XCOM, il primo titolo con questo nome, è stato sicuramente un videogame che ha aggiunto molti elementi alla definizione di RTS. Nell’eterna lotta fittizia tra umani e alieni, questo gioco strategico permette ai giocatori di assumere il controllo di un vero e proprio esercito. La critica ne ha largamente tessuto le lodi nel corso degli anni, facendo nascere diversi spin off tra cui The Bureau e i vari libri dedicati all’universo di gioco. L’ultimo capitolo, XCOM 2, è finalmente arrivato su console e noi di Gamempire.it ci siamo subito schierati contro il controllo alieno. Purtroppo però, abbiamo incontrato qualche ostacolo.

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Distopia aliena

La trama di XCOM 2 è un sequel diretto di quella del primo gioco, Enemy Unknown, prendendo come base l’ipotesi che il giocatore sia stato catturato dagli alieni e quindi abbia fallito nell’eliminarli dal pianeta.

Verrete dunque catapultati in un mondo dove gli extraterrestri sono considerati buoni, salvatori dell’umanità o addirittura divinità. Gli umani vivono alle loro dipendenze, credendo di essere entrati in un’età dell’oro, mentre gli invasori compiono esperimenti su di loro e li schiavizzano per i loro fini. Il progetto XCOM, un settore governativo militare creato appositamente per affrontare crisi che coinvolgono esseri estranei al nostro pianeta, da organizzazione ufficiale è diventata una resistenza che si nasconde ed agisce per conto “proprio”.

Il giocatore, ovvero il comandante del precedente capitolo, è stato catturato per poter mettere una sonda nel suo cervello, in modo da trasmettere la conoscenza militare dell’uomo che ha difeso la terra nelle menti di tutti gli alieni. Questi dati verranno usati sopratutto per il progetto Avatar, una ricerca così terribile che, se venisse completata, significherebbe il totale sterminio della razza umana. Il nostro compito è quello di evitare che questo succeda e di ottenere le forze necessarie a cacciare via gli invasori.

I personaggi del gioco sono piuttosto secondari e, nonostante abbiano i loro momenti e le loro storie, non avranno molto tempo su schermo, se non si considera quello delle comunicazioni ufficiali relative ad elementi di gameplay. Le missioni della campagna principale sono ben fatte e spesso molto cinematiche nello svolgimento degli eventi, differenziandole effettivamente da quelle normali. Il gioco presenta una buona longevità ma tende a tralasciare diversi dettagli ed a presentare dei buchi di trama nelle fasi finali della campagna. Diversamente dal capitolo precedente, la quest-line della storia ha una nuova importanza che tende a rendere il gioco un po’ più lineare, il che può far piacere a molti come dar fastidio ad altri. Questo aspetto però è direttamente collegato al gameplay, che passeremo ad analizzare nel paragrafo successivo.

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Una formula quasi familiare

Il gameplay di XCOM 2 è essenzialmente quello visto in XCOM Enemy Unknown: creare un esercito di soldati e mandarli sul campo a combattere contro gli alieni in un gioco di strategia a turni. Vediamo di analizzare passo per passo ogni comparto di gioco.

Tutto partirà dalla vostra base Avenger, che questa volta è una navicella aliena rubata. Qui è situata l’HUB del gioco, ovvero un posto dove vi è possibile fare qualsiasi cosa relativa alla vostra organizzazione. Essenzialmente, potrete svolgere delle ricerche per ottenere potenziamenti/dati, costruire armature/armi/oggetti per le vostre truppe, gestire i soldati e le loro abilità e tenere d’occhio la situazione planetaria attraverso un mappamondo digitale. Più avanzerete nel gioco, più potenziamenti e strutture potrete costruire, ottenendo così moltissimi elementi e abilità aggiuntivi. In tal senso, XCOM 2 è davvero ricco di cose da fare nella vostra base, il che tuttavia cozzerà con i limiti di tempo di cui parleremo più avanti.

