Con The Division, nell’ormai lontano 2016, Ubisoft non era riuscita a tirar fuori ciò che i videogiocatori si aspettavano, soprattutto considerando i video mostrati prima dell’uscita. Endgame deludente, IA poco convincente ed una grafica piuttosto lontana da quella vista nei trailer non hanno permesso al titolo di centrare le aspettative. La software house francese ha deciso quindi di riprovarci con The Division 2, con un sistema simile al suo predecessore, ma miglioramenti dove erano necessari.

Un soldato alla Casa Bianca

L’avventura inizia con la creazione del personaggio, attraverso un editor abbastanza vario. Per quanto riguarda l’estetica, è possibile modificare l’aspetto del viso, scegliere colore e taglio di occhi, capelli e barba, aggiungere delle pitture sul volto come segni distintivi ed infine collocare dei tatuaggi su braccia e gambe. In quanto al vestiario, c’è una scelta piuttosto ampia di maglie, pantaloni e scarpe, oltre ad oggetti aggiuntivi come cappelli ed occhiali. È un editor semplice, ma che funziona.

Dopo aver terminato si viene catapultati all’interno di una missione iniziale che spiega i comandi di base. Breve, ma sufficiente per capire come muoversi e sparare, è l’introduzione alla storia vera e propria. Al termine della missione, viene annunciato un messaggio che informa di un problema a Washington D.C., luogo dove è ambientato The Division 2. Il soldato viene quindi inviato alla Casa Bianca, diventato Quartier Generale della Divisione.

La Chimera Variola, chiamata dai media “Veleno Verde”, ha infestato anche la capitale, colpita anch’essa da un attacco bio-terroristico dopo New York. Riconquistare il Campidoglio è quindi l’obiettivo principale, ma per fare ciò è necessario liberare i punti principali della città, ripristinando prima di tutto la rete SHADE, intelligence che co-opera con la Divisione. Tutto questo condito da continue guerriglie urbane, sparse per l’intera città.

Oltre ai rifugi, questo capitolo è caratterizzato da Avamposti ed Insediamenti. I primi, in possesso di una delle bande (Iene, Reietti, True Sons), permettono di ottenere un ottimo bottino e di utilizzarli come viaggi di spostamento rapidi una volta liberati. I secondi sono più difficili da conquistare, ma permettono di scoprire la posizione delle casse SHADE, sbloccare missioni secondarie e nuovi progetti di crafting. Gli Insediamenti possono essere migliorati portando a termine determinati obiettivi, permettendo loro di cambiare aspetto visivo con la costruzione di diverse strutture al suo interno.

C’è tanto da fare in The Division 2

Washington D.C. di The Division 2 è completamente diversa da quella che conosciamo. Seppure le strutture siano le stesse della controparte reale, tutto il resto ha un’impostazione simile al film Io Sono Leggenda. I sette mesi di abbandono totale hanno reso la città colma di erbacce, animali e zone distrutte, scenario tipico di un film post-apocalittico. Dobbiamo dire che Massive Entertainment ha di nuovo interpretato alla grande la situazione, forse ancora meglio rispetto al primo capitolo.

L’impostazione di gioco di The Division 2 non si discosta particolarmente dal titolo ambientato a New York, ma il comparto delle Missioni è molto più vasto. Adesso anche gli scontri casuali lungo le strade sono utili per ottenere XP, equipaggiamento migliore o potenziare un determinato insediamento e prendono il nome di Attività. La maggior parte delle missioni principali sono comunque basate su orde di nemici, ma le ambientazioni di questo capitolo le rendono più affascinanti ed avvincenti.

Le missioni terminano spesso con uno o più boss da eliminare e questi garantiscono un ricco bottino, che solitamente consiste in equipaggiamento. Liberando gli insediamenti dalle forze ostili si sbloccano missioni secondarie che permettono ulteriormente di farmare e tra queste c’è la ricerca delle casse SHADE. Aprendo queste casse si ottengono i punti SHADE, valuta che permette di acquistare Vantaggi ed Abilità.

