È passato tanto tempo da quando il primo .hack è uscito. Il progetto, creato da Bandai Namco, è passato in quasi tutti i media possibili: dal cinema al mondo animato. Mentre la quadrilogia originale è stata principalmente di nicchia, per via soprattutto della suo stile acerbo, il successo del concept del finto MMORPG è stato sufficiente per far guadagnare al progetto la notorietà sufficiente per espandersi oltre le terre nipponiche.

.hack//G.U. è la trilogia che segna l’apoteosi del franchise in occidente, la quale gli ha permesso di espandersi a perdita d’occhio. Uscita nel 2006, portava ancora una volta i giocatori all’interno di un mondo virtuale in una serie di titoli uno meglio dell’altro.

Il franchise, negli ultimi tempi, è stato messo in pausa se non per qualche produzione mobile o collaborazione. Dopo molti anni di attesa, durante il 15° anniversario della serie, Bandai Namco ha rilasciato .hack//G.U. Last Recode: una remaster della trilogia omonima con l’aggiunta di un nuovo, inedito capitolo. Che questo sia l’inizio di un ritorno in grande stile per una saga storica? Al momento non ci è dato saperlo, quello che possiamo fare però è raccontarvi il nostro personale ritorno in The World 2.0. proprio nel periodo in cui gli eventi della trilogia hanno luogo. Ancora una volta, dobbiamo loggare in quel mondo che salvammo tanto, tanto tempo fa.

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Un ritorno, un altro inizio

Corre l’anno 2017 e l’industria degli MMORPG è florida più che mai. Dopo la chiusura del gioco “The World” dovuta agli eventi dei primi quattro titoli della serie, la CCorp decide di riaprire il famoso multiplayer online nella sua versione 2.0.

Un nuovo utente chiamato Haseo crea il suo personaggio come tutti gli altri giocatori, ignaro di diventare il protagonista di una storia in grado di cambiare le sorti del mondo digitale. Sebbene il gioco inizi con la prima avventura di Haseo all’interno di The World, effettivamente il primo volume di .hack//G.U. fa un salto temporale fino a quando il nostro alter ego non sarà conosciuto con il soprannome di “Terrore della Morte”. Questo è stato fatto per dare spazio all’anime .hack//Roots, il quale narra di come la gilda di Haseo si sia distrutta a seguito del “coma” di uno dei suoi membri: la giocatrice Shino. Questo avvenimento è il motore centrale di tutti e quattro i volumi presenti in Last Recode.

L’ambientazione di fondo, che spazia in tutto il franchise, è che essenzialmente nel MMORPG “The World” c’è la possibilità che i giocatori entrino in coma a seguito della loro morte nel mondo virtuale. Questo accade quando un virus, denominato AIDA, intacca i dati del gioco, trasmettendosi ai visori per la realtà virtuale utilizzati dai giocatori. Se tale prefazione vi risulta familiare, è proprio perché .hack è il genitore di questa ambientazione riutilizzata da altre produzioni come “Sword Art Online” o “Log Horizon”.

Nel corso di tutti e quattro i capitoli seguiremo le vicende di Haseo ed eventuali amici nella lotta contro questo potente virus in grado di mettere in serio pericolo il mondo intero, un po’ come accade in “Summer Wars” e il film dei “Digimon”. Il fulcro della trama, tuttavia, risiede nella caratterizzazione dei vari personaggi e del loro rapporto con il mondo esterno e le altre persone.

In un certo senso .hack è una storia di crescita personale molto ben costruita ed in grado di affrontare tematiche importanti come il bullismo, il suicidio e tante altre problematiche che spesso hanno trovato sfogo negli spazi sicuri dei MMORPG. Questa capacità narrativa non deve lasciarvi fuorviare: la serie di G.U., ed il nuovo capitolo, è ricca anche di azioni drammatica, umorismo e momenti epici tipicamente presenti negli shonen. Un pacchetto più che completo che vi soddisferà per ben oltre le 100 ore, considerando che si tratta di quattro giochi completi in un’unica installazione.

Quando si parla di queste collection bisogna necessariamente esaltarne il grande valore contenutistico derivato dalla possibilità di giocare più giochi al prezzo di uno, ed in questo caso a livello narrativo il viaggio vale almeno quattro volte il prezzo del biglietto. L’originalissimo cast viene inserito in una longeva trama che non lascia buchi in nessun luogo, in grado di dare risalto anche a personaggi completamente secondari. Se a questo aggiungiamo che si tratta del capostipite dell’espediente sempre apprezzato del “MMORPG incredibilmente fatale”, non si può far altro che tesserne le lodi.

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Rengeki!

La formula ludica di .hack rientra nel genere RPG ma aggiunge alla ricetta alcuni ingredienti action per insaporire il piatto finale, che risulta più che gustoso al palato del giocatore. Sebbene ci siano intere aree da esplorare, il punto focale dell’esperienza è il combattimento in party da 3 nei vari “dungeon” del gioco. Nulla di inusuale per un titolo che punta a simulare un MMORPG in piena regola, ed in effetti ci sembrerà di essere in uno di essi. Dalle attività PvE diversificate fino all’arena PvP, ogni elemento presente in .hack ricrea le meccaniche che ogni giocatore di aspetterebbe di vedere nel genere dei multigiocatori massivi. Il vantaggio risiede ovviamente nell’essere gli unici giocatori veri all’interno del sistema, permettendoci di gestire ogni personaggio senza abbandonare la finzione narrativa.

