Le conclusioni dell'impero (Recensione Breve)

Recensione Integrale

A distanza di qualche anno dall’ultima incarnazione della serie, con Sniper Elite III, Rebellion torna alla carica proponendoci il nuovo episodio della serie Sniper Elite, questa volta, diversamente dal precedente capitolo ambientato nella desolata Africa, geolocalizzato nella nostrana Italia.

Le avventure dello statunitense cecchino d’elite Karl Fairburne si spostano lungo i magnifici paesaggi della nostra isola dove il protagonista del gioco si troverà per eliminare alcuni dei membri maggiormente rappresentativi dell’esercito nazista e per impedire alle forze del Fuhrer di utilizzare una nuova e minacciosa arma contro gli alleati.

Nuovo capitolo, nuova location… Nuovo gameplay?

Partiamo subito col rispondere chiaramente con un “no” a questa domanda. Se avete giocato il precedente capitolo (e se non l’avete fatto, fatelo perché merita) ritroverete in questo nuovo episodio della serie praticamente tutte le meccaniche già viste in passato (e perfettamente funzionanti ancora oggi), puntellate qui e lì da poche e sporadiche aggiunte. Se non fosse per una totale variazione degli ambienti di gioco, però, questo nuovo SE4 rischierebbe di passare per qualcosa di “già visto”, ma sotto questo punto di vista i ragazzi del team Rebellion hanno saputo ben giocare le proprie carte. L’impatto grafico è spesso emozionante grazie alle nuove ambientazioni made in Italy, contribuendo a creare un connubio di stupore e piacere agli occhi del giocatore.

L’avventura del nostro eroe inizia una volta arrivato a “San Celini”, località di fantasia che sin da subito mette in chiaro che il nuovo titolo di Rebellion, seppur teoricamente ambientato in Italia (e lo noterete in maniera inconfondibile nelle costruzioni e negli ambienti ricreati), si muoverà su location di fantasia. In questo modo Rebellion si è saggiamente risparmiata eventuali polemiche relative alla fedeltà della riproduzione degli scenari di guerra storici o di altra natura (come accaduto nella diatriba EA/DICE vs Alpini nel caso di BF1). Il tutto viene reso maggiormente godibile dall’impegno degli sviluppatori nella realizzazione di mappe molto vaste ed ambienti di gioco liberamente esplorabili (anche alla ricerca dei tanti collezionabili sparsi qui e lì per le mappe).

L’ampiezza della mappa di gioco vi permetterà di portare avanti le missioni nella maniera che più riterrete congeniale alle vostre esigenze (o al vostro divertimento), cimentandovi anche con obiettivi secondari tra un omicidio e l’altro. Il gioco di per sé, e come da titolo vien facile immaginare, incentiva l’approccio stealth al gioco, muovendovi in silenzio e cercando sempre la miglior postazione possibile, prima di fare qualunque mossa, dalla quale tracciare la posizione dei nemici e concepire una strategia adeguata a terminare il tutto senza la necessità di prendere di petto le forze nemiche.

Qualora tuttavia lo vogliate, potrete provare anche ad adottare un approccio più diretto e meno silenzioso al nemico, con scontri diretti che, ahinoi, metteranno in evidenza un’intelligenza artificiale alle volte discutibile e che non poco potrebbe far storcere il naso al giocatore medio.

Il consiglio è quindi quello, per godervi il gioco al meglio e per non incappare in nemici palesanti intelligenza limitata, di essere quanto più stealth possibile per garantirvi la miglior esperienza di gioco possibile.

Oltre la campagna principale

Tecnicamente il gioco si presenta bene sia sotto il profilo visivo che quello sonoro, la grafica è ottima e gli ambienti son ben realizzati al pari del doppiaggio, interamente in italiano, delle musiche e dei rumori ambientali. Oltre alla ampia campagna principale, che garantisce una buona longevità al gioco (tenendo presente che ogni missione andrebbe giocata con un’adeguata fase esplorativa per trarne il massimo godimento possibile), il nuovo titolo Rebellion propone anche delle modalità di gioco online, proprio come fatto con la Ultimate Edition del suo predecessore. Le modalità si scindono in competitive e cooperative con le prime che faranno fatica ad entrare nei vostri cuori (vista anche la concorrenza di PvP in altri titoli), mentre le seconde risulteranno sicuramente più affascinanti e divertenti, assai piacevoli da giocare in compagnia di un amico.

Se volete sapere effettivamente quante ore vi terrà impegnati Sniper Elite 4, bisogna precisare che una risposta univoca a questa domanda non c’è. Il gioco può essere terminato in 5 come in 20 e più ore, la differenza, come si può evincere da quanto scritto nei paragrafi precedenti, sta tutta nell’approccio che adotterete al gioco e alle varie missioni. A fucile spianato e senza nessuna adeguata pianificazione porterete velocemente a termine le missioni, privandovi però di qualsivoglia divertimento, diversamente, binocolo alla mano e con la ferma intenzione di trarre il meglio da ogni singola missione del titolo, potrete impiegare ben due ore solo per tracciare i nemici e concepire una strategia su di una singola mappa.

Quando però vi accorgerete che il sistema di progressione del vostro personaggio nel gioco è un po’ “castrato” e che in virtù dei punti esperienza accumulati nel corso delle missioni che avrete terminato quasi nessun bonus o nessuna arma avrà un reale e tangibile impatto sulla vostra esperienza di gioco, fatta eccezione per qualcosa che si sbloccherà praticamente solo agli ultimi livelli, tenderete a dedicare sempre meno tempo alla pianificazione, allo studio e all’esplorazione delle varie aree di gioco, limitandovi quindi a portare a termine il compitino; non vi è fondamentalmente la sensazione che gli sforzi profusi nel cercare la prestazione perfetta in game abbiano un reale riconoscimento del merito nello sblocco e nella crescita del pg. Un peccato.

Conclusioni

Con Sniper Elite 4 i ragazzi di Rebellion hanno scelto, in maniera assai saggia, di continuare sulla strada tracciata tra le desertiche lande dell’Africa con Sniper Elite III. Un gameplay comprovato e già apprezzato e un’ottima longevità fanno di Sniper Elite 4 un titolo interessante e piacevole da giocare, tanto da chi ha apprezzato i precedenti capitoli quanto dai neofiti che mai prima d’ora hanno avuto a che fare con la serie Rebellion. Un acquisto sinceramente consigliato a chi ha la passione per i giochi stealth o per la “vita da cecchino”.