Inner Chains è un FPS horror sviluppato da Telepaths Tree ambientato in un mondo biomeccanico surreale oscuro e letale come mai visto prima. Questa sorta di pianeta roccioso risulta essere privo di forme umane, estinte non si sa bene in quale modo. Non essendoci l’interferenza umana quest’ultimo iniziò ad assimilare la tecnologia abbandonata dando vita a nuovi esseri umani biomeccanici. La storia si apre con un’introduzione cinematografica molto intrigante, ma purtroppo questa è tutto quello che sapremo sulla storia. La popolazione è indubbiamente mutata nella sua superficie, ma il suo spirito è rimasto allo stesso grado di corruzione di sempre e sembra tornata a uno stato sociale in cui ci si affida nuovamente a sacrifici e alla cieca devozione verso strane divinità pur di riuscire nell’intento di salvare la propria anima e mondarla da tutti i peccati.

Verso la libertà

Il primo capitolo della trama, che funge da incipit e quasi da tutorial, ci vede impegnati nel recuperare un oggetto di natura tecnologica, di cui è abbastanza difficoltoso capire l’utilità, per poi consegnarlo nelle mani di un crudele sacerdote, il cui unico scopo e di punire con la morte non solo i sottomessi che non siano in grado di presentargli offerte gradite, ma anche chi adempie correttamente.

Una volta capito il destino beffardo che ci aspetta, il nostro protagonista decide di tentare il tutto per tutto, gettandosi giù da un parapetto insieme ad una guardia che lo stava per condurre a morte certa. Da qui parte il nostro viaggio per l’agognata liberà,  che ci porterà ad affrontare vari pericoli.

Gameplay

Nel gioco troverete un totale di tre armi a vostra disposizione, una pistola elettrica, un lanciafiamme e una pistola a bobina, ognuna con le proprie modalità di fuoco alternative. La particolarità del gameplay è tutta incentrata sulla scelta dell’arma giusta da usare e su come essa può esserci d’aiuto al fine di interagire con l’ambiente circostante. L’intera esperienza di gioco durerà all’incirca quattro ore, tra notevoli problemi di frame improvvisi e vari  bug che ci obbligheranno a iniziare di nuovo la sezione dall’inizio.

Il pericolo, oltre ai nemici, è dato anche dalla vastità di trappole sparse in questo mondo. Ovunque tu vada, c’è sempre qualcosa pronto ad ucciderti o farti del male male: fruste mortali che escono dal terreno come alberi, enormi palle di gas infiammabile che cadono dal soffitto o piante carnivore che divorano uomini in un sol boccone.

Ho apprezzato questo concetto di gioco perché bisogna preoccuparsi costantemente anche dell’ambiente circostante. Inoltre queste trappole possono essere usate anche a nostro vantaggio per sconfiggere alcuni nemici. Il lato negativo è che tutte le trappole sono totalmente distruttibili con il vostro lanciafiamme al costo di sprecare munizioni, ma visto che ci sono stazioni di ricarica praticamente in ogni angolo, la difficoltà del gioco scende nettamente.

Inoltre l’inteligenza artificiale dei nemici è ridicola in determinate situazioni, vi basterà attendere qualche secondo perché le guardie vengano automaticamente eliminate dalle loro stesse trappole, innescate durante la ronda di pattugliamento. Per quanto riguarda le azioni d’attacco dei nemici, solo quelle semplici degli zombie risultano credibili, mentre i restanti mostri si limiteranno a semplici cariche a testa bassa.

Grafica e Sonoro

Se c’è una cosa che si salva in parte di questo gioco è sicuramente la grafica. Gli ambienti sembrano enormi e ben caratterizzati, con mastodontiche costruzioni che uniscono il primitivo ed il tecnologico, con un tono scuro che ci accompagnerà per tutto il corso della storia, come se fossimo in un terribile posto circondato dalla morte senza nessuna speranza d’uscita. Il pianeta sembra quasi respirare attorno a noi e si è plasmato alla perfezione con fenomeni vulcanici sotterranei, fiumi d’acqua mefitica e strapiombi.

Purtroppo le opzioni disponibili per la grafica sono minime, e praticamente nulle per i controllila sensibilità non può essere regolata, né sul controller è possibile invertire l’asse Y. Una prima patch per risolvere i problemi è stata rilasciata ma il giudizio è rimasto negativo. Ci sono letteralmente solo due colonne sonore, una per esplorare e una dedicata al combattimenti, ripetuta in loop più e più volte che risulta quasi fastidiosa alla fine.

Conclusioni

Dal punto di vista artistico Inner Chains sicuramente convince, con atmosfere surrealiste degne di nota. Purtroppo gli aspetti postitivi finiscono qui, con un lato narrativo e tecnico molto sotto tono. Il primo   accennato maldestramente, mentre l’altro non curato, dando l’idea di un prodotto in accesso anticipato e non completamente finito. Apprezziamo l’originalità di questo sparatutto, ma siamo ben lontani dalla sufficienza.