I Vantaggi consistono in miglioramenti per il nostro soldato (come più spazio per le munizioni, spazio per le scorte aumentato, ecc.), mentre le Abilità sono dei gadget che aiutano il giocatore durante la partita (droni, scudi, ecc.) ed entrambi garantiscono un grande vantaggio. Se mentre in The Division le missioni potevano annoiare per la ripetitività, nel secondo capitolo invece tutte le Attività risultano molto divertenti, in quanto l’obiettivo è quello di farmare il più possibile e si ha la sensazione di fare sempre cose diverse.

Gli scontri a fuoco

Il gunplay è stato sistemato e, senza dubbio, migliorato rispetto al capitolo precedente. Nonostante non ci si avvicini minimamente al discorso “un colpo, un morto” il sistema dei danni in The Division 2 è molto equilibrato. I boss sono i nemici più complicati da abbattere, in quanto possono assorbire più danni, ma i soldati avversari semplici si possono finalmente eliminare con pochissimi colpi. Questo miglioramento ha permesso di apportare cambiamenti anche all’intelligenza artificiale.

Dimenticate i nemici immobili tanto odiati nel primo capitolo, perché in questo difficilmente si vedono soldati fermi. Le truppe nemiche si muovono infatti in modo molto organizzato, cercando di accerchiare i giocatori per non lasciar loro via di scampo. Uscire allo scoperto cercando di sparare a più non posso risulta quindi assolutamente inutile, anche considerando che gli avversari difficilmente mancano i bersagli scoperti.

Le armi presenti nel gioco si differenziano notevolmente l’una dall’altra e bisogna imparare a conoscerle per utilizzarle al meglio. Per aumentare alcune caratteristiche è possibile installare delle mod, che permettono di migliorare parametri specifici come la precisione e la stabilità, ma anche tempo di ricarica e danno. Insomma, gli scontri a fuoco risultano essere molto soddisfacenti e l’IA migliorata aggiunge al gioco un livello di sfida piuttosto alto.

Il comparto tecnico di The Division 2

Dal punto di vista grafico, Washington D.C. è realizzata in maniera ottimale, con una riproduzione fedele delle strutture che popolano la città, in primis la Casa Bianca. La crescita della vegetazione lungo le strade e la presenza di animali come i cerbiatti rendono perfettamente l’idea di una città desolata. La dimora del Presidente e gli Insediamenti sembrano essere gli unici luoghi dove è presente un po’ di civiltà. L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale e permette di ammirare delle gradevoli viste.

Diminuito notevolmente il numero di texture caricate in ritardo, ma continuano ad essere presenti in alcune situazioni, così come alcuni elementi che appaiono improvvisamente. Escluso questo piccolo difetto, però, possiamo tranquillamente affermare che The Division 2 riesce a rappresentare ottimamente la situazione post-attacco bio-terroristico della capitale statunitense.

Sul sonoro c’è ben poco da dire. La colonna sonora che accompagna il giocatore durante l’avventura è ottima, così come gli effetti audio, ambientali e non. Le armi si distinguono notevolmente anche solo dal rumore dei colpi. Il doppiaggio ci è sembrato tutto sommato in linea con la produzione, nonostante il protagonista sia muto anche in questo capitolo. Poteva essere svolto un lavoro migliore dal punto di vista narrativo, ma dobbiamo riconoscere l’ottimo lavoro svolto.

Alla fine della fiera, possiamo dire con certezza che Ubisoft e Massive Entertainment hanno finalmente capito gli errori fatti nel primo capitolo, tirando fuori un titolo che può essere sicuramente inserito tra i migliori del suo genere. The Division 2 sorprende in maniera più che positiva e mette sul piatto un vastissimo numero di contenuti, prendendo dal suo predecessore solo le cose positive. Non potevamo chiedere altro e per questo facciamo i complimenti agli sviluppatori per la buonissima riuscita del gioco.

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