie GTA.

Fin dai primi 20 minuti di gioco è possibile comprendere quanto Rockstar abbia seriamente investito tempo, risorse e soldi nel levigare finemente fino all’ultimo dettaglio del suo blockbuster game, a partire dalla disarmante quantità di elementi che si alternano sullo schermo di gioco, numerosi e imprevidibilmente limpidi e armoniosi, senza mai un rallentamento. Che si tratti di percorrere in corsa un’autostrada colma di vita o di vagare nella notte bagnati dalla pioggia di luci e di vetrine che scorrono attorno a voi, non mancheranno mai le occasioni in cui vi ritroverete a bocca aperta per contemplare il sublime equilibrio sullo schermo, sbigottiti dalla fluidità con cui così tanti elementi nascono e muoiono all’orizzonte. Un orizzonte che non mancherà di ampliarsi man mano che proseguirete con la vostra nuova vita nella pelle dei personaggi principali.

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L’installazione iniziale è lunga e esosa, però una volta avviato il gioco le possibilità e le strade sono così vaste che anche solo il pensiero di dedicare il proprio tempo a esplorare ogni possibile alternativa è quasi sfiancante. Scattare foto con il proprio cellulare, immergersi, rubare un auto per l’ebrezza di farlo, curare il proprio look, badare al cane, vagare nelle immense campagne di Blaine Country, giocare in borsa, comprare una proprietà, saldare un conto con una banda rivale e poi godere di ogni punto di vista delle tre storie che s’intrecciano dando vita alla trama principale sono solo alcune delle migliaia di possibilità. Le sessioni TPS possono essere affrontate con decine e decine di armi a disposizione, per ognuna  delle quali esistono altrettante modifiche in grado di renderle uniche nel loro genere. La vostra velocità e efficienza nella lotta corpo a corpo o nella fuga a piedi viene determinata come di consueto dal vostro allenamento fisico. Non siete tipi di natura bellica? Allora lo stealth fa al caso vostro e risulta un’alternativa soddisfacente alla classica sparatoria con conseguente inseguimento in strada. La dinamica con cui le sessioni di fuga in auto si svolgono è quanto di più comune alla serie, con le classiche volanti della polizia che cercano d’inviduare il vostro nascondiglio all’interno del loro raggio d’azione (contrassegnato in blu sulla minimappa), che terminano quasi sempre rovinosamente.

A completare lo stupefacente quadro di questo nuovo GTA ci pensa la rivoluzionaria introduzione di tre protagonisti differenti, che tramite una semplice combinazioni di tasti possono alternare le loro vicissitudini sullo schermo, amalgamandole in modi inaspettati. Franklin è il tipico ragazzo di colore che vive la realtà del ghetto tirando avanti anche a costo di macchiare un po’ la fedina penale. Quando Frank perde il lavoro, vede nell’attempato ex rapinatore Micheal la sua ultima occasione per riscattarsi e uscire in bellezza (e in ricchezza) dal giro. Ora mescolate il tutto con lo psicotico trafficante Trevor e l’imprevidibilità e il successo della trama è garantito. L’unico vero difetto correlato a questa novità (se di difetto si può parlare) è la spiacevole disparità di scene e missioni che intercorre fra i tre protagonisti, ognuno dei quali dotato di un’abilità speciale in grado d’influenzare il gioco; come quella di Franklin che può essere sfruttata per seminare con più facilità le auto nemiche, risultando cruciale nelle sessioni di fuga dal braccio violento della legge.

