Originariamente lanciato per PC nel 2013, dopo una campagna Kickstarter che Il team di Born Ready Games lanciò, Strike Suit Zero ebbe un accoglienza tiepida. Le maggiori critiche che venivano rivolte al gioco, riguardavano soprattutto i problemi con i checkpoint durante missioni ed una IA squilibrata. 

Strike Suit Zero si ripresenta con questa versione Strike Suit Zero: Director’s Cut, per Nintendo Switch. Born Ready Games approfitta anche del grande successo che la console Nintendo sta riscuotendo, per poter lanciare questa versione anche per la casa di Kyoto. In questa nostra recensione vedremo se il team di Born Ready è riuscito a fare un lavoro di “restyle” adeguato, oltre che un buon porting dal punto di vista tecnico.

Una storia non esaltante

Quando un misterioso segnale alieno ha concesso agli umani la possibilità di viaggiare nello spazio, questi incominciarono a colonizzare i pianeti. Gli umani nel frattempo cercano di trovare anche la fonte che ha permesso di originare tutto quanto. Ben presto però tra la Terra e le colonie si incominciano a non essere più così tanto in buoni rapporti al punto che le colonie cominciano ad invocare l’indipendenza. Quello che quindi ne consegue è una guerra, tra la Terra e appunto, le colonie. I giocatori assumeranno il ruolo di un pilota che è stato disonorato ma che combatterà questa battaglia.

Ci troviamo di fronte ad una trama che di per sè la poteva essere interessante, se non fosse che in sintesi, poi praticamente, ci si troverà solamente ad ascoltare dei dialoghi. Dialoghi che nella maggior parte dei casi sono ordini da eseguire. Per questo motivo, la trama perde moltissimo e difficilmente potrebbe risultare interessante.

Lo Strike Suit

Il gioco ha una modalità campagna che è stata ripensata, sopratutto nei primi livelli quando si cerca di condurre il giocatore ad apprendere tutto il necessario. Si apprenderanno quindi soprattutto i comandi della navicella e ci saranno alcune missioni introduttive con scontri a fuoco con altre navicelle. Per quanto riguarda il sistema di comandi, quando si pilota, la navicella risponde bene. I pulsanti sono configurati di modo tale che si possa comandare nel modo più semplice possibile. I problemi di controllo nascono quando ci si deve muovere su e giù in forma di Robot. Si richiede di premere i pulsanti direzionali sul D-pad, il che è un pò scomodo. Schivare invece da un lato all’ altro in forma di robot è abbastanza facile.

Sotto il punto di vista grafico, invece il gioco si presenta ben fatto, le atmosfere sono anche ben definite e in generale il tutto è stato realizzato anche per rendere visivamente gradevole l’esperienza di gioco per la Switch.

Le maggiori pecche però, arrivano sotto la voce “divertimento”. Invece di potenziarla, in una versione magari più veloce o più letale, quello che fa la navicella è trasformarsi quindi in questa sorta di Robot, si più forte, ma solo temporaneamente diventando sia meno agile che meno veloce. Il tutto dura molto poco, poi si torna alla versione base della navicella. Sarebbe stato meglio inserire questa modalità senza limiti di tempo e anzi inserire ancora qualche potenziamento in più. Il gioco sarebbe certo diventato più facile, ma nello stesso tempo si poteva offrire una variante che avrebbe reso più divertente l’intera esperienza videoludica. Per la difficoltà poi sarebbe bastato rendere in nemici più corazzati e più forti. Sta di fatto che questa modalità così non convince a pieno.

Uccidere i nemici in forma normale riempie un flussometro che poi, molto rapidamente, si va a consumare quando si fanno danni in forma robotica. Il tempo in modalità Strike Suit è quindi contato, e non dà mai la sensazione di poter fare le cose comodamente. Si è costretti, invece, a fare il maggior danno possibile, prima di tornare in modalità normale.

In sintesi

Il gioco in linea di massima ha poca varietà sia nelle missioni che per quanto riguarda la navicella. Inoltre ci sono dei difetti che sinceramente non avrebbero dovuto esserci. Primo fra tutti la storia che come abbiamo detto, è un continuo eseguire gli ordini che ci vengono dati, senza che accada nulla di particolarmente interessante. In più il gioco dal lato tecnico non convince del tutto, avendo prestazioni per alcuni tratti anche altalenanti. Niente di particolarmente grave, ma sul lungo periodo può stancare.

Di fatti, se la grafica può dirsi buona, non altrettanto invece può dirsi per il frame rate che nelle scene più “pesanti” evidenzia dei cali di frame. Non tantissimi si parla di 5-6 frame ma che poi incidono se si ripresentano ogni qual volta si è in presenza di nebulose, per esempio. In linea di massima il gioco è in grado di mantenere 30 fotogrammi al secondo, ma i livelli visivamente più difficoltosi sotto questo di punto di vista, si avvicinano a 25. Questo calo si verifica quando il gioco presenta delle fasi più “pesanti” ed incidono continuamente sulle prestazioni. Questo succede in entrambe le configurazioni docked e portable.

Dalla sua parte ha comunque il prezzo di 19.99 euro che può essere un giusto compromesso per chi è interessato. Ad ogni modo per noi è consigliato solamente a chi predilige il genere.

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