Dopo un po’ di attesa, finalmente anche noi di Gamempire possiamo tirare fuori la recensione di Trial Rising, il nuovo capitolo della tanto amata serie targata Redlynx e Ubisoft. Disponibile su PS4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, noi abbiamo avuto modo di giocarlo sulla console di casa Sony. Escludendo il deludente Trials of the Blood Dragon, questo titolo può essere considerato a tutti gli effetti il degno successore di Fusion.

Un tour mondiale ricco di sfide

L’impostazione generale alla base del single player di Trials Rising non si discosta particolarmente dai precedenti capitoli. Gli sviluppatori hanno però avuto un’ottima intuizione, organizzando tutte le gare sotto forma di tour mondiale, rendendo così l’esperienza ancora più coinvolgente. Si parte dagli Stati Uniti, dove il giocatore impara a conoscere le basi del trial, finendo per girare il mondo, in una vastità di ambientazioni.

Oltre alle sfide tradizionali, in Trials Rising sono presenti altre differenti gare. In ordine, per prima troviamo la University of Trials: una serie di sfide grazie alle quali è possibile imparare tutti i segreti del gioco. Si parte dalle basi per finire alle manovre più complicate da eseguire. Tutto questo attraverso precise spiegazioni da parte di un certo Professor FatShady, chiara parodia di Eminem.

Al comparto delle sfide si aggiungono le Prove di Abilità: divertentissimi minigiochi fuori da ogni logica. Per fare un esempio: lanciarsi dalla moto con il pilota, afferrare al volo una palla e fare canestro entrandoci con tutto il corpo. Salendo di livello si sbloccano sfide sempre più complesse, ma senza dubbio simpatiche.

Altra aggiunta riguarda i contratti: sfide a step, che garantiscono gadget per la personalizzazione del personaggio. Una volta battuto un avversario o superato un determinato tempo, nella seconda fase è necessario completare alcuni obiettivi per “siglare” un accordo con lo sponsor in questione. Solitamente gli obiettivi consistono nel fare un certo numero di capriole in avanti o indietro, ma variano a seconda della gara.

Ultime due novità, ma non meno importanti, sono le Finali Stadio e la Modalità Sfidanti. La prima è una competizione ad eliminazione, formata da più manche, con l’obiettivo di classificarsi primo. Completando le Finali Stadio si ha accesso alla sezione successiva della campagna. Nella Modalità Sfidanti invece, bisogna affrontare e battere tre piloti, avendo a disposizione solo tre tentativi. Al suo completamento si ha diritto ad una cassa equipaggiamento unica.

Le casse premio permettono di ottenere migliorie estetiche per personaggio e veicoli. Queste casse possono essere ottenute progredendo di livello o acquistandole tramite la valuta in game. Sì, ci sono le microtransazioni, ma di vantaggi per quanto riguarda il gioco neanche l’ombra, si tratta esclusivamente di miglioramenti estetici.

Il gameplay di Trials Rising

In Trials Rising, i controlli non si discostano minimamente da quelli che abbiamo visto nei precedenti capitoli della serie. È tutto ridotto a tre semplici comandi: accelerazione, frenata e spostamento di peso. Nulla di più, ma è quanto basta per rendere l’esperienza avvincente. Seppur la fisica del pilota non sia particolarmente reale, è semplicemente perfetta per questo tipo di gioco, dove sfida e divertimento sono i protagonisti.

Per completare i tracciati, gli aspetti da tenere in considerazione sono sostanzialmente due: peso in avanti sulle salite per evitare impennate, peso all’indietro in discesa per non far andare il pilota con la testa a terra. Sembrano essere delle istruzioni stupide, eppure vi assicuriamo che, andando avanti, la difficoltà sarà sempre più elevata.

Ciò che rende Trials Rising particolarmente coinvolgente è il dover affrontare molti livelli più di una volta non riuscendo a completarli al primo tentativo. Le sfide a difficoltà Estrema talvolta tendono a trasmettere un senso di frustrazione a causa dei tentativi falliti e, probabilmente, è proprio questo il punto di forza del titolo. Un gameplay semplice, ma dannatamente perfetto per questo gioco.

Il multiplayer come valore aggiunto

La modalità multiplayer di Trials Rising non è molto differente da quella vista negli scorsi capitoli. La base è rimasta la stessa: cercare di spingersi al limite provando a battere i tempi degli altri utenti, amici e non. La modalità inedita tandem è l’unica novità del comparto multigiocatore e consiste nell’affrontare le sfide in compagnia di un altro pilota sulla stessa moto, cercando di gestire i movimenti del veicolo nel miglior modo possibile.

Particolarmente interessante è il ritorno dell’editor di livelli, richiesto da gran parte della community. È infatti possibile poter creare tracciati di qualsiasi tipo, per mettere alla prova noi stessi, ma soprattutto i giocatori di tutto il mondo. L’editor comprende un’infinità di sfide create dagli utenti e aggiunge un’ulteriore livello di competizione al gioco.

Per quanto riguarda invece il multiplayer in locale, è possibile creare playlist personalizzate con un massimo di quattro giocatori. In base alle posizioni ottenute viene poi mostrata la classifica finale. Ovviamente non manca la possibilità di giocare partite singole, senza dover necessariamente affrontare diverse sfide consecutive.

Fantasia a non finire!

Dal punto di vista tecnico, Trials Rising non lascia a bocca aperta ma è un titolo piacevole da vedere. Qualitativamente non è cambiato granché, ma i tracciati sono realizzati con un’ottima cura, sicuramente migliore rispetto al passato. Eliminati completamente i fastidiosi glitch presenti nei precedenti capitoli, aspetto che fa guadagnare un punto in più agli sviluppatori. A volte, nella fase iniziale, i tracciati appaiono un po’ sfocati, ma nulla che non possa essere risolto tramite una piccola patch.

Il comparto sonoro è altrettanto apprezzabile. Composto da canzoni in gran parte rock, è assolutamente adatto al tipo di gioco. Si adatta molto bene alle sfide, dando la giusta carica di adrenalina che serve in questi titoli. Ben realizzati anche gli effetti sonori dei veicoli e dei vari schianti. Niente di nuovo, ma tecnicamente molto valido.

Insomma, Trials Rising non è un titolo destinato ad entrare nella storia videoludica, ma può essere tranquillamente collocato tra i migliori del suo genere, se non il migliore in assoluto, almeno fino ad ora. Di reale c’è ben poco e forse è proprio questo aspetto a rendere il gioco un fiore all’occhiello per gli amanti della serie. Davvero un gran bel lavoro!

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