Come se questo espediente non fosse già grandioso, la campagna di GTA V è un frullato di citazioni mediatiche e di realtà reinterpretata in chiave tragicomica, che farà la gioia di chi riuscirà a cogliere ogni piccolo easter egg. L’impiego dei tre personaggi ha anche diverse applicazioni a livello di gioco e il passaggio da un protagonista all’altro può garantire il corretto svolgimento di una missione, oppure può ridurre drasticamente i tempi morti fra una scena d’azione e la successiva. L’interazione fra personaggi è spesso alla base del tutto, ma non mancheranno mai le occasioni di svolgere qualche lavoretto in solitario. Siete stanchi di aiutare la banda di Franklin a farsi rispettare? Passate a Micheal e godetevi le mille peripezie a cui può essere costretto un padre di famiglia molto speciale. I difetti di questo esperimento sono pochi ma comunque presenti, sebbene derivino più da errori di logica che da veri e propri fattori di scomodità. Ad esempio vi capiterà spesso di uscire di casa per dare il via a una missione, per poi vedere il vostro personaggio uscire una seconda volta dalla porta di casa durante il filmato che fa da preludio alla missione stessa. Visivamente i volti di protagonisti e dei comprimari risultano curati e le espressioni facciali convincenti, ma la dinamica dei corpi appare saltuariamente innaturale, difetto che si palesa spesso quando urtate altre persone lungo la strada o finite per sbattere contro qualche muro. Di gran lunga peggiore per i fan più hardcore della serie, apparirà la possibilità di saltare a piacere le missioni per passare direttamente alle successive, oppure l’apparente indistruttibilità delle vetture, che nonostante i colpi più duri e le cadute più rovinose, perdono parti della carrozzeria ma senza mai raggiungere un vero punto di rottura.

Ogni personaggio è in grado di reclutare una propria squadra per tentare colpi in banca o per ristabilire il territorio della gang, correndo però il rischio di far stizzire il naso alle autorità e aumentare il classico numero di stelle che simboleggiano l’allerta, neutralizzabili cambiando costantemente mezzo di fuga e mantenendo un basso profilo. In ogni colpo c’è piena libertà decisionale sull’approccio da prendere, che può essere più diretto e crudo per i giocatori terra terra, oppure più astuto e raffinato per chi predilige i grandi colpi dallo stile cinematografico.

gtav review (1)La realtà di Los Santos, la città delle stelle cadute e dei cambiamenti costanti, si presta bene al ritmo narrativo aggiungendo un pizzico di velata satira al mondo reale. Basta connettersi alla speciale versione di internet presente nello smartphone del gioco, per realizzare come diversi siti siano la caricatura dei loro corrispettivi reali, come LifeInvader che fa il verso a Facebook o Bleeter che è un chiaro riferimento a Twitter e alla grande varietà di personalità che popolano i Social Network. Persino il demone degli inarrestabili giochi Sparatutto viene di tanto in tanto sbeffeggiato o posto sotto critica, sia attraverso le parole dei personaggi sia attraverso mezzi più sottili e retorici, in grado di far riflettere anche nel bel mezzo della vostra pausa di divertimento. A proposito dello Smartphone (anch’esso caricatura di quello realmente in vendita) c’è da dire che al suo interno troverete spesso SMS necessari a sbloccare missioni secondarie, oppure contatti e numeri utili per reclutare complici. Di tanto in tanto qualche telefonata servirà anche ad approfondire il rapporto di amici e parenti con i protagonisti, fornendo quel filo d’informazioni che bastano per immedesimarvi al loro interno. Infine per gli squali dell’economia è possibile investire o guadagnare denaro attraverso l’intuitivo e redditizio sistema di quotazioni in borsa, sempre con il semplice ausilio del vostro cellulare.

