“Scoprii quanto ero uomo di mare, nel cuore, nella mente e, per così dire, nel corpo: un uomo esclusivamente di mare e di navi; il mare, l’unico mondo che contasse, e le navi, un banco di prova di virilità, di carattere, di coraggio, di fedeltà e d’amore.” Così scriveva Joseph Conrad nel suo capolavoro “La linea d’Ombra”, un paragrafo che abbiamo voluto ripescare, poiché rappresenta in qualche modo le avventure della nuova proprietà intellettuale di Microsoft: Sea Of Thieves.

L’esclusiva Xbox One e Windows10 esce dopo ben 4 anni di sviluppo da parte di Rare, casa britannica leggendaria da anni un po’ assente nello sviluppo di titoli tripla A. Per questo motivo questa piratesca, coraggiosa avventura online, rappresenta in qualche modo il loro ritorno nel mercato dei grandi.

Verso la leggenda

Rare ha da subito voluto chiarire una cosa: Sea of Thieves non è un gioco con meccaniche RPG classiche e non è nemmeno un’avventura in cui le meccaniche di progressione sono simili a titoli come The Division o Destiny. Il gioco della casa britannica è semplicemente qualcosa di unico, a tratti un sandbox meravigliosamente coraggioso. Ci piace sottolineare la parola “meravigliosamente” perché è come tornare bambini, dove le regole e le avventure ce le costruivamo noi con i nostri amici, senza nessuna linea guida o suggerimento. Tutto stava, semplicemente, alla nostra immaginazione.

Non avremo infatti una storia precisa da vivere, non avremo un tutorial sui comandi, né tantomeno un HUD o una mappa da seguire. Saremo solo noi, il nostro equipaggiamento, la nostra barca e la nostra fantasia. Se in qualche modo questo può essere considerato un enorme punto negativo, in realtà è una scelta precisa degli sviluppatori, di conseguenza è impossibile criticare la natura della decisione.

All’inizio vi risveglierete in una taverna e non capirete fin da subito cosa fare. Parlando con i pochi NPC presenti nell’avamposto, capirete che potrete compiere delle “missioni” per conto di tre fazioni. La compagnia dei “Cacciatori D’oro” si occupa prevalentemente di ricerca di tesori, quindi tutto ciò che riguarda: forzieri e cose luccicanti. “L’Ordine delle anime”, invece, è una fazione che studia i segreti dell’occulto e della morte grazie ai teschi, i quali sono reperibili tramite diverse taglie nel mondo di gioco. Gli ultimi sono la “Compagnia Commerciale”, dedicati al commercio delle spezie e degli animali, ove questi ultimi occorerà ingabbiarli e cibarli per tenerli in vita nelle attraversate in mare aperto.

L’unico vero obiettivo del gioco che si può prefissare è quello di diventare pirati leggendari, per farlo è necessario raggiungere 50 di reputazione in una delle tre compagnie, compito assolutamente non facile e parecchio impegnativo. In qualche modo lo si può considere la parte “end game” del titolo, anche se sarebbe errato definirla tale, visto che il gioco è come se iniziasse una “fase 2”, con missioni più impegnativi e ulteriori skin per il vostro pirata.

Oltre a questo è presente un evento che appare in maniera casuale nel cielo sotto forma di nuvola di teschio dagli occhi verdi. Esso sarà presente sopra un determinato avamposto pieno di scheletri che proveranno a difendersi sia con i cannoni, sia con ondate di alleati sempre più potenti, dagli scheletri dorati – vulnerabili all’acqua – fino a quelli fantasma – che si indeboliscono grazie alla luce -. Una volta eliminati, apparirà un boss, che eliminato rilascerà una chiave che aprirà vault pieno di tesori di ogni genere.

In qualche modo lo si può definire un RPG carta e penna vecchio stampo, in cui non è importante il risultato, ma come lo si affronta. Collaborerete con gli altri giocatori oppure gli ruberete tutto il bottino? Sarete degli indomabili cacciatori di tesori oppure dei perfidi cacciatori di taglie? La scelta è soltanto vostra.

