No - L'impero lo sconsiglia a tutti!

Le conclusioni dell'impero (Recensione Breve)

Shopping Tycoon vi darà del filo da torcere non perché è difficile, ma perché è montato malissimo. Oggetti e puntatori che si sovrappongono impediranno di gestire in maniera fluida la schermata di gioco, gli sprite dei personaggi e delle attrezzature sono spesso inutilmente invadenti.

La mancanza di un vero senso di profondità della scena rende tutto confuso e sovrapposto in un turbinio di colori come in un patchwork da dilettanti estroversi. A questo si aggiungono dei menù abbozzati non solo sul piano grafico ma anche a livello di informazioni. Tutto troppo appariscente e disordinato.

Un vero peccato visto che sul piano strettamente gestionale il titolo si fa apprezzare per la moltitudine di parametri da tenere sotto controllo che rendono bene l’idea di come si debba gestire un centro commerciale. Un dispiacere perché qualche idea buona c’era, come gli eventi a tema o le visite di personaggi famosi.

Gli appassionati di shopping potrebbero trovarlo divertente nei primi momenti, ma chi riuscirà a giocarlo per lungo tempo ha tutto il mio rispetto, ma credo che dovrebbe iniziare a valutare la possibilità di avere qualche disturbo da shopping compulsivo.

Recensione Integrale

Sognare di essere il proprietario di un centro commerciale non è forse cosa comune, ma se il vostro desiderio è quello di diventare dei novelli imprenditori Shopping Tycoon si propone di essere la risposta ai vostri desideri. Sempre che vi piacciano gli incubi. Sviluppato da DreamsSoftGames e pubblicato il 12 settembre 2017 su Steam.

Il titolo si propone come un gestionale che vi dà la possibilità, partendo da un piccolo negozietto e un capitale iniziale, di ampliare il vostro centro commerciale fino a renderlo un lussuoso e popolare edificio multipiano. Premesse gradevoli per un ambito molto poco sfruttato nel mondo dei videogame. Ma quanto ha resa finale siamo molto indietro con qualunque standard possibile. Purtroppo infatti già dalle prime battute e dal tutorial si nota come il gioco abbia una impronta molto stilizzata che in molti casi sovrappone in maniera disordinata elementi diversi tra sfondo, oggetti e NPC.

Disordinati ritagli colorati

L’ambiente è il primo aspetto che non si fa apprezzare né per lo stile grafico, troppo abbozzato e piatto, né per la scelta di non dare una sufficiente profondità agli elementi. La sensazione visiva che si prova è quella di essere di fronte a un cartone animato per bimbi fatto un po’ alla buona con pezzi di carta colorata e abbondante colla vinilica.

Nel tentativo di rendere gli oggetti e la struttura interna del centro commerciale tridimensionale, gli sviluppatori hanno creato un artificiosa e posticcia sensazione di disegno da infante con linee dritte e totale non curanza delle ombre, praticamente assenti.

Nel calderone di confusione, generato da troppi elementi che spesso si sovrappongo impedendo di capire la reale composizione di essi, ci finiscono anche i movimenti legnosi e fallati di clienti e assistenti (commessi, inservienti, corrieri) che disturbano al punto da iniziare trascurarli puntando a farli sembrare puri e semplici numeri.

Quando ti approcci a un gestionale l’elemento che più di tutti deve essere curato è l’hub di gioco, perché senza chiarezza in esso è difficile impartire comandi e mansioni facilmente e senza commettere errori. Ma Shopping Tycoon è fallato anche in questo con un menu di gestione degli oggetti con immagini microscopiche e molto spesso senza una adeguata descrizione.

Ci si ritrova così a dove avvicinare il naso allo schermo per tentare di capire cosa stiamo selezionando e che fattezze abbia. La risoluzione del gioco è settabile al suo avvio, ma nel 2017 avere un gioco che ad alte risoluzioni sgrana al punto da non rendere riconoscibili alcune scritte è impensabile, oltre che terribile a vedersi.

Fingiamo che vada tutto bene

Eppure sotto, ma davvero sotto, questo pudding di colore e confusi livelli sovrapposti, c’è una discreta anima gestionale con una varietà quantomeno accettabile di parametri e sfaccettature da tenere in considerazione. Vero è che la gestione delle attrezzature e della mobilia è molto semplice e immediata, al netto dei problemi di comprensione del menù, ma quando si tratta di gestire i prezzi, le scorte di magazzino, le offerte speciali, l’energia e la refrigerazione ecco che Shopping Tycoon mostra una discreta profondità di gameplay che purtroppo si ritrova abbandonata come un naufrago su di un relitto.

Da apprezzare è anche la gestione del tempo e i simpatici rimandi a marchi e personaggi famosi che tuttavia nel primo caso non ripropongono alcun modello speciale, ma si limitano a colorazioni spesso improponibili e modelli senza specifiche. L’avanzamento di livello avviene grazie agli apprezzamenti e agli acquisti in serie fatti dai clienti, mentre un alert menu ci segnala le criticità della nostra struttura: una soluzione ben gestita ma che in alcuni casa genera segnali invisibili e bug assortiti. Meno chiara invece è la gestione del magazzino, piazzata un po’ qua e un po’ là tra i piani che non ti permette di avere un inventario completo delle scorte attuali, ma è solo un orpello necessario per stoccare in automatico le merci.

A questo aggiungeteci una cantilenante e ripetitiva musichetta da ascensore che fa da unica colonna sonora e tutta quella campionatura di suoni da centro commerciale (detestabili se non siete un fan delle spese quotidiane) e Shopping Tycoon mette in chiaro ancora una volta che è un titolo per pochi eletti con la passione per la moda, Sex & City e dalla strisciata di carta di credito facile.

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Dalla sua mansion sulle colline del Sannio è riuscito ad attraversare l’universo senza tuta Phazon, raggiungendo regni brulicanti di Koopa grazie ai consigli delle pietre Sheikhan. Ma il suo desiderio nascosto è una piccola casetta nella Colonia 9 di Bionis. Birra artigianale, cinema e board game le altre sue passioni. Ogni volta che esce un nuovo Zelda esclama: "Avverto un tremito nella forza".