Quello di GTA V non è solo un mondo che fa da parodia alla realtà, ma è anche un ambiente di gioco che risulta il più convincente possibile. Le reazioni degli individui circostanti, una buona IA e il cambio di meteo in real-time garantiscono quasi sempre una perfetta immedesimazione e una discreta dose di realismo alla Los Santos dei nostri tre antieroi, nonostante per motivi di regia molti crimini finiscano per passare impuniti con una facilità e una rapidità a dir poco infantile. Altra grande novità per il gioco è il ritorno in grande stile dell’elemento fondamentale di questo ‘simulatore di vita criminale’: ovvero le immancabiliauto, che per l’occasione sono diventate più variegate e affascinanti che mai, riprodotte meticolosamente dal primo centimetro della carrozzeria fino all’ultimo. Spesso rigati, graffiati e danneggiati, sporchi di terra e di fango, i veicoli su quattro ruote di GTA V sono ottime repliche della loro versione reale e ogni danno-caratteristica delle fedeli riproduzioni di gioco può facilmente fare l’invidia di buona parte dei Drive Simulator degli ultimi anni. Sentitevi liberi di dedicarvi al furto d’auto e di fare qualche spericolata peripezia giù dai ponti di Los Santos, o ancora di lanciarvi in disastrosi testa-coda, restando consapevoli che i vostri occhi avranno sempre modo di contemplare l’incredibile impegno del team di sviluppo, celato dietro ogni ammaccatura e ogni sterzata di troppo. Certo, le moto d’acqua, le bici e gli elicotteri hanno il loro fascino, ma nulla che possa competere con la componente quattro ruote di questo quinto capitolo. Purtroppo durante le sessioni di gioco è fin da subito emerso una pecca piuttosto consistente: l’impossibilità di cambiare vettura nel bel mezzo di una missione; un divieto che purtroppo spesso fa la differenza quando ci si ritrova circondati dalla polizia ad un metro dalla costa, senza poter montare a bordo del motoscafo più vicino. Fortunatamente però, le cattive notizie in merito finiscono qui e come già avviene per i tre personaggi e il loro look, è possibile decidere in maniera sostanziosa come rimodellare il nostro mezzo presso l’officina di fiducia di Los Santos. Trattori, Ferrari e auto d’epoca sono tutte plasmabili a piacere e possono essere avidamente conservate nel garage di casa, in modo che non finiscano in mani più sbagliate delle vostre.

Grand Theft Auto V è un gioco a cui difficilmente si può trovare una definizione calzante. Il paragone più immediato per gli eretici della potrebbe essere “Skyrim urbano”, poiché la produzione di Rockstar ricorda in diversi modi quella di Bethesda, a partire dall’incredibile fattore free roaming che garantisce giorni e giorni di divertimento illimitato, condito da innumerevoli missioni secondarie e continui incontri casuali in un mondo vivo, pulsante, e cosa ancor più importante: tremendamente vasto. Non basterebbe tutto il tempo del mondo ad elencare i motivi per cui Grand Theft Auto V è un capolavoro di proporzioni imponenti, in grado di convincere anche il videogiocatore più restìo al genere ad ammettere la sua grandezza. L’unico modo che avete per immergervi nello sconfinato e sorprendente mondo di Los Santos è correre a comprare la vostra copia, fermamente convinti che non ve ne pentirete. GTA V è un videogioco monumentale che non mancherà di resistere all’interno della vostra collezione, noncurante dello scorrere degli anni e capace d’intrattenervi adeguatamente fino all’arrivo della prossima generazione, se non oltre.

COMMENTO DELL’AUTORE
Grand Theft Auto V non è semplicemente il canto del cigno di questa generazione agli sgoccioli, ma piuttosto è una sinfonia senza sbavature in grado di convincere anche i più scettici che le possibilità contenute all’interno del disco di gioco sono infinite. Che si tratti di un’occasionale partitina scacciapensieri con i cheat o di una sessione full-immersion a capofitto nelle vite di Los Santos, GTA V è in grado di soddisfare anche i più accaniti detrattori della vita criminale.
Solo dopo aver completato la corposa campagna in single player per la prima volta, dopo aver esplorato ogni frazione dell’immenso mondo di gioco e dopo aver vissuto fino all’ultima esperienza che questo universo ha da offrire, vi ricorderete che esiste anche una soddisfacente modalità Online pronta ad accogliervi. Allora e solo allora sarete consapevoli di aver assistito alla nascita di un’opera maestra senza eguali, che detterà le regole di molte delle produzioni next-gen a venire.

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