Ni - L'impero lo consiglia solo ad alcuni!

Le conclusioni dell'impero (Recensione Breve)

 

RiftStar Raiders non brillerà forse per originalità o per quantità di contenuti disponibili, né tantomeno per una complessa narrazione di fondo. Del resto non è il tipo di gioco da cui ti aspetteresti questo tipo di contenuti. Da uno shooter 2D spaziale ti aspetti che sia puro e semplice gameplay ed è questa la forza del gioco.

I comandi sono in quantità giusta e offrono alle navicelle una mobilità molto accentuata che è sì difficile da padroneggiare, ma una volta assimilata regala frenetici scontri senza esclusione di colpi e dalle enormi soddisfazioni. La progressione dei rami delle abilità unita alla presenza di molti oggetti sbloccabili rende i pochi livelli di gioco altamente rigiocabili soprattutto in considerazione dell’elevato livello di sfida che offre il gioco nelle prime fasi.

Anche sotto il profilo stilistico non siamo difronte ad una delle creazioni più originali del mercato, ma sia i modelli delle astronavi, sia gli scenari, sia gli effetti in game mostrano una buona realizzazione generale e tanto spazio ad amarcord che è molto apprezzabile anche se qualche dettaglio si perde nella frenesia degli scontri.

L’assenza di una musica di accompagnamento alle varie missioni si fa sentire soprattutto in alcuni frangenti, lasciando tanto, forse troppo spazio ai suoi delle battaglie. La componente multiplayer presente è un piacere, ma non molto profonda né popolata.

Si tratta, manco a dirlo, di un titolo molto più adatto a partite mordi e fuggi che a lunghe sessioni di gioco, per un giocatore senza grandi pretese in termini di storia ma che apprezza un gameplay ben fatto. Una variante agli shoot ‘em up classici per appagare il proprio desiderio di eroismo interstellare.

Recensione Integrale

Recensione Completa

Climax Studios ha sviluppato e pubblicato, grazie a Vision Games Publisching, RiftStar Raiders su Playstation 4, Xbox One, e PC via Steam. Questo action sparatutto ad ambientazione spaziale ci catapulta nel bel mezzo di una guerra tra umani e una misteriosa razza aliena che minaccerà la sopravvivenza della nostra colonia orbitante. Indossato il casco, siamo saliti sulla sfrecciante navicella e abbiamo provato la versione Steam. Questo è il diario di bordo delle nostre missioni.

Dalla città orbitale Arcadia partono tutte le mie missioni contro la minaccia della razza aliena con mente a sciame Warswarm che minaccia di distruggere tutta l’umanità. Si potrebbe dire senza problemi che questo sia il classico incarico per un pilota spaziale di ogni tempo e generazione. Nulla di diverso dall’ordinaria amministrazione se non la sopravvivenza dell’umanità contro la solita minaccia aliena del momento.

In realtà tutto questa guerra è solo un corollario, un qualcosa di trascurabile, una cornice nemmeno troppo definita grazie alla quale si definisce il contesto entro cui andremo incontro al vero obiettivo di questa avventura: diventare un eroe di questa guerra stellare. La decina di missioni che affronteremo non sono molte in apparenza, ma abbastanza se si considera quanto si possa, e necessiti, tornare sui nostri passi e affrontare nuovamente ogni sparatoria alla ricerca di sempre maggiori risorse e oggetti esclusivi.

Piloti abili, coraggiosi e avidi

La rigiocabilità è alta e tornare sui propri passi è indispensabile per raggiungere il punteggio migliore e soprattutto ottenere risorse necessarie per aumentare la potenza della propria astronave. Grazie ai rami abilità e alla discreta differenziazione delle armi sarà possibile trovare nuovi modi e nuovi pretesti per battere le strade già attraversare. Siamo comunque difronte ad una quantità di contenuti e variabili non immense, ma i requisiti per completarli sono tali da richiedere più di una run per raggiungere la potenza offensiva e difensiva necessarie a completare le missioni successive.

