- L'impero lo consiglia a tutti!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

Moonlighter è sicuramente un titolo interessante.

Partendo da una premessa atipica, il gioco riesce a sviluppare una trama accattivante con un gameplay che combina elementi roguelike e RPG in maniera egregia, tutto presentato con una grafica in pixelart molto piacevole da vedere seppur a volte troppo spoglia all’interno dei dungeon.

Non è troppo punitivo e le meccaniche si assimilano in fretta. Divertente e godibile, mi sento di consigliarlo a tutti anche in virtù del prezzo, tutto sommato, accettabile.

Recensione Integrale

Moonlighter, titolo sviluppato dagli spagnoli Digital Sun e pubblicato da 11bit Studios (con alle spalle produzione importanti come This War of Mine e Frostpunk) è un titolo atipico e interessante, divertente e dalle meccaniche intuitive, ma non per questo banali.

Il gioco parte da una premessa che rende il nostro protagonista un po’ “atipico” nello scenario globale del mondo videoludico. Perché se da un lato saremo un esploratore di dungeon, dall’altro saremo un semplice commerciante, la cui principale preoccupazione sarà quella di portare avanti il negozio di famiglia.

Will, questo il nome del nostro protagonista, è infatti l’ultimo della sua stirpe e unico responsabile del negozio di famiglia, il Moonlighter appunto. Vive nel villaggio di Rynoka, non troppo ben messo a dire il vero, ma che, con la comparsa dei portali di accesso al dungeon nelle sue vicinanze, sta richiamando molti avventurieri.

Da questa premessa si sviluppa tutto il gioco.

Avventurandoci nei vari livelli dei dungeon (cinque, sviluppati su tre livelli) otterremo oggetti che, una volta fuori, potremo mettere in vendita nella nostra bottega, scegliendone quantità e prezzo. I clienti che entreranno nel nostro negozio (quando decideremo di aprirlo al pubblico) avranno della reazioni alla vista dei prezzi in virtù delle quali potremo capire se abbiamo scelto un prezzo competitivo o siamo totalmente fuori target. Il tutto verrà registrato automaticamente in una sorta di libro mastro in cui verranno inseriti tutti gli oggetti trovati e anche i prezzi ai quali li abbiamo messi in vendita, con relative reazioni della clientela.

Una cosa carina sulla clientela, vi capiterà saltuariamente di riconoscere facce note di saghe storiche. A me è capitato di vedere entrare nel negozio Auron e Lulu di Final Fantasy X, ad esempio.

Sarà bene però non mettere in vendita proprio tutto il bottino trovato, avendo cura di conservare (in appositi bauli che troveremo nella nostra stanza adiacente il negozio) della roba anche per noi per il crafting di armi, pozioni e potenziamenti della nostra attrezzatura.

Infatti, se da un lato dovremo “far soldi” vendendo i nostri bottini, dall’altro suddetti soldi ci toccherà spenderli per migliorare il nostro negozio o per permettere che in città ne compaiono di altri. Una forgia, un venditore di incantesimi e così via. Altri commercianti dai quali ottenere (anche grazie all’uso dei bottini citati prima) armi, armature e strumenti vari da utilizzare nelle nostre scorribande all’interno dei dungeon.

Un sistema ben rodato e abbastanza adatto a non annoiare il giocatore.

E NEI DUNGEON?

All’interno dei vari livelli dei dungeon troveremo nemici delle più svariate tipologie, ognuno dei quali lascerà nella stragrande maggioranza dei casi un piccolo bottino una volta sconfitto. All’inizio dovremo affidarci solo a spada, scudo e alla schivata rotolante per fronteggiare i nemici, ma poco a poco andremo a puntellare armi e abilità del nostro Will rendendolo sempre più simile a un vero eroe e un po’ meno al semplice commerciante del Moonlighter.

Tutto ciò che otterremo all’interno del dungeon verrà conservato, fino al raggiungimento della capienza massima, nel nostro inventario. Fate attenzione però, morire significa perdere tutto quanto di bello avevamo trovato e avevamo conservato nel nostro zainetto.

Se davvero riterrete di aver trovato qualcosa di davvero prezioso e voleste conservarlo anche in caso di morte, nell’inventario troverete degli slot riservati che sarebbero come le tasche di Will. Gli oggetti conservati qui saranno tenuti anche in caso di morte, ma il numero di slot disponibili è molto ridotto rispetto a quello del resto dell’inventario che andrà perduto.

Non disperate però. Nel caso in cui voleste abbandonare il dungeon in maniera immediata potrete affidarvi a due particolari artefatti. Il primo, un medaglione di famiglia, vi permetterà a fronte di una piccola offerta in denaro di teletrasportarvi immediatamente al villaggio di Rynoka con un viaggio di sola andata. L’altro, un po’ più dispendioso in termini economici, vi garantirà la possibilità di aprire un portale dalla vostra posizione al villaggio e teletrasportarvi avanti e indietro tra i due punti con immediatezza.

TRAMA E TECNICA

La trama di Moonlighter vi verrà, salvo rare eccezioni, raccontata da documenti e diari che troverete all’interno dei dungeon, che vi porteranno a capire gradualmente cosa e perché è successo. I dialoghi (tutto testo a schermo, in lingua inglese), al di là di qualche battuta coi commercianti saranno ridotti all’osso.

Il comparto audio è pregevole e ben realizzato. Le musiche invece sono una delle cose più belle del gioco, evocative e adatte alla situazione, soprattutto quelle che ascolterete avventurandovi all’interno dei dungeon.

La grafica di Moonlighter è carina e realizzata con cura in pixelart. Forse può apparire spoglia in alcuni frangenti del gioco, ma in linea di massima è godibilissima e fa egregiamente il proprio lavoro.

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