Fallout 76 è stato uno di quei titoli che ha sorpreso un po’ tutti al suo annuncio e, grazie alla prima fase della closed BETA, siamo riusciti a capire meglio di cosa si tratta.

Il nuovo capitolo, o derivato della serie, è di fatto un online RPG con elementi survivial tipici della serie e genere. Bethesda tiene come “impalcatura” quello che già conosciamo del gioco, mondo post apocalittico, un look anni cinquanta ed un mondo ricco di zone, pericolose, da esplorare. Essendo una beta, giocata oltretutto in tarda notte, lo spettro dei bug e problemi tecnici era presente, ma possiamo tranquillizzare l’utenza: a due settimane dal lancio il gioco è di fatto completo.

Mi riconosci? Perché io ti riconosco…

Tralasciando la celebre affermazione di un film di Kevin Costner passato sotto traccia, il primo impatto con Fallout 76 è sicuramente positivo, ma dal gusto agrodolce.

Per evitare di essere fraintesi il nuovo titolo di Bethesda ha molti assi nella manica ed il tutto sembra funzionare a dovere ma, come il gusto citato, alla lunga potrebbe stancare. A livello di atmosfera, nonostante non siamo davanti all’ultimo grido come realizzazione tecnica, la nuova esperienza online di Fallout 76 riesce a catturare in un modo particolare.
La mappa di gioco è decisamente generosa e, se un gioco già mastodontico in single player potrebbe generare qualche timore in forma online, possiamo rassicurare che Bethesda ha fatto bene il suo lavoro. Potremo quindi dedicarci a missioni in solitario o di gruppo, aiutare persone o esserne i loro carnefici.

Il ritmo non è serrato, ma ci metterà nella scomoda situazione di controllare sistematicamente le nostre scorte. L’Appalacchia, il mondo di gioco, è mutevole e dovremo tenere il passo con inaspettate situazioni che potrebbero rivelarsi fatali. Avremo svariate situazione che si concateneranno e trovare un lido sicuro non sarà facile.

Aggiungendo il ciclo giorno/notte, che cambia il sistema di illuminazione rendendo il tutto più difficile, abbiamo un’idea di quanto gli elementi survival del gioco siano determinati.

Riposa che ti passa

La sottile differenza tra online e single player è la mancanza di pause; non esisteranno luoghi sicuri se non quelli costruiti da noi… almeno in parte. Il nostro personaggio, oltre a dover bollire l’acqua radioattiva, controllare le scorte di cibo e riposarsi il giusto, avrà un ampio spettro di conoscenze per costruire veloci campi basi, sistema denominato C.A.M.P., ed ovviamente armi.

Il tutto sembra funzionare egregiamente, in tempo reale e potremo quindi mettere in piedi vere e prore costruzioni provviste di acqua, elettricità e , più importante, sistemi di difesa. Si perché tutti, anche e soprattutto i giocatori online, potrebbero farvi la festa rapidamente.
A livello di gameplay avremo lo S.P.A.V., il Sistema di Puntamento Avanzato Vault-Tec che funziona in maniera ottimale ma necessiterà un po’ di pratica una volta rilasciato il gioco.

Avremo i consueti punti azione per mirare e colpire i punti sensibili e, pad alla mano, non abbiamo riscontrato problemi. Provato il sistema carte-talento equipaggiabili per ogni parametro base, una per ciascuno. Non mancheranno carte rare o la possibilità di fondere quelle uguali. Al momento non abbiamo visto transazioni a pagamento per questi elementi ma solo per cosmetici, ci auguriamo che rimanga inalterato per evitare pesantissimi sbilanciamenti in game.

Accenni sull’Ambientazione e Tecnica

Fallout 76 è ambientato una decina di anni prima gli eventi del terzo capitolo. Questo ha dato agli sviluppatori più libertà evitando di dover seguire un filone logico su altri avvenimenti.

Non abbiamo avuto il tempo per capire l’avanzamento della storia di gioco ma è chiaro che il focus sarà l’online e l’interazione con altri giocatori. Avremo diverse fazioni gestite dalla CPU e possiamo confermare la bontà di quanto messo in piedi nonostante nessuno sarà amichevole: dovremo arrangiarci quasi sempre da soli. A livello tecnico il gioco è interamente tradotto in italiano, questo aspetto sarà molto apprezzato nel nostro territorio sempre un po’ restio ad imparare la lingua anglosassone.

Il motore di gioco, Creation Engine, fa il suo dovere ma non sempre avremo asset e texture di ottima fattura. Questo non risulterà impattante considerando la natura online del gioco, ma si poteva raggiungere livelli migliori di pulizia d’immagine. Al momento il comparto audio ci è parso di buona fattura come da serie, ma aspettiamo la prova finale sul campo, e più tempo, per avere un preciso giudizio a riguardo.

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