La bellezza di un mondo unico

Che sia da riempire è senza dubbio, ma sicuramente non possiamo non parlare della meravigliosa estetica di questo Sea of Thieves. È come se gli sviluppatori avessero fatto un minestrone buonissimo, di quelli che non ti stanchi mai di mangiare. Un pizzico di Monkey Island, un po’ di Pirati dei Caraibi e infine il tocco di Rare. Il risultato è un art design semplicemente pazzesco e ispiratissimo, dove l’irriverenza e la serietà si mischiano in ogni viaggio.

Dalla realizzazione della barca, alla bellezza unica delle isole, Sea of Thieves non farà altro che farvi brillare gli occhi per tutto il tempo. A volte starete ore intere a guardare il mare in burrasca, il tramonto o l’alba. Se l’obiettivo di Rare era quello di realizzare un mondo colorato ci è riuscita, ora manca un po’ di vita, ma siamo certi che ben presto le isole si riempiranno di ancora più animali e NPC.

Se l’aspetto visivo è eccezionale, quello artistico non è comunque da sottovalutare. La mano di Rare si nota anche nelle piccole cose, come ad esempio nella presenza di un forziere che piange o di un altro che preso in mano vi farà ubriacare. Anche il leggendario Kraken, nella sua semplicità, riesce a incutere timore, peccato solo che la sua forza non sia paragonabile al spaventoso aspetto dei suoi tentacoli.

Ogni singola sfida o momento viene contornato da una splendida e magistrale colonna sonora, composta da pochi pezzi, ma assolutamente di altissimo livello e che in qualche modo ci ricorda ancora una volta i vecchi capolavori Rare, in cui le musiche e i motivetti erano parte integrante del titolo, tanto da diventare leggendari. Se non vi dovessero bastare, sappiate che potete voi stessi suonare delle melodie predefinite grazie alla vostra fisarmonica.

Caricate… FUOCO!

Le meccaniche di gameplay puro di Sea of Thieves sono state costruite per essere essenziali, ma assolutamente non intuitive fin da subito. Padroneggiare un’imbarcazione non sarà affatto semplice. Bisognerà infatti spiegare le vele, seguire il vento, gettare l’ancora, ripararla in caso di danni e persino svuotarla da un possibile allagamento. Il lavoro di squadra è fondamentale, altrimenti rischierete di ritrovarvi sott’acqua ancora prima di mettere mano al timone.

C’è comunque da specificare che una nave affondata non significa fine del gioco. Se cadrete in acqua oppure semplicemente la vostra bagnarola affonda, una sirena vi riporterà sani e salvi sul vostro galeone. Se morite, però, finirete sulla barca dei dannati, una specie di HUB che servirà fino a quando non sarete lasciati andare, ma attenzione però, dal prossimo aggiornamento dovrete pagare per tornare in vita, monete sonanti, a seconda di come morirete, un aspetto decisamente interessante.

Come avrete capito, giocato da soli risulta unicamente un viaggio alla scoperta della bellezza del mondo di gioca, ma perde tutta la sua anima cooperativa che per quanto ci riguarda è risulta essere la parte fondamentale del gioco stesso. Trovare un tesoro insieme, abbattere i nemici, orientarsi, oltre ad essere difficili farlo da soli, è anche e soprattutto noioso e poco remunerativo.

Bisogna comunque fare i conti con la realtà attuale: la carne al fuoco al momento è veramente poca, quasi un contenitore vuoto. Ma ciò che è importante sottolineare è l’enorme base di sviluppo gettata da Rare, la quale potrà realmente evolversi in qualcosa di veramente enorme, persino divenire un cult videoludico. Ciò che è importante è che Sea of Thieves non perda la sua identità, la sua anima di esperienza sandbox e aperta alle avventure.

 

 

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