Nel corso dello sviluppo del personaggio di Haseo, cambieremo classe e sbloccheremo continuamente nuove abilità da utilizzare nelle ben strutturate meccaniche d’azione, lontane dalla stagnante retorica degli RPG e ancora più accentuate in questa versione remastered. Ogni azione contribuisce a far aumentare diverse “barre” che creano un crescendo di “skill” culminante in attacchi devastanti una volta raggiunto il massimo del Morale. I vecchi giocatori si ritroveranno in un sistema ancora più dinamico ed aggiornato, che li accoglierà con l’enorme quantità di armi e poteri a cui erano abituati.

.hack//G.U. Last Recode ribilancia diverse statistiche in modo da svecchiare il gameplay della trilogia, soprattutto per via dell’introduzione dei 60 FPS. Il risultato è una festa per gli occhi e per il pad perfino nella prima entry della trilogia, la quale ha implementato tutte le novità successive al terzo titolo.

Nel nuovo capitolo vediamo l’introduzione di nuovi membri del party ed una nuova classe in grado di potenziare ulteriormente Haseo. La vera sfida, dopo aver tarato i capitoli precedenti, era quella di creare nuovi livelli in grado di mettere alla prova anche i più tenaci degli hardcore player. Bandai Namco è riuscita in questa impresa, regalando scenari capaci di tenere testa anche a chi aveva gli equipaggiamenti più alti a disposizione. Questo, naturalmente, per non rendere l’utilizzo della “Cheat Mode” – una modalità che vi fornisce livello ed equipaggiamento massimo fin dall’inzio – una sorta di passeggiata nel parco.

Giocare a questa collection sarà una goduria dal primo all’ultimo secondo soprattutto per via dell’ingente valore contenutistico presenta in essa. Proprio per via della “simulazione da MMORPG” si viene a creare un ambiente ricco di missioni secondarie, attività PVE e PVP, grinding e tanti altri elementi che si mischiano ai tantissimi lati positivi del single player, come la storia, il sistema a relazioni e i finti forum/e-mail fuori dal gioco. Se c’è un pregio univoco di .hack come marchio, è proprio quello di avere un gameplay solido, divertente e ottimamente costruito.

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A cavallo tra la PlayStation 2 ed il futuro

Venendo alla parte tecnica, sicuramente non ci potevamo aspettare un completo rifacimento alla “Crash Bandicoot”. Il motore di gioco è essenzialmente quello presente su PlayStation 2 e come tale deve essere trattato. Il fattore nostalgia è tuttavia supportato da notevoli migliorie qualitative piuttosto importanti. Tra esse vediamo l’aggiunta delle risoluzioni più moderne, i 60 FPS fissi, il ringiovanimento delle cutscene e diversi piccoli tocchi grafici ambientali. Per quanto “The World” possa apparire simile sia a noi che ad Haseo, qualcosa di diverso lo permea fin dal nostro primo login.

Naturalmente il capitolo inedito, seppur utilizzi le stesse texture, ha delle cutscene più moderne. Certo, il livello è simile a quelle dei predecessori per evitare una stonatura totale, ma si nota comunque il distacco dagli altri filmati. Stesso discorso vale anche per i modelli dei nuovi personaggi e della classe aggiuntiva.

Il sonoro, come tante pietre miliari dell’era PlayStation 2, è stupefacente. Brani memorabili faranno breccia nei cuori e nelle orecchie sia dei vecchi fan che dei nuovi giocatori, regalando intense emozioni ad ognuna delle molte scene clou dei vari capitoli. Il coinvolgimento emotivo della narrazione, già elevato per le vicende presentate, sarà ancora più persuasivo proprio grazie all’eccellente colonna sonora e al doppiaggio.

Proprio per le voci vediamo uno dei capolavori nel noto Yuri Lowental nei panni di Haseo. La sua interpretazione nella serie è rimasta impressa nelle sue migliori in assoluto, così come quella di molti altri colleghi che hanno lavorato alla serie. Rivedere il cast riunito per produrre un quarto capitolo fa strano, per via del cambio di tonalità di molti, ma sicuramente è fonte di gioia per gli afecionados.

I menù sono rimasti invariati, ma grazie al cielo hanno modificato i dialoghi ed i sottotitoli, rendendoli all’altezza degli standard odierni. Se fossero rimasti quelli di un tempo, avremmo perso diverse diottrie. La nota dolente arriva per tutti i fan che desideravano una traduzione in italiano, che anche questa volta non sarà presente. Mentre, all’uscita, originale, la serie non era neanche approdate sulle terre italiane (se non in qualche rivenditore particolare), ora che sarebbe stata accessibile a tutti poteva essere un’occasione per aggiungere nuove lingue all’offerta. Consoliamoci con la possibilità di utilizzare il doppiaggio Giapponese, se non altro.

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