La lunga attesa per uno dei titoli più promettenti di questo 2015 è finalmente conclusa. The Witcher 3: Wild Hunt, il capitolo finale delle avventure di Geralt di Rivia, è approdato in tutta la sua maestosità su PC, PS4 e Xbox One.
Come nei precedenti capitoli, vestiremo i panni del più famoso dei Witcher, ripercorrendo le avventure iniziate nei libri di Andrzej Sapkowski nel “lontano” 1992 e portate per la prima volta su PC dai ragazzi di CD Project RED nel 2007. Da allora ne hanno fatti di progressi, ridefinendo il concetto di open world e creando uno dei giochi più rappresentativi del genere.

STORIA DA ROMANZO

Si vede subito che il gioco è curato in maniera ineccepibile dal punto di vista della trama, componente fondamentale, che permette di godersi il titolo anche senza aver mai letto i libri o giocato i vecchi The Witcher, mentre i fan storici troveranno citazioni e agganci piacevoli alle vecchie avventure di Geralt. La storia comincia circa sei mesi dopo la fine di The Witcher 2, quando il nostro protagonista recupera totalmente la memoria perduta all’inizio del primo capitolo videoludico, e comincia la ricerca della sua amica ed ex amante Yennefer di Vengerberg e di Ciri, sua figlia adottiva e portatrice di un antico dono che le scorre nel sangue. Cirilla è stata addestrata come witcher, ma non ha mai completato il suo addestramento a causa di varie peripezie, ed ora risulta dispersa. La giovane donna viene cercata per via di un’antica profezia che annuncia la fine del mondo per mano sua, e il giocatore si metterà nei panni di Geralt alla ricerca di Ciri, attraverso vastissime regioni, paludi, città, intrighi politici, guerre e mostri. Ad aggravare la situazione vi è la Caccia Selvaggia, un assembramento di cavalieri wraith che inseguono Ciri ed uccidono chiunque tenti di rintracciarla.

La trama risulta slegata dagli altri due capitoli proprio grazie all’introduzione di Cirilla e della Caccia Selvaggia, spesso solo citati nei vecchi giochi, permettendo una visione d’insieme anche a chi non ha idea di cosa parli la saga. Questo espediente soddisfa inoltre chi ha divorato l’intera saga e non vedeva l’ora di veder tornare questi personaggi, tra cui anche l’Imperatore di Nilfgaard, il regno del Sud, Emhyr var Emreis. Come se non bastasse, anche l’Imperatore vuole Ciri, per via del sangue che le scorre nelle vene e per ragioni politiche. Nel continente imperversa la guerra tra i regni del Nord ed il Sud, che ormai ha conquistato buona parte dei territori e non si accenna a smettere.
Dove vi porterà quindi la ricerca di Ciri?

La storia è divisa in tre atti, e senza distrazioni di alcun genere dura circa 50 ore. Il gioco però è ricco di quest secondarie e luoghi da esplorare, che vi aiuteranno a godervi appieno l’ambientazione e l’atmosfera del gioco. Difatti, ogni quest ha delle sottotrame che si sposano perfettamente con il gioco e le sue tematiche, molto cupe e crude, che pongono spesso il giocatore davanti a scelte difficili.

GAMEPLAY NON PERFETTO, MA FUNZIONALE

Per prima cosa dobbiamo parlare del sistema di combattimento, che per molti è il punto debole del gioco. Avrà anche i suoi difetti, ma funziona e porta soddisfazione, perché non basterà agitare la propria spada per vincere, ma bisognerà pesare ogni colpo, schivare, utilizzare i segni giusti sul nemico giusto e prepararsi adeguatamente con pozioni, bombe ed unguenti per le spade. Come nei capitoli precedenti, infatti, il witcher ha due spade, una d’acciaio per gli umani e gli animali ed un’altra d’argento per i mostri, ed attraverso l’alchimia è in grado di preparare, con un elaborato sistema di crafting, diverse pozioni, decotti e unguenti per aiutarlo in tutte le tipologie di scontro. Una volta creato uno di questi oggetti non bisognerà più craftarlo, ma basterà meditare per almeno un’ora e le scorte si ripristineranno da sole (a patto di avere gli ingredienti necessari). La meditazione non è più essenziale come nei precedenti capitoli, dove serviva per potenziare il protagonista e per creare le pozioni, ma è comunque un ottimo strumento per recuperare vita e scorte.

Completando le quest, Geralt guadagnerà esperienza che gli permetterà di salire di livello; facendo ciò otterrà punti abilità, anche attraverso dei luoghi di potere ai quali potrete accingere per potenziare i segni, che vi daranno, la prima volta che li userete, punti abilità bonus. I punti abilità possono essere spesi in uno skill tree completamente rivisto. Sono disponibili quattro rami di talenti differenti, ognuno rappresentante uno degli aspetti del Witcher. Questi talenti non sono disponibili fin da subito, ma andranno attivati con appositi slot, 12 sbloccabili man mano che si avanza di livello e quattro slot per i mutageni. I mutageni sono degli oggetti che permettono di avere dei bonus passivi che aumentano ulteriormente in base alle abilità attivate negli slot vicino ad essi. Ciò comporta un accurato esame di cosa volete potenziare e di cosa avete bisogno nelle varie situazioni. Dovete affrontare un nemico potente? Cambiate le abilità attive nell’alchimia, preparate decotti e pozioni, bevete il tutto, cambiate di nuovo nelle abilità da combattimento ed andate ad affrontare quel mostro che prima era troppo agile. Vi fa troppo danno? Equilibrate le abilità di danno con quelle della vitalità. Dovete convincere un brutto ceffo a farvi un favore? Attivate le abilità dei segni per avere più persuasione.
All’inizio può sembrare poco pratico, ma lo skill tree è stato creato per essere pienamente funzionale nell’ambiente in cui viene giocato, comportando una continua evoluzione per il giocatore, che deve essere sempre vigile su ciò che fa.

