- L'impero lo consiglia a tutti!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

Shadow of the Tomb Raider è il capitolo conclusivo della trilogia realizzata in questi anni da Eidos Montreal e Square-Enix. Abbiamo imparato a conoscere una Lara Croft diversa da quella che avevamo imparato ad amare in tutti i precedenti capitoli di Tomb Raider, ma, dopo un inizio difficile, anche questa giovane Lara ha fato breccia nei nostri cuori.

Non tutti, magari, saranno stati contenti della trasformazione di miss Croft da sex symbol a ragazzina insicura, ma il lavoro fatto dal team di sviluppo sulla caratterizzazione del personaggio è servito a rendere più umano un personaggio troppo stereotipato nel corso dei Tomb Raider precedenti e con Shadow of the Tomb Raider si chiude il ciclo di trasformazione di Lara da ragazzina ad eroina che avevamo imparato a conoscere.

Il gioco ha molto da offrire sotto numerosi aspetti di gameplay, in grado di soddisfare i fan della serie quanto i palati di chi è alla ricerca di qualcosa di speciale.

Un titolo da avere sicuramente nella propria collezione.

Recensione Integrale

Shadow of the Tomb Raider è il capitolo conclusivo della trilogia dedicata alla nuova e giovane Lara e si pone come obiettivo quello di essere il tramite definitivo tra lei e la miss Croft che tutti abbiamo imparato a conoscere nei capitoli storici usciti su PlayStation.

La conclusione di un viaggio

Shadow of the Tomb Raider inizia poco dopo la fine di Rise of the Tomb Raider. Lara e il fedele Jorah si trovano da qualche parte in Messico, in occasione delle celebrazioni del Día de Muertos, alla ricerca di un artefatto e, come da copione, è presente anche l’immancabile Trinità.

Qui, dopo le prime fasi di gioco che ci permetteranno di prendere confidenza con i comando, Lara entra in possesso di un pugnale Maya che probabilmente avrebbe fatto meglio a lasciare dove stava senza cedere alla sua anima da “Tomb Raider”.

Il pugnale, poi perduto a vantaggio del villain di turno, da avvio a una serie di catastrofi in pieno stile profetico Maya; catastrofi il cui peso di responsabilità la signorina Croft dovrà imparare a reggere sulle proprie spalle mentre dal Messico viaggia verso le montagne del Perù dove la nostra avventura prenderà il largo.

Da qui, da questo incipit parte la nostra avventura piena di promesse e speranze, ma sopratutto ricca di voglia di redenzione da parte della nostra eroina.

La trama del gioco, di per sé, non è particolarmente lunga (intorno alle 12-13 ore per la trama principale), ma se vi dedicherete solo ed esclusivamente ad essa perderete la stragrande maggioranza di contenuti ed esperienze che un titolo come Shadow of the Tomb Raider ha da offrire.

Non dedicarsi alle attività collaterali in un titolo come quello di Eidos dovrebbe essere additato come peccato capitale per via della quantità di robe da fare presente e per la bellezza e magnificenza dei luoghi che suddette attività ci porteranno a scoprire (luoghi che altrimenti con una run dedicata solo alla trama principale mai avreste visto).

Divenire la Tomb Raider che conoscevamo

Dalla (bellissima) caccia all’esplorazione di vaste aree opzionali alla ricerca di segreti, dalle missioni secondarie alle sfide che vi porteranno nel profondo della giungla, passando per la presenza di alcune cittadine che vantano la presenza di mercanti con i quali scambiare materiali per realizzare potenziamenti al proprio arsenale (laddove anche il crafting come di consueto vuole la sua fetta di gloria nel gioco, con l’aggiunta, rispetto al passato, di capi di vestiario e set di costumi che potranno conferire a Lara bonus unici) e terminando il discorso “extra” con le tombe.

Nove tombe, esattamente come nel capitolo precedente, ma ben più vaste e articolate, difficili da raggiungere e ricche di puzzle ed enigmi. Siate curiosi, siate esploratori nel vero senso della parola, ne varrà veramente la pena.

Importante sarà, nelle fasi di esplorazione libera alle quali vi consigliamo fortemente di dedicarvi, anche la raccolta di segreti sparsi per gli ambienti di gioco, utili ad accumulare EXP. Punti esperienza che serviranno a potenziare specifiche abilità di Lara, andando a sbloccarle in un apposito albero delle abilità diviso in tre sezioni, Guerriera, Esploratrice e Saccheggiatrice.

Tecnicamente eccelso

Il lavoro fatto da Eidos Montréal è lodevole, tanto nella realizzazione dei modelli del personaggi, quanto per il discorso relativo alle ambientazioni e al sistema di illuminazione.

Shadow of the Tomb Raider è meraviglioso tanto nelle tombe e nelle grandi aree esplorative dell’Amazzonia, immersi nella natura, quanto nelle tre cittadine che ci troveremo a visitare nel corso della nostra avventura, Paititi su tutte come centro abitativo più vasto e popolato e meraviglioso da esplorare.

Le musiche sono evocative e assai azzeccate, così come gli effetti sonori che tanto nella giungla quanto sott’acqua risultano accompagnare perfettamente la nostra avventura. Dialoghi e regia sono assai migliorati rispetto al capitolo precedente, così come i movimenti e le espressioni facciali dei personaggi, ma…

Difetti?

Per quanto il gioco sia splendido nella sua realizzazione e il suo racconto, se messo a paragone con una pietra miliare del genere come Uncharted, né rimane ancora all’ombra.

Nonostante le ambientazioni siano splendide e magnificamente realizzate, il racconto della trama e la caratterizzazione dei personaggi, così come i dialoghi mancano ancora di un qualcosa che renda il tutto con la bellezza e la semplicità che solo Naughty Dog sa dare alle proprie opere.
(Per quanto, comunque, sia bene precisare che Tomb Raider sia il prodotto che più s’avvicina al lavoro fatto con Uncharted).

Premessa: l’approccio stealth nel gioco è ottimamente realizzato in quest’ultimo capitolo della trilogia grazie anche all’introduzione di alcune novità come la possibilità di uccidere i nemici stando sopra i rami degli alberi per poi lasciarli lì appesi, l’introduzione delle frecce allucinogene che ci permetteranno di mettere i nostri nemici gli uni contro agli altri e la possibilità di attaccare esche esplosive ai cadaveri dei nemici.

Inoltre tale approccio è fortemente consigliato anche in virtù delle possibilità strutturali offerte dai livelli di gioco dell’ambientazione di Shadow of the Tomb Raider.

Ciò premesso, sarebbe stato più che lecito aspettarsi un miglioramento nelle meccaniche relative all’utilizzo delle armi da fuoco che però, e purtroppo, fin dai primi scontri a fuoco risulta palese non esserci stato.

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