- L'impero lo consiglia a tutti!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

In Gravel le regole sono poche ma fondamentali: velocità, cattiveria e fuoristrada. Se siete amanti delle corse off-road nude e crude, senza pietà e con l’adrenalina che pompa nelle vene, allora questo arcade della Milestone fa proprio al caso vostro.

La longevità ed il continuo senso di sfida sono tra le caratteristiche principali del gioco che lo rendono unico nel suo genere. Scenari incredibili ed impensabili che fanno da sfondo alle entusiasmanti corse nelle quali cimentarci, non lasceranno spazio ai deboli di cuore ed ai maniaci della carrozzeria, perché in Gravel, se non lo aveste capito, spalleggiare il nemico è l’unica strada per la vittoria.

Paesaggi selvaggi, effetti luce sorprendenti e condizioni di guida estreme sono solo l’inizio di quello che ci aspetta. Vincere o perdere: in Gravel, o si è crudeli o si soccombe.

Recensione Integrale

Milestone non è nuova a titoli del genere. Dopo aver abbandonato la serie WRC, passata al team Kylotonn, i ragazzi del team italiano si sono rimboccati le maniche ed hanno inserito in Gravel, gioco di off-road per eccellenza, tutto quello che si poteva desiderare.

Gravel racchiude in sé adrenalina, corse mozzafiato, scenari da competizione creati ad-hoc e soprattutto tanta, tanta competizione, tirando fuori un titolo spettacolare per il quale restarne indifferenti è praticamente impossibile.

E’ a voi maestri delle follie su quattro ruote in competizioni off-road che mi rivolgo, perché in Gravel non c’è spazio per mezze cartucce: o siete all’altezza o si resta schiacciati dall’enorme peso della competizione.

Luci… Azione!

Certe volte ho avuto l’impressione di prendere parte ad un grosso spettacolo cinematografico. Il pubblico, la tensione, i fuochi d’artificio e il meraviglioso scenario sul cui sfondo dissetavo la mia sete di correre, sono tutti elementi che messi insieme hanno creato il perfetto set per vestire i panni da pilota. Ma non un pilota qualunque, quello già visto nei classici sportivi, ma quello rude, da maschio, da maledetto figlio di buona donna.

Gravel non è solo correre ad alta velocità, è anche prestare attenzione alla guida. Le modalità presenti nel gioco sono quattro e, a loro modo, sono tutte impegnative. Si passa dalla competizione classica dove primeggiare conta su tutto, passando per quella circoscritta a checkpoint dove si è vincolati ad attraversare determinati totem, fino ad arrivare a quella ad eliminazione, dove la corsa contro il tempo è alleata con i vostri avversari.

La modalità carriera, se così possiamo definirla, è scandita da quattro eventi principali, Wild Rush, Cross Country, Speed Cross e Stadium Circuit, i quali si differenziano sostanzialmente per lo scenario, dato che in tutte si alternano svariati tipologie di modalità.

Ogni modalità è capeggiata da un “Maestro” che dovremo inevitabilmente affrontare per dimostrare a tutti chi è il vero campione. Ciascun “Maestro” è di fatto una persona realmente esistente che domina lo scenario off-road dell’attuale competizione internazionale.

Man mano che si avanza nel gioco si procede lungo il percorso unidirezionale della nostra ascesa al successo, fino ad abbattere, uno dopo l’altro, i boss di categoria. Per loro, e solo per loro, sono stati creati i cosiddetti “eventi speciali”, sessioni di tre sfide dove affrontare il campione in carica in un testa a testa spettacolare, senza altri partecipanti, se non il pubblico affamato di competizione.

Il sistema a punti presente durante la corsa, farà crescere il vostro punteggio giocatore grazie al quale sbloccherete nuove livree per le vostre auto, nuove vetture e nuovi tracciati.

