Sale e Santuari, 4 anni dopo

Dopo un secondo capitolo che divise il pubblico in maniera netta, seguito poi da un Bloodborne che venne invece acclamato all’unisono da critica e pubblico, l’hype che Dark Souls III aveva generato negli appassionati era enorme.
L’uscita internazionale era prevista per il 12 aprile 2016 e fu qualche settimana prima, verso fine marzo, che lessi per la prima volta di Salt and Sanctuary, considerato il perfetto antipasto in attesa di Dark Souls III.
Oggi, 4 anni dopo, vale ancora la pena recuperare il titolo di Ska Studios?

Un soulslike 2D

Salt and Sanctuary è un videogioco 2D appartenente al filone dei titoli soulslike, presentando al contempo alcuni stilemi tipici dei metroidvania. Pad alla mano, le sensazioni che pervadono il giocatore hanno un sapore familiare…
Atmosfere cupe e claustrofobiche, un boss iniziale programmato per non essere sconfitto (o quasi), una musica di sottofondo ansiogena e ripetitiva…


Il Combat System si basa su combo che alternano colpi leggeri e pesanti in base alla tipologia di arma impugnata e ricorda moltissimo quello dei Souls.
Ritroviamo poi la meccanica delle anime, che qui corrispondono al sale. Quest’ultimo è utilizzato per aumentare di livello e, se perso in segutio alla morte per mano di un nemico, può esser recuperato sconfiggendo la creatura in questione.
Riguardo la crescita del personaggio, Ska Studios opta per una sorta di schema ad albero, efficace e chiaro ma al contempo punitivo. Prestate quindi attenzione a scegliere bene quale sarà il vostro percorso…
Le sfere che permettono di redistribuire i livelli sono infatti molto rare ed anche potenziare le armi risulterà essere più complicato rispetto ad altri soulslike.
Sono inoltre presenti delle covenant, ossia patti legati alla lore di alcuni popoli e religioni del mondo di gioco. Da esse sarà possibile ottenere interessanti potenziamenti, ma attenzione a cambiar bandiera troppo spesso.
Potreste ritrovarvi in delle situazioni davvero spiacevoli…

Recensione - Salt and Sanctuary

Ska Studios all’opera

Il comparto tecnico di Salt and Sanctuary può essere definito “funzionale”.
La varietà di nemici e di location permette al titolo di non annoiare mai, nonostante i toni dark che non incontreranno il gusto di tutti.
Il discorso cambia quando si parla del mondo di gioco in senso “geografico”. Il titolo presenta infatti uno dei migliori esempi per quel che riguarda l’interconnessione della mappa di gioco, anche grazie alla maggior facilità d’operazione offerta dalla scelta del 2D in questo contesto.
Le colonne sonore, (ri)ascoltabili su Spotify, non sono varissime e si ripetono spesso, ma si rivelano sempre adatte e, in alcuni punti, riescono a creare un’atmosfera unica, che imprimerà nella mente del giocatore quel determinato momento, soprattutto nelle fasi finali e contro alcuni boss in particolare.

Recensione - Salt and Sanctuary 2

Solo un soulslike?

In tutto ciò, bisogna specificare che il videogioco di Ska Studios non si presenta come un semplice “copia, incolla, adatta” di Dark Souls
Il sistema con cui vengono gestiti i mercanti ed i santuari è infatti originalissimo e non ci farà rimpiangere le opere di Hidetaka Miyazaki. Per quel che riguarda invece gli elementi da metroidvania… diciamo solo che, evitando spoiler, gli amanti di Hollow Knight e simili si sentiranno a casa.


Tornando alla difficoltà, uno degli aspetti che più sorprende ed incuriosisce dei soulslike è la soggettività che caratterizza i problemi riscontrati durante una boss fight. C’è chi affronta l’intera avventura senza problemi, chi non riesce nemmeno a superare il primo boss, chi ha avuto bisogno di aiuto in un determinato momento e chi invece l’ha superato ad occhi chiusi, per poi sbattere la testa contro un altro ostacolo.
In Salt and Sanctuary, il bilanciamento della difficoltà e dell’output di danno risulta essere purtroppo il difetto maggiore. Una volta imparate le meccaniche ed approfondite determinate build, soprattutto quelle legate a miracoli e magie, non sarà difficile per il giocatore “rompere” il gioco. Fatto ciò, risulterà quindi possibile sconfiggere qualsiasi nemico in pochissimo tempo e senza problemi, soprattutto nel caso in cui si voglia intraprendere una seconda run. Si tratta di un problema che verrà riscontrato solo dagli amanti dei NG+ e dagli speedrunner (porbabilmente per loro sarà un vantaggio), ma va segnalato.

Il leggendario adattamento…

Un altro difetto che presentava il titolo all’uscita era l’adattamento in italiano.
Affidato probabilmente a qualche traduttore automatico, negò a molti videogiocatori del nostro paese la possibilità di cogliere moltissimi dettagli di lore comprensibili solo tramite un’attenta lettura delle descrizioni degli oggetti, in puro stile From Software.
Fortunatamente, anche se solo molti mesi dopo, il problema fu risolto ed oggi risulta essere più che soddisfacente, permettendo agli interessati di recuperare il titolo anche nella nostra lingua e su qualsiasi piattaforma di gioco, essendo l’opera nel frattempo uscita praticamente su tutte le console.

Recensione - Salt and Sanctuary 3

8.8

Recensione Breve

Salt and Sanctuary risulta quindi essere un’esperienza, nei suoi limiti e nel suo contesto, originale e quasi perfetta.
Non è sicuramente un’opera consigliabile a chiunque, ma considerando la realtà dalla quale è uscita fuori, non si fatica a considerarla una piccola perla. Come già detto, non è sicuramente un videogioco da far provare ad un neofita; al contrario, gli appassionati del genere si troveranno davanti ad una sfida interessante e, se conquistati dall’Isola Senza Nome, potrebbero lasciarci a riva un pezzo di cuore.
Il tutto è poi condito da un multiplayer in locale che permette di giocare con un altro personaggio creato sullo stesso profilo del primo; un’aggiunta che molti potrebbero considerare inutile, ma che renderà felicissimi quegli utenti che condividono la console con un fratello o una sorella.