La parola “indie” può far scattare nella mente del videogiocatore numerose reazioni. Da chi si ostina a evitare qualsiasi titolo che, anche per sbaglio, venga associato a questa categoria considerandoli dei non giochi; a chi come scelta di vita ne macina il più possibile quasi come fosse una gara. Poi ci sono nel mezzo i videogiocatori normali, che quando riconoscono un progetto di valore sanno dargli il giusto peso e concedergli la giusta attenzione. Se rientrate in quest’ultima categoria, allora Masquerada: Songs and Shadows è un titolo che fa per voi.

Il gioco di ruolo tattico realizzato dal Witching Hour Studios ruota attorno al concetto di “pulizia e semplicità”. Pulizia nello stile grafico e artistico, semplicità nella trama, senza perdersi in fronzoli di missioni secondarie e lasciando che il gioco ruoti interamente attorno al fulcro principale che è la trama.

La trama, appunto. Di che parla il gioco?
In Masquerada vestiremo i panni di Cicero Gavar, “Inspettore” nella “Citte of Ombre” (a Singapore, paese d’appartenenza dello studio di sviluppo, devono proprio volerci male per maltrattare così la nostra lingua ndr), richiamato dall’esilio cui era stato costretto per indagare sulla scomparsa di Razitof, elemento di spicco della società cittadina e che si scoprirà impegnato in ricerche non troppo “limpide”.
Questo l’incipit del gioco che sfocerà ben presto in una serie di maggiormente articolate e particolari vicende.

Trama semplice, come detto, raccontata con dialoghi in lingua inglese ottimamente doppiati e scene di intermezzo costituite da un susseguirsi di vignette, tutto ben fatto e assai piacevole da vedere. Nel caso poi voleste arricchire la vostra conoscenza della lore del gioco, potrete facilmente spulciare muri di testo (sempre in lingua inglese) negli appositi menù che vi garantiranno degli interessanti approfondimenti sugli avvenimenti e sui personaggi del gioco.

Ecco, la mancanza dei sottotitoli in italiano potrebbe essere un primo scoglio difficile da superare, tanto nei dialoghi quanto negli approfondimenti testuali, soprattutto per chi non mastica troppo la lingua e che, quindi, alla lunga rischierebbe di perdersi le tante sfaccettature del titolo.

GAMEPLAY SEMPLICE E IMMEDIATO

A livello di gameplay il gioco riesce a divertire nell’immediato, con combattimenti che vi metteranno alla guida di un party composto da tre elementi. Ognuno dei personaggi che faranno parte della vostra squadra nel corso dell’avventura avrà ruolo e abilità (potenziabili attraverso un apposito albero nel quale spendere gli skill points che otterremo dopo le battaglie più impegnative) prestabiliti e immutabili e solo il protagonista della nostra avventura potrà quindi switchare tra le categorie, dal “Sicario” al “Pavisierre” al “Dirge”, categorie che lette così probabilmente nulla vi dicono, ma che in game non farete fatica a categorizzare nei classici ruoli presenti in ogni GDR. Ogni personaggio del party potrà essere lasciato in mano all’IA (dopo averne personalizzato il comportamento) o gestito in maniera attiva, in tempo reale, o riflessiva, con la classica pausa tanto cara ai giocatori di vecchia data.

DETTAGLI TECNICI E PICCOLI DIFETTI

Tecnicamente il gioco è ben realizzato sia dal punto di vista grafico, nessuno sforzo eccessivo con ambientazioni molto colorate e richiamanti alla mente una Italia rinascimentale e nello specifico una Venezia in pieno carnevale (largamente apprezzabili grazie alla visuale isometrica del gioco), sia dal punto di vista sonoro, con melodie che ben si sposano alle varie vicende di gioco alle quali fanno da sottofondo, anche qui nulla di memorabile, ma comunque un risultato ben più che piacevole.

Come detto poco sopra, il gioco diverte nell’immediato, ma sul lungo periodo rischia di stancare in quanto i combattimenti tendono a essere tutti similari e la mancanza di quest secondarie non aiuta di certo a spezzare la monotonia nella quale si rischia di rimanere impantanati combattimento dopo combattimento. Dopo una prima run del gioco, terminabile ad andar male in una decina, massimo dozzina di ore, sbloccherete il “New Game+” con alcune piccole chicche aggiuntive come boss fight opzionali, ma non siamo sicuri che avrete sufficiente voglia per ricominciare il gioco, ricordandovi anche i numerosi e ingiustificati tempi di caricamento che siete stati costretti ad sopportare portando avanti questa avventura.

In conclusione, Masquerada: Songs and Shadows è un buon titolo che, però, esaurisce in fretta la propria spinta ottimistica. Divertente e stilisticamente affascinante, il gioco millanta numerose buone idee che però rimangono un po’ a metà. Il prezzo (17,99€ sul PlayStation Store, facendo riferimento alla versione da noi provata) forse potrà non invogliare troppo chi cerca una maggiore longevità o non mastica l’inglese a dovere, per tutti gli altri potrebbe essere un buon acquisto in questo caldo agosto, chissà che un buon risultato di vendite non invogli gli sviluppatori a realizzare un sequel migliorando gli aspetti in cui Masquerada pecca.