Una trama veloce…

Dead or Alive è il tipico gioco derivato da quella moda di picchiaduro che è riuscito a ritagliarsi il suo pubblico di nicchia. La sua prima comparsa fu nei cabinati delle tanto amate e compiante sale giochi che nel 1996 riuscivano ancora a catturare l’attenzione di molti giovani.

Negli anni il gioco ha cambiato molto pur rimanendo fedele a sé stesso e Koei Tecmo e Team Ninja, con questa sesta incarnazione, hanno lavorato per portare al grande pubblico un gioco ancora più accessibile.
Dead or Alive 6 è ricco di modalità di gioco, con un tutorial che di fatto ci accompagnerà quasi sempre, ma non introduce nulla di nuovo nel genere.

Grazie ad un apposito tasto potremo facilmente raggiungere le fasi di allenamento per capire al meglio le meccaniche di qualsiasi lottatore. Questo è il primo passo prima di avventurarci nella storia che rende più godibile la nostra fase di apprendimento.

Un puzzle veloce e diretto

Dead or Alive 6ha una storia che riesce a mettere sulla stessa “griglia” tutti i personaggi presenti nel gioco. Per chi è interessato al roster può trovarli nell’articolo: Deador Alive 6 – Lista dei personaggi. Il racconto è come se fosse un puzzle i cui pezzi vanno a sbloccarsi progressivamente su una sorta di griglia temporale su due livelli. Avremo le missioni separate in verticale per ordine cronologico e in orizzontale in base ai personaggi coinvolti.

La storia sarà completabile in poco più di due ore considerando che il livello di sfida decisamente tarato verso il basso. Per chi ha giocato il precedente capitolo riuscirà a capirne il seguito degli eventi godibili anche per chi si affaccia alla serie per la prima volta. Come da prassi avremo il torneo Dead or Alive a fare da sfondo alle vicende che vede coinvolte la DOATEC, sotto la guida di Helena, e la malvagia organizzazione M.I.S.T.

La storia è apprezzabile grazie ad alcuni intermezzi che fanno da collante tra i vari combattimenti dando un buon senso di continuità, ma una volta conclusa non avremo nessun incentivo a riviverne gli avvenimenti che vedono coinvolti principalmente la bella ed ingenua Honoka e NiCO. Ovviamente anche la già citata Helena insieme ad altri ninja avranno un ruolo rilevante nonostante molti personaggi faranno solo da comparsa.

Le Missioni DOA

Completata la storia avremo le Missioni DOA. Con un totale di ben 96 sfide dovremo soddisfare tre specifiche richieste per ottenere le stelle che determineranno il nostro livello di successo. Gli obbiettivi saranno i più classici, dalla realizzazione di particolari combo o terminare l’incontro in un tempo prestabilito.

Ogni sfida, oltre a far crescere il personaggio selezionato, garantirà un numero variabile di gettoni, parti di Costumi e titoli. Importante sottolineare il fatto che in questa modalità l’IA nemica è gestita in modo tale da incentivare l’utilizzo delle skill adatte alla sfida.

Questo aiuterà a completarla in breve tempo oltre che a far comprendere al meglio le meccaniche di combattimento del gioco. La curva di difficoltà passando di sfida in sfida è ben gestita senza particolari strappi.

Le classiche modalità di gioco

Dead or Alive 6 ovviamente include tutta una serie di modalità a cui il genere ci ha abituato da tempo. queste sono:

  • COMBATTIMENTO: raggruppamento dei vari tipi di combattimento
    • Scontro offline, contro l’IA o un compagno in locale, Percorso Arcade, Sfida sul tempo, Sopravvivenza
  • ALLENAMENTO: questa modalità sarà suddivisa in:
    • Allenamento Libero, Tutorial che include il “primo approccio al gioco”, Allenamento Comandi specifico per l’elenco delle mosse dei singoli personaggi, Sfida Combo.
  • ONLINE: il competitivo del gioco per sfidare altri giocatori
  • DOA CENTRAL: lo shop del gioco dove potremo sbloccare costumi e titoli per i lottatori, vedere i match registrati, accedere alla galleria fotografica, etc.

