Quella di pubblicare una “versione potenziata” dei grandi capolavori, è ormai diventata una consuetudine. Come ci si poteva aspettare, anche Bethesda ha provato a riesumare un grande capolavoro e lo ha chiamato semplicemente The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition, ed è disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC. I cambiamenti rispetto alla versione originale riguardano esclusivamente il comparto tecnico e l’introduzione delle mod anche su console, ma vediamo tutto con calma nella nostra recensione basata sulla versione digitale per PS4.

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UNA MERA QUESTIONE DI GRAFICA…

Come abbiamo già detto, gli sforzi maggiori degli sviluppatori si sono concentrati sul comparto tecnico, sulla grafica per precisione. In particolare, abbiamo un miglioramento generale degli effetti di luce, dell’acqua, della neve, dei modelli poligonali, della vegetazione ed altre chicche che potete cogliere dando un’occhiata ai vari screenshot. Questo miglioramento potrebbe essere decisamente più evidente se non fosse che le texture non hanno ricevuto alcun miglioramento sostanzialeOvviamente non mi aspettavo alcun miracolo dal punto di vista tecnico, ma una remastered solitamente è caratterizzata da un buon miglioramento di questa caratteristica, in Skyrim questo è accaduto solo in parte.

Insomma, Skyrim sente il peso degli anni e difficilmente si poteva fare meglio col motore di gioco di Bethesda. D’altro canto, la software house in questione non è particolarmente nota in quanto a qualità tecnica, infatti, pur essendo un titolo “next-gen”, anche Fallout 4 non gode di un comparto tecnico adatto agli standard attuali. A questo punto è palese che col prossimo RPG Bethesda ha bisogno di un nuovo engine e non di un semplice aggiornamento della versione attuale.

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TECNICAMENTE BRUTTO, MA SKYRIM È SEMPRE SKYRIM!

Se al momento della distribuzione della versione originale, Skyrim poteva essere un gran bel vedere, ora come ora, se dovesse limitarsi al “colpo d’occhio” non riuscirebbe a catturare il giocatore. Ma dalla sua, The Elder Scrolls ha un grande vantaggio che risplende tuttora: l’enorme mole di contenuti in grado di intrattenere per centinaia di ore.

Questa edizione speciale non gode solo dei contenuti base, ma aggiunge anche tutto ciò che è stato introdotto in un secondo momento grazie alle espansioni Downguard, Hearthfire e Dragonborn. Niente di trascendentale, ma questi contenuti aggiuntivi rappresentano un valido incentivo per coloro che non hanno avuto modo di approfondire queste espansioni in precedenza. Per il resto, Skyrim è sempre Skyrim: immenso, straordinario e coinvolgente.  

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IL (PARZIALE) MIGLIORAMENTO DETTATO DALLE MOD

L’altra novità di questa Special Edition è l’introduzione delle mod anche su console, le quali tuttavia non sono state integrate nel migliore dei modi; infatti, è necessario registrare un account sul sito Web di Bethesda ed effettuare l’accesso su console. Un procedimento inutilmente intricato.

Ma la parte veramente deludente è nella grandezza dei file, infatti, mentre su Xbox One è possibile scaricare e installare anche mod di grosse dimensioni, su PlayStation 4 vi è un limite di 5 MB, il che si traduce in mod estremamente semplici e anonime, qualcosa di molto lontano dal concetto tradizionale di “mod”.

Sostanzialmente, le mod che abbiamo avuto modo di provare riguardavano cambiamenti legati alla schermata di caricamento, piccoli cambiamenti grafici, nuovi oggetti, nuove costruzioni, NPC, modifiche per l’IA e molto altro ancora. C’è letteralmente l’imbarazzo della scelta.

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CONCLUDENDO: ESSENZIALE PER I NEOFITI, PAPABILE PER GLI ESPERTI

Chi non ha già giocato The Elder Scrolls: Skyrim sulle console della scorsa generazione (o su PC) ed ama il genere in questione, non ha alcuna scusante per non acquistare e giocare per centinaia di ore questa favolosa remastered condita con tanto di espansioni e supporto alle mod.

Per chi invece ha già spolpato Skyrim fino al midollo sulla precedente generazione di console, abbiamo un consiglio leggermente diverso: se adorate The Elder Scrolls e volete giocarlo nuovamente, non spendete assolutamente i 50 euro attualmente richiesti, ma vi consigliamo di attendere l’inevitabile calo di prezzo.

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