Il mondo del racing è forse l’unico genere videoludico che ancora riesce a tenere duro e dove sono state introdotte più innovazioni nel corso degli anni. Ancora oggi il genere è di successo persino nelle ormai sempre meno frequentate sale giochi e riescono sempre ad attirare qualche giocatore incallito pronto a concedere un gettone a una qualsiasi postazione con volante e cambio presente in sala. Il rally e le gare su sterrato in particolare sono molto apprezzate dai videogiocatori e la serie britannica DiRT rappresenta un esponente importante.

Sono passati ben sei anni dall’ultimo episodio della saga principale, nel frattempo abbiamo potuto goderci il fantastico Dirt Rally, uno spin off che ha portato la serie su nuove vette simulative. In seguito al successo, Codemasters ha deciso di proporci DiRT 4, un seguito che promette di mescolare caratteristiche simulative/arcade, facendo tesoro dell’esperienza ottenuta lavorando allo spin of rally. Saranno riusciti i ragazzi inglesi a realizzare l’ennesimo grandissimo racing?

Una lunga carriera polverosa

Dirt Rally peccava sicuramente di contenuti e tracciati, bene ora possiamo rasserenarvi, chiarendo che DiRT 4 non ha commesso gli errori del suo spin off. Il titolo offre tantissimi contenuti che variano dalle piste, alle modalità di gara, fino ad arrivare alla possibilità di crearsi un proprio team con relativi sponsor. Appena giunti al menu ed effettuato la parte relativa al tutorial, ci troviamo disorientati al cospetto dell’enorme mole di cose che sono possibili fare in questo quarto capitolo. Innanzitutto ci viene chiesto il nome, la nostra skin e qual’è il nostro stile di gioco, preferito: arcade o simulativo?

La scelta modifica in maniera davvero radicale il nostro stile di guida. Il settaggio arcade ci permette di gareggiare in maniera abbastanza permissiva e senza trovare particolarmente difficoltosa la guida e la stabilità del veicolo, mentre quello simulativo è adatto a chi preferisce uno stile di guida più realistico e orientato -appunto- alla simulazione. Entrambi gli stili sono costruiti bene e ben bilanciati e l’intera struttura di gioco si adegua con la nostra scelta, compreso l’online che analizzando la nostra decisione, trova solo giocatori con le stesse nostre impostazioni.

Sappiamo che DiRT Rally ha introdotto un’importante gameplay simulativo, ostico e adatto ai più esperti, ma vogliamo tranquillizzarvi, dicendovi che DiRT 4 in modalità simulativa non è da meno e anzi a volte risulta addirittura più difficoltoso dello spin off e richiede una certa dimestichezza con i comandi. La modalità arcade invece è costruita per orientare il giocatore a diventare sempre più bravo e portarlo lentamente verso impostazioni mano a mano sempre più difficili. Tutto ciò permette una elevata scalabilità della difficoltà e ci permette di giocare in maniera tranquilla, ma sempre appagante.

Scelto il nostro stile di guida possiamo finalmente iniziare la nostra avventura da pilota. La modalità carriera e una delle tante possibilità che il gioco ci offre e comprende quattro tipi diversi di gare, ognuna delle quali è composta da numerosi campionati riguardanti la stessa specialità selezionata.

La varietà è comunque l’aspetto più importante di questo DiRT 4, oltre al multiplayer sono presenti gli eventi comunità (che offrono numerose sfide da completare nell’arco di un tempo predefinito come: sfide giornaliere, sfide settimanali e mensili), la modalità asso del volante (che comprenderà diverse sfide da risolvere) e la DiRT Accademy, adatta per chi vuole migliorarsi alla guida

Se pensate sia finita qua vi sbagliate di grosso, infatti non manca la possibilità di crearsi un proprio team e gestirlo, con l’acquisizione di strutture, ingegneri, personale operativo, sponsor e nome, insomma una gestione completa a tutti gli effetti che comunque alla fine dei conti risulta solo un continuo spendere crediti per potenziare la propria squadra, senza portare particolari vantaggi, poteva quindi essere più approfondita.

La grande novità di DiRT 4 è però l’opportunità di creare piste con un editor procedurale che sfortunatamente però risulta abbastanza ridotto e poco curato. Al di là di piccolezze, questo quarto capitolo è pieno di gare e sfide. Gareggeremo nel fango, nella polvere, sulla neve, attraverso banchi di nebbia e persino sull’asfalto, in maniera godibile e con un feeling applicato all’auto davvero incredibile e divertente.

Il rombo sotto il sole

Il fango, la sporcizia, la neve, l’acqua, la nebbia sono i veri protagonisti delle gare che affrontiamo, la nostra auto è sempre ricoperta di sporco -a volte anche il pilota- e lasciamo metri e metri di polvere alle nostre spalle.

Tutte queste particolarità insieme ai 60fps granitici, garantiscono il vero punto forte del titolo a livello tecnico e vanno a coprire un impatto visivo non esattamente al top, composto da un aliasing piuttosto marcato e da una cura degli interni degli abitacoli misera, peccato visto che i veicoli presenti, nell’insieme sono ben realizzati e i danni subiti ben visibili e coerenti al gameplay.

Insomma gli sviluppatori hanno preso la decisione di garantire delle performance di alto livello, al dispetto della grafica generale, anche se concordiamo con la loro scelta, non possiamo fare a meno di non porci il quesito di alcune mancanze che avrebbero potuto migliorare parecchio l’esperienza, come ad esempio la compatibilità con l’HDR.

Il fantastico lavoro sul comparto audio impreziosisce la qualità del titolo, il quale oltre ad offrire una serie di tracce musicali di altissimo livello, garantisce anche un certo realismo per quanto riguarda i suoni del motore delle singole vetture. Proprio riguardo al fattore audio c’è da fare un plauso anche all’ottimo doppiaggio italiano, essenziale soprattutto nel rally, grazie alla presenza dei navigatori.

Commento

DiRT 4 prova a indirizzarsi verso un pubblico molto più ampio rispetto ai predecessori, prendendo spunto dal suo fantastico spin off rally e introducendo una serie di caratteristiche simulative, mirate ad un pubblico più orientato al realismo e alla difficoltà, ma strizzando l’occhio anche ai giocatori più casual che cercano si, un gioco divertente e impegnativo, ma non frustrante o troppo realistico.

Il poco approfondimento sull’editor e sulla gestione del team sono veramente piccolezze all’interno di una struttura di gioco funzionale e ben collaudata, arricchita da un comparto audio di altissimo livello e da una fluidità di gioco perfetta, la quale è anche la causale di un impatto grafico non eccezionale, ma pur sempre godibile.

Quest’anno, nonostante l’arrivo di pezzi da novanta come: Project Cars 2, Gt Sport, Need for Speed e il probabile Forza Motorsport 7, Codemasters ci prova e ci riesce, proponendoci una voce fuori dal coro, in grado di regalarci tantissime emozioni su pista e soprattutto su sterrato, attraverso tantissimi e variegati contenuti che ruberanno parecchio del vostro tempo.