Picchia picchia picchia

Il gameplay di Dead or Alive 6 è un’evoluzione di quanto visto nel precedente capitolo. Il gioco verte sul principio che non c’è una tecnica, di difesa o attacco, che ha sempre la meglio su tutte.  Il Triangle System, marchio di fabbrica della serie, funziona egregiamente e spingerà il giocatore a trovare sempre nuove soluzioni adattandosi allo stile del nemico. Koei Tecmo e Team Ninja hanno lavorato molto per rendere il gioco accessibile e, compiuta la missione dato che tutti possono divertirsi fin da subito, si passa alla profondità del gameplay.

Le manovre speciali, la vera introduzione alla serie, non devono fare ingannare: per quanto semplici da eseguire nascondono una serie di accortezze che richiederà tempo per assimilarle al meglio. Il Break Gauge, la barra per le mosse speciali, è divisa in due e potremo decidere se utilizzarla tutta o solo in parte con particolari tecniche.

Avremo La Special, eseguibile con la pressione del direzionale destro e di R1/RB, ed Assalto Fatale una combo automatica attivabile con la pressione ripetuta del dorsale destro. Tutte e due le tecniche consumeranno tutto l’indicatore Break Gauge. Presa Devastante, che consuma una barra dell’indicatore, permetterà di ribaltare l’Assalto Fatale la tecnica più devastante del gioco.

I combattenti che non riusciranno ad evitare l’Assalto fatale potranno cadere nello stato di Stordimento Fatale. Il malcapitato non potrà usare prese né bloccare e di fatto sarà alla mercé di un combo avversaria senza possibilità di risposta.

Potremo muoverci lateralmente e sfruttare l’ambiente in determinate occasioni cambiando stage di gioco durante l’incontro. Questo aspetto spezza il frenetico, ma non troppo, combattimento che si mantiene sempre su buoni livelli di adrenalina. I personaggi non saranno velocissimi e daranno il tempo al giocatore di posizionarsi e decidere il modo migliore per attaccarsi o difendersi.

Teeeee-xture!!!

Dead or Alive 6 è il tipico gioco da evitare in presenza di fidanzata o moglie. Inutile sottolineare che le donnine formose del gioco potranno suscitare complessi atti di gelosia anche grazie ad un comparto tecnico molto raffinato sui modelli. La splendida fisicità del gioco è accompagnata da una buona gestione di luci ed ombre regalando un colpo d’occhio generale davvero soddisfacente.

Il nuovo motore grafico ha migliorato di molto la gestione della fisica rimuovendo quel senso di pongosità-elastico che caratterizzava i capitoli precedenti. Anche la customizzazione di gioco ne ha giovato rendendo la caratterizzazione più convincente con i vari vestiti a disposizione. Durante la lotta l’estetica di ogni combattente verrà modificata con l’aggiunta di sudore, ferite, costumi lacerati in più punti che aiutano a livello visivo la sensazione di dare e ricevere colpi.

Per quanto riguarda il net-code ci troviamo davanti ad un gioco che gira su buone infrastrutture senza grossi problemi di match making o lag. In generale il bilanciamento degli incontri disputati ci è parso appropriato ma capitano situazioni di netto vantaggio o svantaggio (esperienza in game).

Alcuni caricamenti di troppo tra una schermata e l’altra spezzettano fin troppo il gioco, ma la loro brevità non rappresenterà un grosso problema. Potremo scegliere tra l’impostazione che privilegia la grafica o quella che migliora la risposta ai comandi e frame-rate. La nostra prova non ha dato grossi segni di cedimento con la prima impostazione che consigliamo per godersi al meglio le forme, ehm mosse, delle combattenti. Per quanto riguarda gli stage di gioco alcuni saranno ispirati e interattivi altri decisamente anonimi anche se necessari per non dover per forza trovare location assurde per combattere (un ring è pur sempre un ring).

Chiude il comparto sonoro che non delude le aspettative e quanto la serie ha sempre proposto: le musiche sono ritmate e incalzanti accompagnate da discreto doppiaggio in lingua inglese o giapponese per i puritani del genere. Le campionature svolgono il loro lavoro di supporto senza eccellere.

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