Spesso chi recensisce un gioco lo fa in una veste imparziale, utilizzando la prima persona plurale, quel “noi” che qui significa Gamempire. In queste righe, purtroppo o per fortuna, non succederà, perchè il titolo di Naughty Dog merita di essere raccontato direttamente da chi l’ha vissuto.

Giocare a The Last of Us: Remastered (come per The Last of Us, ndr) suscita in chi tiene in mano il controller, emozioni uniche che spaziano dall’amore all’odio in pochissimi secondi. Due sentimenti a volte così lontani che qui si intrecciano, dando vita ad una storia commovente, ben orchestrata , quasi poetica, resa tale grazie anche alle meravigliose note di Gustavo Santaolalla.

SEMPRE LA STESSA BELLA STORIA

Innanzitutto il gioco è sempre lo stesso, nella versione PS4 non troverete aggiunte alla trama o scene bonus, ma avrete già disponibili alcuni DLC, tra cui Left Behind. Quindi la storia la conoscerete già tutti, però è comunque giusto parlarne per chi approccia il capolavoro di Naughty Dog per la prima volta su next-gen.

Ci troviamo negli USA, o meglio, in quello che resta di un paese colpito da un virus che ha decimato il genere umano, trasformando gran parte della popolazione in zombie.

Il viaggio di Joel ed Ellie, ricco di avventure e peripezie, metterà a dura prova l’umanità dei nostri protagonisti e la loro volontà a sopravvivere. Vi sono però anche momenti di calma e riflessione, nei quali capiremo che i veri nemici dell’uomo, non sono più i Runner, zombie dotati di vista ed affamati di carne umana, o i Clicker, esseri ciechi guidati dal loro finissmo udito, bensì gli uomini stessi, predoni e soldati pronti a far fuoco ed uccidere gli altri sopravvissuti visti come possibile minaccia.
È proprio grazie a questi momenti che Joel, abituato a pensare sempre a se stesso, cambierà atteggiamento nei confronti di Ellie, ritrovando quell’amore paterno verso una ragazzina di 14 anni, già matura per la sua età. Proteggere chi ci sta a cuore, infatti, è spesso più importante della nostra stessa vita.
L’evoluzione dei sentimenti dei personaggi è qualcosa che coinvolge ancor di più il giocatore, facendolo innamorare del legame che si crea tra i due protagonisti e portandolo a proteggerli dai pericoli in qualsiasi modo, o ad odiarsi per la morte di uno dei due, nel caso non si agisce con la strategia migliore.
Dalla nostra parte avremo a disposizione infatti mattoni, bottiglie di vetro per eludere i nemici, oppure pistole, fucili, lame e nastro isolante, con i quali creare armi per far fuori chi è ostile nei nostri confronti.

VERSIONE “RIMASTERIZZATA”

Come già detto in precedenza, a livello di gamemplay, la versione per PlayStation 4 non cambia molto rispetto a quella per PS3, a parte la possibilità di aumentare la difficoltà fino a Realismo, ovvero senza la presenza di alcuno aiuto, ad esempio la modalità ascolto, con la quale potremo “targhettare” i nemici anche dietro ai muri.

I cambiamenti infatti si notano nella grafica, essendo un riadattamento del gioco in HD.
I 60 fps si notano anche ad occhio nudo, le texture in 1080p sono ovviamente più dettagliate. Potremo comunque scegliere di giocare a 30 fps fissi, i quali renderanno le cut-scene e le ombre ancor più realistiche.
Gli ambienti di gioco, case di campagne, cittadine distrutte, macchine ammassate una sull’altra, grazie all’aumento della draw distance e di un texture maps quattro volte migliore, risaltano nello scenario dando quasi l’idea al videogiocatore di essere li.

NUOVE FEATURE SU PS4

Grazie alle nuovi funzioni del Dualshock 4, Naughty Dog ha pensato bene di sfruttarle a dovere. Il led del controller infatti si colorerà di verde, giallo o rosso, rispettivamente al livello della nostra salute; all’accensione o allo spegnimento della torcia, sentiremo un suono provenire direttamente dall’altoparlante del DS4; premendo invece sul touch pad apriremo la schermata di crafting e delle abilità del nostro protagonista.

COMMENTO DELL’AUTORE
The Last of Us: Remasterd mi ha catapultato di nuovo in quel mondo crudele, ma allo stessto tempo affascinante, del quale mi ero innamorato un anno fa. Ho provato le stesse emozioni anche ai titoli di coda, sentendomi perso, abbandonato da un “amico” che si era rifatto vivo dopo un anno per poi riandarsene passato qualche giorno.
Le lacrime ed i sorrisi, con l’evolversi della trama, sono sempre dietro l’angolo e per questo bisogna dare i giusti meriti a Naughty Dog.
The Last of Us, versione Remastered o PS3 che sia, non è solo un semplice gioco, è un racconto nel quale il giocatore prende parte e non ne vuole più uscire, è un pezzo di storia videoludica che va giocato e vissuto.
Se ancora non ne avete avuto modo, provvedete più in fretta possibile.

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