Una volta svolti i vostri affari nelle stanze dell’Avenger, accederete al mappamondo per selezionare missioni e quanto altro. Un elemento importante da tenere sempre d’occhio è il sistema di comunicazioni, il quale vi permette di poter decollare verso altri continenti del mondo. Ignorarlo vi porterà ad un gameover garantito, perciò prestate attenzione. Il gioco sfrutta un calendario virtuale su cui girano tutti gli eventi, di cui il principale è la ricerca dell’Avatar. Questa specie di countdown sarà onnipresente e più passeranno i giorni, più arriverà in fretta alla fine, ovvero al gameover. Ovviamente si può rallentare, completando missioni principali o assalti a delle basi specifiche, ma ciò rende XCOM 2 molto lineare ed obbliga il giocatore a non spendere troppo tempo per potenziarsi o per ricercare le tecnologie che gli servono, il che contrasta con molti tempi di costruzione/studio. Questo limite temporale è piuttosto delineato ed è molto severo, così tanto da minare il divertimento del giocatore. Sopratutto se si considera che ogni 4 settimane i nemici potrebbero ricevere dei bonus tramite gli Eventi Oscuri, il che succederà piuttosto spesso. La sensazione che questo sistema dà al comandante è quella di essere col fiato alla gola, il che è giusto a livello di trama ma sbagliato nella struttura generale del gioco, la quale è così ricca di elementi che potrebbero andare persi se si è obbligati a seguire un unico percorso.

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Ad ogni modo, una volta scelta una missione, entrerete in campo con i vostri soldati. Come detto in precedenza, XCOM 2 è basato sui turni perciò vi alternerete tra le truppe umane e quelle aliene. Il primo problema che si riscontra è, anche qui, il tempo limite. La saga di XCOM è un gioco di strategia dove ogni mossa è importante quanto sapersi muovere ed usare l’ambiente circostante come copertura. Il limite temporale non solo non vi consente di usare tutte le strategie che volete, ma vi costringe a muovervi velocemente senza badare alla copertura o alla guardia. Il gioco introduce la possibilità di fare delle imboscate utilizzando l’effetto sorpresa su nemici ignari della vostra presenza, tuttavia questo meccanismo cozza evidentemente con quello dei turni limitati, visto che potreste perderne di preziosi per accerchiare il nemico.

Un altro fattore piuttosto sbilanciato riguarda i turni nemici. Come spiegato prima, ogni personaggio può muoversi nel turno della propria fazione (umana o aliena). Tuttavia, non è il caso in XCOM 2. Se il nemico è consapevole della vostra presenza, anche se non vi ha mai visto prima, vi inquadrerà a qualsiasi distanza e procederà a muoversi nella vostra direzione appena vi vede, indipendentemente dal turno che si sta svolgendo. Questo che vuol dire? Per esempio io nel mio turno posiziono il mio ultimo soldato in una posizione x, che rivela una pattuglia di nemici. Quest’ultimi si muoveranno verso di me nel mio turno e, una volta finito, potranno muoversi di nuovo e spararmi nel loro. Questo meccanismo sbilancia moltissimo le forze in calmo, sopratutto perché per evitarlo basterebbe muoversi con calma, ma ciò è impossibile per via dei turni limitati.

Una caratteristica principale della serie di XCOM, tanto iconica da diventare spesso un meme online, è quella di usare delle percentuali per decidere se un personaggio colpisce un nemico. Queste statistiche sono influenzate da molti elementi, quali la distanza, l’equipaggiamento o le abilità. Tuttavia, il meccanismo è più complesso di quanto sembri ed introduce un fattore fortuna piuttosto influente. Può capitare di colpire un nemico da diversi metri di distanza con il 19% di possibilità, così come è possibile mancarlo quando si è di fronte a lui e con il 93% di possibilità di colpire. In XCOM 2 l’influenza di questo fattore è più presente che mai e molte volte può letteralmente farvi perdere interi plotoni o non farvi fare neanche un singolo colpo in un turno intero. Sopratutto è interessante notare che, su Playstation, i muri e gli ostacoli sembrano non esistere e si può sparare ai nemici a prescindere da cosa siano coperti. Il che è davvero brutto da vedere. Ennesimo elemento che può rovinare intere strategie.