Questo coming back è utile ad aggiungere ore al gioco che altrimenti potrebbe sembrare troppo risicato perfino se rapportato al prezzo, comunque contenuto. Alle fasi di combattimento saranno anche da affiancare anche alcune di free-run molto utili a trovare i segreti e i tesori nascosti con i quali massimizzare gli introiti di ogni missione.

Il nucleo centra e fattore più appassionante del gioco è senz’altro pilotare dell’astronave. Imparare a padroneggiare e pilotare l’astronave sarà una sfida tutt’altro che abbordabile e richiederà qualche ora di gioco e qualche game over inevitabile per comprendere come far fare alla navicella quello che vogliamo e forse anche qualcosa in più. Perché le possibilità sono tante.

Acrobazie e colpi volanti

Una piccola nota: il consiglio personale di chi sta redigendo questa recensione è di usare un controller. La combinazione mouse e tastiera è meno immediata da gestire e rischiereste di aggiungere altra difficoltà ad un sistema già di per sé complesso.

Una piccola nota: il consiglio personale di chi sta redigendo questa recensione è di usare un controller. La combinazione mouse e tastiera è meno immediata da gestire e rischiereste di aggiungere altra difficoltà ad un sistema già di per sé complesso.

La fisica della navicella negli spostamenti è incredibilmente curata e permetterà ai piloti più capaci di mostrare doti degne di un novello Skywalker contro la Morte Nera. Oltre alla direzione sarà possibile eseguire manovre laterali ed rapidi spostamenti evasivi per evitare i colpi nemici. Questo permetterà di esibirsi in alcune manovre spettacolari e gratificanti uccisioni.

E le armi non solo certo da meno con la possibilità di equipaggiare due armi diverse da utilizzare in combinazione o a scelta. Il ventagli di scelte di queste armi è un po’ limitata, ma grazie alla progressione delle abilità diventano sempre più utili e efficaci per sentirsi meno in svantaggio contro le orde di alieni.

Amarcord 2D con stile

A livello grafico il gioco si impone per la sua pulizia delle texture che, complice anche una telecamera dall’alto che rende solo parzialmente la sensazione di tridimensionalità, mostra elementi di scenario molto grandi e gradevoli attorno ai quali girano come piccoli insetti sia le navicelle nemiche che la nostra. Il livello di dettaglio è buono, ma la visione panoramica della scena rende un po’ sbiaditi i particolari dei veicoli e degli oggetti più piccoli.

Parlando di veicoli, la loro realizzazione ricorda in alcuni frangenti quelli di titolo sparatutto a scorrimento degli anni novanta. Stesso dicasi per la scelta cromatica che spazia dai colori metallici a colorazioni acide tipiche degli alieni di qualche decennio fa. In evidenza certamente ci sono le esplosioni e i vari elementi particellari, davvero piacevoli da vedere in ogni occasione.

Un piccolo punto che è di difficile interpretazione è il multiplayer che permette fino a quattro giocatori di affrontare le varie missioni. Complice la presenza di pochi utenti giocanti online, non abbiamo potuto testare con la dovuta profondità il gioco e solidità dei server. Un po’ di confusione in alcune fasi con più navicelle c’è, ma la dimensione delle mappe aiuta a diradare questa sensazione nei match multigiocatore.

RiftStar Raiders, come scritto nelle recensione breve, resta un prodotto gradevole sotto molti aspetti che si presenta come una ottima variante ai classici sparatutto bidimensionali. Un prodotto che fa della fisica e della difficoltà i suoi punti di forza, non dimenticandosi di essere esteticamente gradevole. Forse non lo apprezzeranno tutti, ma alcuni ne potranno certamente godere.

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Dalla sua mansion sulle colline del Sannio è riuscito ad attraversare l’universo senza tuta Phazon, raggiungendo regni brulicanti di Koopa grazie ai consigli delle pietre Sheikhan. Ma il suo desiderio nascosto è una piccola casetta nella Colonia 9 di Bionis. Birra artigianale, cinema e board game le altre sue passioni. Ogni volta che esce un nuovo Zelda esclama: "Avverto un tremito nella forza".