Il gioco offre anche un’enorme mappa che a primo impatto può sembrare addirittura eccessiva, ma èpiena di cose da fare.
È quasi schiacciante la quantità di cose disponibili in ogni angolo di mappa: quest secondarie, tesori nascosti, tane di mostri, persone in pericolo, esplorazioni sott’acqua e chi più ne ha più ne metta. La moltitudine di cose da fare è estremamente piacevole per passare il tempo tra una quest principale e l’altra, in modo da raccogliere equipaggiamento migliore, mutageni, reagenti e ingredienti per il crafting di armi migliori, pozioni più potenti, decotti ed unguenti ideali contro determinate specie di mostri. Anche solo passeggiare in groppa a Rutilia è piacevole, perché l’atmosfera è meravigliosa grazie al paesaggio che non risulta mai vuoto e a effetti di luce bellissimi.

Parlando di Rutilia, la puledra di Geralt, si può notare come gli sviluppatori abbiano voluto introdurre una piacevolissima funzione: il cavallo, se lanciato al trotto o al galoppo, segue la strada. Ai bivi deciderà lui dove andare, ma potete tranquillamente correggere la sua traiettoria.

E se infine non vi bastassero tutte le quest secondarie, è stato aggiunto un piacevole gioco secondario. In The Witcher 2 c’era il gioco dei dadi, qui sostituito con il Gwent.
È un gioco di carte nel quale dovrete far affrontare la vostra fazione con quella del vostro avversario, riuscendo a vincere due round. Il minigioco ha regole abbastanza semplici ed è perfettamente implementato nel gameplay generale, fornendo al giocatore ore ed ore di gioco nel preparare il mazzo e affrontare mercanti sempre più bravi.

ATMOSFERA UNICA

Il motore grafico che muove il gioco è il REDengine 3, che da il meglio di sé sui PC di fascia molto alta. Le console, infatti, faticano un po’ in determinati punti, scendendo a framerate di 20-25, soprattutto quando le condizioni ambientali come pioggia e neve si mischiano a combattimenti molto affollati pieni di particelle da gestire. I PC di fascia media/media-alta invece riescono a gestire il tutto mantenendo il gioco anche sui 45-50 fps in questi momenti.
Durante la nostra prova abbiamo utilizzato un PC di fascia media (i5-3340 @3.10 GHz, AMD HD7970 3Gb e RAM 8Gb @1333 MHz) e per riuscire a giocarci al meglio, dati i requisiti minimi decisamente sopra la media, abbiamo seguito le seguenti accortezze, che vi consigliamo caldamente di seguire per riuscire a giocarci senza vedere il computer soffrire:

  • al primo avvio, andate nelle impostazioni grafiche e disattivate NVIDIA HairWorks. Questa impostazione gestisce la fisica dei capelli di Geralt, dei personaggi e dei vari mostri. Richiede prestazioni elevatissime, che anche i PC di fascia altissima faticano a gestire.
  • abbassate di una tacca la Qualità Ombre, Densità dell’erba e la Distanza visibilità vegetazione.

Questo permetterà al vostro sistema di far girare il gioco a 60 fps, con sporadici cali a 45-50 fps nei momenti più affollati. Non noterete neanche la differenza, dato che il gioco, settato tutto a basso, ha una qualità grafica impeccabile, con giochi di luce spettacolari.

Anche  se c’è stato un downgrade grafico, la grafica risulta impeccabile e il mondo di gioco è spaventosamente realistico e variegato. Gli effetti atmosferici sono incredibili, i giochi di luce accattivanti e molto realistici. Se piove i personaggi si bagnano, se nevica i respiri si condensano. Le texture sono ottimizzate benissimo ed hanno una qualità ottima. Anche l’equipaggiamento è curato ottimamente, con texture di ottima qualità su armature e armi.

C’è tuttavia da fare una piccola nota negativa: le animazioni potevano essere ottimizzate meglio, sono un po’ troppo ortodosse. Non nelle cutscene, dove sono stati utilizzati attori e motion-capture, ma nel free roaming, dove le animazioni sono un po’ meccaniche. Non aspettatevi quindi una corsa fluida e un salto realistico.

Nonostante la vastità della mappa e la qualità della grafica, i caricamenti ne risentono veramente poco, sono quasi inesistenti. Li noterete solo al primo avvio del gioco e quando vi muoverete con il viaggio rapido da una parte all’altra del continente, altrimenti non superano i 2-3 secondi.

the witcher 3 review (1)Gli effetti audio e la colonna sonora rendono l’atmosfera ancora più godibile. Girando per i boschi, ad esempio, sentirete il vento che ulula; se vedrete gli alberi piegarsi sotto le forti raffiche si sentirà il rumore dei rami che si spezzano, il tutto accompagnato dagli ululati dei lupi e da una musica che annuncia l’inevitabile attacco. L’armonia del comparto audio è ottima. Il doppiaggio inglese è eccezionale, ogni personaggio interpreta benissimo la propria parte e non risulta mai banale. Le musiche composte dai Percival sono molto piacevoli e vi ritroverete a fischiettare i motivetti del Gwent senza notarlo.

COMMENTO DELL’AUTORE
The Witcher 3: Wild Hunt non ha deluso le aspettative. Ci si aspettava ardentemente un capitolo finale spettacolare e così è stato. È decisamente uno dei migliori giochi che questa nuova generazione può offrirci e speriamo che CD Project RED continui a rilasciare patch e miglioramenti, magari potenziando quelle animazioni un po’ vecchiotte e aggiungendo quei dettagli che lo renderebbero l’RPG il migliore mai creato.