Stormblood è la seconda espansione di Final Fantasy XIV uscito nell’ormai lontano 2013. Per la precisione con Stormblood arriviamo alla versione 4.0 dopo Heavensward rilasciato esattamente due anni fa.
Il titolo, sviluppato e pubblicato da Square Enix, ha ricevuto nella sua lunga storia importanti e interessanti aggiornamenti senza mai intaccare o snaturare lo stile del gioco. Stormblood riesce a mantenere quanto di buon proposto fino ad oggi oltre a portare molte novità che potrebbero convincere vecchi e nuovi giocatori a tornare o muovere i primi passi a Hydaelyn. Scopriamo insieme il perché.

Un racconto da vivere in prima persona

Final Fantasy XIV è stato sempre caratterizzato da una storia di qualità, raccontata in maniera pregevole e contornata da personaggi e situazioni capaci di catturare l’attenzione del giocatore. Stormblood riesce a mantenere intatto questo percorso narrativo grazie ad una maniacale attenzione alla caratterizzazione ed ai dettagli.


Nella quest principale seguiremo Lyse (ovvero Yda, nome che ormai ha abbandonato per via del suo passato) e gli altri membri dello Scion verso l’ardua missione di liberare Ala Mhigo dal dominio dell’impero di Garlean. L’origine di tutti i mali ovviamente ha un nome: Zenos yae Galvus, prossimo erede al trono di Garlean. Il nostro manipolo di eroi sarà quindi costretto a partire verso Doma per trovare un modo per contrastare la forza di Zenos.
L’espansione quindi ci regalerà nuove area di gioco da esplorare anche se al momento non siamo riusciti a visitarle tutte nel dettaglio concentrandoci principalmente sulla trama principale. A primo impatto possiamo dire che il level design è sicuramente di buona fattura per la città principale, Doma, ed alcune zone limitrofe, ma si perde un po’ nella sua totalità mancando a tratti di originalità.


Al momento ci riteniamo soddisfatti della qualità della storia principale anche grazie ad un buon lavoro contenutistico e di design per sostenerla. L’esplorazione sottomarina, una delle tante novità di questa espansione, non ci ha convinto pienamente. Le città e i dungeon che visiteremo “sotto i mari” siano indiscutibilmente affascinanti ma le immersioni subacquee risultano spoglie e poco dettagliate, aggravate da una visuale leggermente sfocata e buia.

Gameplay

Il gameplay del gioco, come era prevedibile, ha portato una nuova linfa vitale al titolo di Square Enix. Tralasciando il level cap, portato dal sessantesimo al settantesimo livello, il cambiamento più interessante è stato fatto sulle classi. Quest’ultime, oltre ad essere molto diverse tra di loro, sono anche infinitamente più funzionali rispetto al passato. Grazie alle Job Gauge avremo una gestione migliore del nostro personaggio senza perderci in tutte le possibilità e configurazioni che il gioco ha da offrire.


Come ogni espansione che si rispetti anche Stormblood porta con sé due nuovi jobs ovvero il Red Mage ed il Samurai. Il primo offre diverse abilità situazionali che potranno essere apprezzate e sfruttate al meglio in un bel party con amici, mente il Samurai è un DPS puro e grezzo, poche utility, ma tanto output di danno.
Entrambi i job partono dal livello 50 e per avanzare di livello non dovremo passare troppe ore dato che fare esperienza è relativamente semplice visto che ora qualsiasi nuovo duty dà un notevole ammontare di punti esperienza, tra cui anche Frontline, la modalità PVP a 72 giocatori.

Entriamo in un Dungeon o affrontiamo una Trial

Final Fantasy ci ha abituato con dungeon decisamente lineari con i tipici corridoi che ci guideranno senza lasciarci molta libertà di azione. Stormblood non cambia questa formula che di fatto funziona grazie alla cura nel level design messa dagli sviluppatori. Ogni dungeon presenta pull interessanti e situazioni in cui dovremo dare il meglio di noi sfruttando tutto il potenziale del nostro personaggio. Immancabili i boss fight con interessanti nuovi spunti e meccaniche che non deluderanno i giocatori di vecchia data.


Chiudono il cerchio i due dungeon nella roulette expert che fanno parte di due side quest. Il livello di difficoltà è elevato e non mancano di caratterizzazione.
Per quanto riguarda le Trials del gioco possiamo anche qui ritenerci soddisfatti, buon livello di sfida e divertimento assicurato. Un piccolo appunto va fatto sugli eventi quick time che devono essere effettuati dai giocatori. Le meccaniche sono molto rapide ed inizialmente un po’ confusionarie.

Tecnica ed Engine

Stormblood si presenta come un Final Fantasy tirato a lucido. Il motore di gioco è il Luminous Studio game engine che porta con sé i suoi pregi ma anche alcuni difetti. Non a caso Square Enix è al lavoro su un nuovo motore grafico che potrebbe vedere la luce sul finire del prossimo anno o addirittura nel 2019.
Texture ed effetti di luce sono sicuramente apprezzabili anche se si nota una certa ripetitività nonché elementi grafici che risultano leggermente datati.
La profondità di campo a volte non è delle migliori ma il sapiente lavoro di organizzazione degli ambienti e strutture riesce a mascherare questo aspetto.


Passando alla caratterizzazione dei personaggi giocanti e non avremo alcune novità ma la base è quella che conosciamo anche se si nota una pulizia maggiore. Il lavoro fatto dal team di sviluppo è sicuramente encomiabile ma è visibile una certa rigidità degli asset di gioco.
Per chi aveva prenotato il gioco c’era la possibilità di accedere in early access a partire dal 16 giugno, ma il pre lancio del gioco si è rivelato decisamente traumatico a causa di svariati problemi tecnici.


Al momento i problemi persistono e non abbiamo molte notizie sulla causa o tempi di risoluzione bisogna solo pazientare.
Chiude il comparto tecnico un ottimo comparto sonoro che non delude le aspettative. Vero che il tema principale è rimasto invariato, ma alcune nuove tracce sono sicuramente da apprezzare.

Concludendo

Final Fantasy XIV Stormblood è esattamente quello che i giocatori si aspettavano ed a tratti riesce addirittura a sorprendere, nonostante i problemi tecnici che affliggono questi primi giorni di lancio del gioco.
Le nuove zone da esplorare ed un cambio sul gameplay hanno portato quella ventata di novità che i giocatori chiedevano per uscire da una ripetitività che ormai aveva portato ad abbandonare velocemente i server. Stormblood non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio perché nel breve avremo nuove ed interessanti novità, come nuovi raid e livelli di difficoltà con cui affrontarli.
Se il peso degli anni cominciava a farsi sentire grazie a questa espansione Final Fantasy XIV trova nuova linfa vitale riuscendo a regalare nuovi ed avvincenti momenti per una community che sembra anch’essa rinata.
Imperdibile per i giocatori di vecchia data Final Fantasy XIV Stormblood può essere anche un buon punto di partenza per i nuovi giocatori anche se si dovrà “pedalare” un po’.