Steel Division 2 riesce a portare quanto visto nel primo capitolo su un altro livello. La beta è in uno stato avanzato dei lavori e sta già dimostrando la qualità del gioco che si basa sulle fondamenta del primo capitolo. Il gioco mantiene la sua profondità a livello di meccaniche ma allo stesso tempo sembra strizzare l’occhio a quei giocatori meno avvezzi al genere.

Gli sviluppatori di Steel Division 2, Eugen Systems, hanno quindi intrapreso una strada volta a non snaturare il tiolo ma a rivederlo nella sua completezza per renderlo più usufruibile. Aspettando la versione finale del gioco al momento possiamo dire che la direzione sembra essere quella giusta.

Considerando la beta, e l’imminente lancio del gioco, vogliamo focalizzarci sulle nuove introduzioni.

Progetto ambizioso

Senza perdere troppo tempo a spiegare il genere del gioco possiamo dire fin da subito che uno dei cambiamenti più importanti è un nuovo livello di strategia a turni. Invece di concentrarsi su una serie di battaglie tattiche specifiche, ora c’è una mappa generale che mostra l’intera area coperta durante l’operazione. Questa mappa della “campagna strategica dinamica”, come viene chiamata, è il luogo in cui controlleremo l’intero esercito sovietico. Ciascuna delle tue divisioni è ben rappresentata, affinché ci si possa muovere in piena libertà. In Steel Division 2 saremo noi a decidere la nostra strategia, rendendo di fatto ciascuna campagna unica.

Eugen Systems, con il primo titolo, era orgogliosa di presentare una scala 1:1 per tutte le battaglie. Un soldato letteralmente equivaleva a un soldato. Questo aspetto impressionante è presente anche nel secondo capitolo ma il numero di truppe non è più nelle decine di migliaia, ma di milioni. Per essere precisi, oltre 1,25 milioni per i sovietici con circa 350.000 per l’Asse. Per far capire il livello di dettaglio e realismo storico il gioco comprende oltre 600 unità verificate, distribuite in un’ampia gamma di divisioni, di cui 18 nuove. Anche queste divisioni sono state scrupolosamente ricercate. Se una divisione aveva 4000 carri armati nella sua storia, avrà 4000 carri armati in Steel Division 2.

La strategia all’alba del 2019

Un piccolo cambiamento come l’uso della mappa della campagna aggiunge ed espandere il gioco in una nuova direzione. Mentre saremo sulla mappa della campagna, ogni turno corrisponderà ad un solo giorno e l’aspetto a tre livelli del primo gioco è stato perfezionato. Una nostra unità spedita verso una battaglia potrà essere seguita nel suo movimento fino a quando raggiungerà effettivamente il campo di battaglia. Sapremo quindi esattamente quali rinforzi riceveremo e quando, permettendo di pianificare i nostri attacchi o la difesa di conseguenza.

Importante sarà anche il tracciato che sceglieremo per muovere le nostre truppe: una foresta aiuterà a muoversi in maniere furtiva ma sarà di impedimento per i mezzi corazzati. Dovremo quindi mandare rinforzi o pianificare spostamenti tenendo in considerazione il tempo di percorrenza, il tipo di terreno in cui marceranno le nostre truppe ed il clima atmosferico. La stratificazione è incredibilmente articolata e potrà intimidire i giocatori alle prime armi.

Mappe di gioco e tecnica

A livello puramente di tecnica il gioco sembra un notevole passo avanti rispetto al primo capitolo sia a livello di qualità di texture che di pulizia del dettaglio. Quello che ha però impattato negativamente l’esperienza in gioco sono state le perfomance tanto da bloccare completamente il gioco e PC. Considerando il buon Pc con cui abbiamo provato è difficile immaginare come Steel Division 2 possa comportarsi con macchine meno carrozzate, pur abbassando le richieste di sistema.

Giusto spendere qualche parola sulla gestione dei territori.  Questi verranno scelti in maniera casuale da un numero di mappe predefinito. Queste verranno abbinate all’area geografica scelta in maniera appropriata ed intelligente. Ci saranno, come nel gioco precedente, alcune mappe specializzate che coprono aree chiave: l’offensiva di Minsk è un potenziale esempio.

Le battaglie potranno essere visualizzate o risolute con un semplice click in caso il risultato sia scontato. Nel primo caso a livello puramente visivo gli effetti non mancheranno ma alcuni vistosi rallentamenti mineranno qua e là l’esperienza di gioco. Buone le musiche che, con un rapido confronto con il primo capitolo, sono sembrate più pulite e varie accompagnando al meglio le varie situazioni della battaglia e non solo.

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