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Detto questo, in linea generale le missioni di XCOM 2, per quanto ripetitive negli obiettivi, presentano un’ottima diversità di classi ed equipaggiamenti in entrambe le fazioni, rendendo il tutto molto vario e denso di meccaniche strategiche fin dalla composizione e gestione delle squadre. Dovrete sempre tenere d’occhio l’ambiente e i vari tipi di attacchi/approcci, il che rende davvero soddisfacenti gli scontri. Se non ci fossero i difetti sopra elencati, sarebbe stato il miglior strategico degli ultimi anni senza dubbio, grazie alla ricchezza di contenuti.

Oltre alla campagna principale, disponibile in diversi livelli di difficoltà, c’è anche la classica modalità multiplayer 1vs1 che è ben realizzata, ma con piccoli problemi di rete.

Porting malevolo

Venendo al comparto tecnico, stiamo purtroppo su standard molto bassi rispetto alla controparte PC. Innanzitutto a livello grafico, siamo su una qualità decente, ma neanche minimamente vicina al livello qualitativo che la media dei giochi PlayStation possiede (la nostra versione era per PS4 NdR). Antialiasing assente, ombre ed effetti di luce mancanti sono tutti elementi che creano un abisso tra la versione per computer e quella console. Aggiungiamoci diversi problemi di frame, caricamenti piuttosto lunghi ed ecco che abbiamo un porting mediocre. Oltretutto, il PC ha il vantaggio di avere il supporto per le Mod, il che è decisamente un punto a favore per quella versione. Nonostante questo, il livello è buono e funziona tutto generalmente in maniera sufficiente.

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Per quanto riguarda le musiche, abbiamo un miglioramento notevole nella colonna sonora, la quale accompagna e risalta i momenti cruciali del gioco. Più che nelle missioni, questa caratteristica è palese nelle schermate relative ai risultati della battaglia. Il doppiaggio italiano è abbastanza buono e conferma le voci già note nel panorama del franchise, anche se con qualche sbavatura qui e lì.

Per i controlli abbiamo qualche nota dolente. Nonostante sia stata effettuata una conversione eccellente ed adatta al joystick, il movimento dei personaggi  può risultare piuttosto impreciso in diverse occasioni, mentre su computer sono presenti delle funzioni che permettono più precisione. Il che è essenziale per gestire al meglio gli ambienti di gioco.

Conclusione e commento dell’autore

XCOM 2 per console, precisamente per PlayStation 4 è un buon titolo con tanti elementi positivi quanti negativi. Attraverso questo equilibrio, l’ago della bilancia lo decide sia la propria bravura nel genere sia i gusti del singolo, i quali potrebbero apprezzare così tanto i vari elementi di gioco da passare sopra gli evidenti difetti descritti sopra. Ovviamente parliamo lo stesso di uno dei titoli strategici che hanno ridefinito il genere ed il divertimento è assicurato, così come la frustrazione ed il dolore alla perdita dei propri soldati preferiti per via di strane percentuali. I fan di XCOM 1, già forgiati da mille battaglie, apprezzeranno le novità introdotte in questo capitolo, più ricco del precedente, mentre i neofiti potranno sentirsi spiazzati dai limiti di tempo che il gioco arrogantemente presenta in ogni occasione.

Personalmente ho apprezzato l’enorme quantità di elementi introdotti nel secondo capitolo, ma dall’altra non ho potuto sorvolare sui palesi difetti che minano un altrimenti eccellente gioco. Nonostante questo, l’ho trovato molto divertente ed in grado di incollarti allo schermo per diverse ore.

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