Una terribile setta di giustizieri crea il caos in una città  del Giappone e quali forze dell’ordine siamo chiamati ad investigare sugli accaduti. Anche se questo vuol dire esporci in prima linea…

Un collare misterioso

Pubblicato per l’Europa sempre da Aksys Games, così come per Tokyo Xanadu, Collar X Malice è ambientato nella provincia di Shinjuku la cui tranquillità  è gettata letteralmente nel caos a seguito di una serie di omicidi rivendicati da un gruppo di terroristi i quali, attraverso l’assassinio, cercano di rivendicare delle ingiustizie subite dalla popolazione. Compiute da chi è vostro dovere scoprirlo ma quello che possiamo dirvi è che ci troviamo davanti ad un thriller psicologico ben riuscito, incentrato sulla continua rincorsa della verità  e delle sue realtà  collaterali.

Nei panni di Ichika Hoshino faremo parte di una squadra speciale creata appositamente per contrastare questa associazione terroristica della quale conosciamo ben poco, fatta eccezione per degli indizi che ci vengono lasciati sul luogo del reato e per un misterioso collare che ci è stato attaccato al collo al seguito di una imboscata: i terroristi ci hanno lasciati viva ma schiava di un collare la cui ombra pervade la nostra vita.

Tale setta prende il nome di Adonis e promette di donare una nuova rinascita al genere umano. Nelle vicende narrate capiremo quanto questa organizzazione sia ben strutturata e meticolosa nel compiere ogni singolo omicidio: oltre a celare egregiamente la propria identità, ciascun delitto è marchiato da un conto alla rovescia, scandito da numeri romani, alla fine del quale pare debba esserci il giudizio universale (noto con il nome di X-Days), e da una moneta, firma indistinguibile degli attentati.

Questi agiscono secondo dei canoni ben definiti e dimostrano di essere degli avversari estremamente intelligenti: ogni omicidio è preannunciato da un video messaggio che oltre a presagire la condanna ed i crimini dei quali si è macchiata la vittima, ha lo scopo di ironizzare le forze di polizia, acclamando verso di esse un odio sempre più grande da parte della popolazione, ormai in preda al panico e poco collaborativa con le forze speciali.

La disfatta di queste pare evidente a tutti, ormai brancolanti in un vicolo cieco dopo mesi di indagini. Toccherà  a noi, al nostro fiuto e alla collaborazione di diversi amici risolvere uno dei più grandi casi mai avvenuto a Shinjuku.

Salvo dove mi pare

Collar X Malice si lascia giocare in terza persona, su scenari statici come diapositive sui quali si svolgeranno tutte le vicende, mostrando una interazione quasi assente: la dinamica del gioco è quella di una novel story, passeremo buona parte del tempo a leggere e le fasi in cui agiremo direttamente saranno poche e poco determinanti: in alcuni casi scegliere una risposta piuttosto che un’altra porta comunque allo stesso risultato, non cambiando assolutamente le sorti della storia. In altri casi una scelta sbagliata può portare alla morte del protagonista e alla fine prematura del gioco, costringendo a ripartire dall’ultimo salvataggio. Se non amate leggere e mostrate poco interesse ai dialoghi, prettamente in inglese, non temete perché il gioco offre la possibilità  di salvare ovunque e in qualsiasi istante, permettendo sia di rimediare agli errori fatti ma anche di curiosare qualora avreste fatto una scelta diversa.

La storia di Collar è ben strutturata, ha una base solida ed una narrazione eccellente. Colpi di scena, suspence ed epiloghi narrativi saranno alternati da scene molto soft al limite tra il ridicolo e il comico, come l’arte nipponica ci insegna, smorzando così la tensione che si accumula durante le scene più concitate.

L’empatia che nasce vestendo i panni della protagonista rende il gioco più avvincente, spingendoci sempre più alla ricerca della verità, passando ore davanti alla nostra console senza che ce ne rendiamo conto. Ci sarà  il tempo per investigare, per riflettere e per creare una storia d’amore, qualora lo vogliate.

Quando il gameplay non è tutto

Per quanto possa sembrare strano se non addirittura contraddittorio, Collar X Malice è ricco di azione narrativa e la quasi totale assenza di gameplay nudo e crudo, ormai tanto in voga in questo secolo, è praticamente irrisoria: resteremo legati alla Ps Vita per ore, col fiato sospeso, rincorrendo fantasmi e assassini a suon di un solo tasto. Un esempio immane di quanto la storia e la sua narrazione siano fondamentali per un gioco e di quanto bastino da sole a creare dei capolavori.

Eccellente il comparto sonoro, della misura giusta sia nelle scene più frenetiche che quelle riflessive, in grado di donare suspence come in un vero thriller. Per l’occasione è vivamente consigliato l’uso delle cuffie attraverso le quali vi immergerete profondamente nel titolo.

Come contro il gioco non offre alcuna scelta della difficoltà  e la possibilità  di poter salvare in qualsiasi istante, anche davanti a certi bivi ove l’errore porta alla fine del gioco, lo rende di estrema facilità; sapere di potere rimediare semplicemente caricando un salvataggio che abbiamo fatto poc’anzi può portare ad un calo dell’interazione lasciando scemare il gusto di ponderare bene certe scelte. Avremmo gradito magari degli enigmi che avrebbero donato più gusto alle sfide e allungato la longevità.

Conclusione

Collar X Malice è un capolavoro. Emoziona ed appassiona come ben pochi titoli del suo genere. Vivere una storia intrecciata di omicidi e oscuri terroristi ci lascia col fiato sospeso ad ogni risvolto delle indagini, complice una protagonista sensibile ed una narrazione di alto livello. La mancanza di un vero potere decisionale laddove richiesto si fa sentire e questo non dona rigiocabilità al titolo. Consigliato a tutti, anche a chi come il sottoscritto predilige l’azione alla lettura.

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