Mettere da parte la coscienza

Gravel è soprattutto giocare sporco. L’intelligenza artificiale è di notevole livello e metterà a dura prova le vostre abilità sin da subito, anche a livelli di difficoltà medi, laddove in altri giochi per raggiungere punte di sfida elevate tocca settare tutto ai massimi livelli.

E così che per guadagnare anche soli pochi metri per vincere una gara tocca ricorrere alle tattiche peggiori e più vigliacche, seppellendo completamente ogni tentativo di fair play e di gioco pulito, a patto che non vogliate ritrovarvi a mangiare il fango dell’avversario che vi precede.

Di pari passo al vostro più barbaro senso di sfida, a farvi da copilota durante ogni sessione di gioco c’è la consapevolezza di dover trovare in tutti i modi la scia più veloce ma, soprattutto, la manovra perfetta.

Diversamente da quanto può accadere in altri sportivi, in Gravel un minimo errore alla guida sarà condannato, catapultandovi immediatamente tra le ultime posizioni. E posso assicurarvi che la tattica del riprendere gli avversari sarà solo una spiaggia fangosa dove affonderanno miseramente i vostri pneumatici.

Ad aiutarvi in questo, e fidatevi tornerà utile sicuramente, c’è il sistema di “Rewind”, simile a quello già visto in Forza Motorsport, grazie al quale è possibile rimediare agli errori fatali riavvolgendo brevemente il tempo, evitando così frustranti riavvii di sessione che, purtroppo, non mancheranno comunque.

Wild Rush, Wild Landscape

Quello che probabilmente lascia di più a bocca aperta è la meravigliosa fantasia con la quale sono stati creati i tracciati: durante la straziante battaglia per il primo posto non farete a meno di notare di come qualche secondo prima eravate immersi in una spiaggia solitaria e ritrovarvi poi, dopo qualche curva, a scivolare tra fango di montagna o, addirittura, impalcature edilizie. Spettacolare.

D’altro canto, invece, quello che delude più di tutto è la fisica degli scontri e la gestione dei danni alla carrozzeria. È vero che non stiamo parlando di un gioco simulativo, ma vedere la vettura rotolare come una trottola è improponibile anche in un videogioco. Una lieve attenzione al riguardo avrebbe fatto storcere molto meno il naso, e avrebbe evitato ai giocatori di chiudere gli occhi in certe scene, non per la loro pericolosità ma per quanto di assurdo mostrato a video.

Se siete degli hardcore gamer e stavate già pensando a quale musica ascoltare durante le vostre frenetiche competizioni, state pure tranquilli: in Gravel la scarica di adrenalina del gameplay si sposa perfettamente con l’impeccabile soundtrack, carica di energia e piacevole all’udito.

Inoltre la varietà di vetture presenti nel gioco lascia spazio ad ognuno di noi di trovare il giusto marchio al quale affidarsi, riversando la nostra scelta anche su vetture di stampo storico come quello Abarth. Peccato però che per la stessa categoria ci siano vetture con un gap di potenza dei cavalli troppo significativo che, tenuto conto della difficoltà degli avversari, spinge facilmente il giocatore a selezionare sempre quelle più potenti.

Il comparto multiplayer non ha mostrato segni di cedimento che, in questo genere di corse, combacia perfettamente con la non curanza dei giocatori di prestare attenzione alla guida, tirando fuori il peggio di ciascuno di noi.

Gravel è sinonimo di divertimento. I Maestri dell’off-road si sfidano a colpi di speronamenti, di guida spericolata e di tanto, tanto fango. Se siete dei veri esperti del fuoristrada, se siete dei veri duri, c’è solo un modo per dimostrarlo. E si chiama Gravel.

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Solo dopo aver abbandonato uno storico Commodore64, trovai il mio primo amore nel SEGA MEGA DRIVE e in Sonic. Ancora oggi, 34 anni suonati, sposato e con due figli, vivo con una instancabile voglia di giocare, su qualsiasi piattaforma, in qualsiasi momento, perché l'arte, quella vera, non conosce limiti e console war. La mia barba? Mi rende sexy...